L’ICKABOG

L’ICKABOG

Ickabog deriva da Ichabod che significa senza gloria, anzi, più precisamente, significa “la gloria se n’è andata.”

Questa storia risale ai gloriosi anni di Harry Potter, J.K. Rowling la raccontava ai figli, senza però arrivare mai ad una conclusione.

Ickabog è poi finito in soffitta in seguito alla decisione di non scrivere un ulteriore libro per ragazzi dopo la prolifica saga universalmente nota, e lì è rimasto per molto tempo.

Sono stati infatti i giorni del lockdown, e il desiderio di fare qualcosa, a ispirare l’idea di pubblicarlo gratuitamente online per metterlo a disposizione di tutti i bambini, chiedendo loro di disegnare le illustrazioni.

È nato infatti un vero e proprio concorso per giovani artisti tra i sette e i dodici anni, in seguito al quale una giuria ha selezionato 34 disegni

Nella pubblicazione italiana edita da Salani, le illustrazioni sono diverse ma altrettanto belle.

Ciascun vincitore ha ricevuto una copia del libro autografata dall’autrice, ed ha avuto la facoltà di indicare una scuola o una biblioteca per una donazione di libri del valore indicativo di 500 euro da parte dell’editore.

La storia si legge tutta d’un fiato, e personalmente ho ritrovato molti agganci adattabili all’attualità, forse perché la gloria purtroppo non smette di andarsene, o forse perché i personaggi senza gloria continuano ad avvelenare le nazioni proprio come accade nel regno di Cornucopia.

Ovviamente, il mio personaggio preferito è Margherita.

DINY DANCING

DINY DANCING

 

Sfido chiunque a non visualizzare le immagini di Dirty Dancing non appena partono le note di Do you love me di The Contours.

Ebbene, dopo aver visto il video della Boston Dynamics, per me il primato viene ufficialmente superato: non mi potrò più dimenticare questi robot che danzano

 

Tu non li trovi assolutamente coinvolgenti? Ammettilo: è impossibile stare fermi.

E non si tratta di computer grafica, per cui complimenti davvero ai programmatori: la coppia di Atlas insieme a Spot e a Handle si muovono secondo una programmazione intercoordinata e a tempo di musica.

Musica che sicuramente non è una scelta casuale … il testo infatti parla chiaro:

🎶 Mi hai spezzato il cuore

Perché non riuscivo a ballare

Non mi volevi nemmeno intorno

E ora sono tornato

Per farti sapere

Che so davvero muovermi bene

🎶

Mi ami?

(Posso davvero muovermi)

Mi ami?

(Sono nel ritmo)

Adesso mi ami?

(Mi ami)

Ora che posso ballare

(Ballare) 🎶

Che ne dici dunque di questi Diny Dancers?

🎶

Tell me

Tell me 🎶

BISCOTTI CON PASTA SABLÉ AL CAFFÉ

BISCOTTI CON PASTA SABLÉ AL CAFFÉ

Luciana mi ha chiesto la ricetta e vorrei cogliere l’occasione per ringraziare anche Jaya e Salvo per le loro ricette sulla pasta, e per rispondere a Maria: il Kefir per me ha un buon sapore, ma calcola che io non amo zuccherare … è in effetti acido con una lievissima punta leggermente “alcolica” dunque il consiglio di Jaya di aggiungere frullati di frutta (o semplicemente frutta fresca) o di fare altri tipi di mix usando la fantasia è più che appropriato per chi non è molto per le cose “raw” come me laughing

Ma veniamo alla pasta sablé: la prima volta che ho provato a farla è stato mentre cercavo una ricetta per qualcosa di dolce che fosse senza uova dato che mio padre non poteva mangiarle.

In realtà molte ricette, a partire per esempio da Il cucchiaio d’argento, prevedono le uova nella preparazione, ma a me sembrano perfetti anche così: sablé significa cosparso di sabbia, concetto associabile all’idea di una certa dose di friabilità, altrimenti secondo me viene meno la differenza con la pasta frolla, ma tu correggimi se sbaglio.

Ingredienti:

150 g di farina

100 g di burro

50 g di zucchero

20 g di caffè

un pizzico di sale

Il caffé non dev’essere caldo e puoi anche dosarlo a occhio in base alla consistenza dell’impasto: affinché la pasta ottenuta sia sufficientemente liscia ed elastica.

Il panetto prima di essere lavorato deve riposare in frigorifero per un paio di ore, dopodiché puoi sbizzarrirti con le forme.

Chi ha stampini simpatici?
Ad esempio io ovviamente ho un debole per le ali

Trasferisci sulla carta da forno e cuoci a 180° per circa 18 minuti, da tenere d’occhio e valutare in base anche allo spessore dei biscotti.

Non so tu, io poi intingerei i bordi nel cioccolato fuso oppure accoppierei i biscotti con un generoso strato di Nutella nel mezzo 🙂 troppo? Dai, con il primo caffè ci sta …

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