義理の父 – giri no chichi è la traduzione di suocero.
Tra tutti i modi dirlo:
Inglese: father-in-law
Francese: beau-père
Spagnolo: suegro
Tedesco: Schwiegervater
Portoghese: sogro
Russo: свекор (svekor)
Arabo: حم (hamw)
Cinese (Mandarino): 公公 (gōnggong)
Giapponese: 義理の父 (giri no chichi)
è quello che mi piace di più.
E a te?
Oggi è il primo compleanno di mio suocero che non festeggiamo insieme perché mio suocero è mancato tredici giorni fa.
Lui era i caffè della domenica mattina.
Ovviamente era, è, e sarà anche molto molto altro, ma qui vorrei ricordarlo per questa bella abitudine: ogni domenica veniva a casa nostra a metà mattinata, dopo aver fatto due passi in piazza ad esempio, e prendevamo il caffè insieme.
Un rito semplice, poche chiacchiere, quelle che si addicono ad un uomo d’altri tempi, essenziale e metodico, tanto quanto profondamente attaccato alla famiglia.
Non riesco ancora a raccontare granché, vuoi dirmi qualcosa tu, visto che non chiacchieriamo da un po’?
Come sono i tuoi caffè della domenica mattina?
Hai una sorta di “rito” o “abitudine” settimanale che vuoi condividere?




Che bello rileggerti. ♡
Ciao Pat!
Anche per me è bello sentirti: mi sei mancata anche tu!
GRAZIE
Ben tornata
Spero tutto bene
GRAZIE Allegro.
Purtroppo il 2026 è un anno da dimenticare.
Mio marito è stato ricoverato e ora sta facendo delle terapie 💪🏻
bentrovata Claudia…
bella dedica a tuo suocero…
io… non ho caffè di nessuna mattina… di solito bevo una tazza di the amaro…
sentite condoglianze a te e a tuo marito… 🫶🏻🖤
GRAZIE di cuore Cinzia, anche da parte di Massimo.
Ben venga anche il the amaro!
Scusa ma prima era di fretta e non ho letto con attenzione, ero contento che eri tornata .
Mi dispiace per il suocero
Un abbraccio
Nessun problema, figurati.
È un piccolo ricordo legato al pensiero del caffè proprio come condivisione.
Spero di recuperare presto tutto l’evolversi delle storie.
Mi dispiace tantissimo per tutto quello successo quest’anno.
Spero che tutto si possa risolvere positivamente per tuo marito.
Ancora un abbraccio
GRAZIE davvero.
Ogni speranza che si unisce alla nostra ci conforta e ci sostiene.
Ciao Claudia, mi fa piacere rileggerti ma mi spiace molto per la vostra perdita. Il mio rito domenicale comprende una colazione speciale, fatta con molta calma: muesli, yogurt e un po’ di marmellata spalmata sul pane. E naturalmente il caffè, la domenica con un po’ di panna.
GRAZIE di cuore cara Raffa.
Che bello questo rito della panna in più, la domenica.
Un tocco di dolcezza per rendere il caffè speciale.
Spalmare la marmellata sul pane, un gesto che incornicia il tempo dedicato alla colazione, la “lentezza” e la cura.
È un piacere rileggerti. Capisco il tuo momento, ma sono convinta che la scrittura sia terapeutica. Se appena appena hai un po’ di voglia e tempo, scrivi. Ti farà bene.
Il caffè? È un punto d’incontro, anche con le persone che non ci sono più, ma che rimangono nei nostri cuori e nella nostra mente. Ti abbraccio
Cara Laura, ti ringrazio di vero cuore.
Il tuo è un ottimo di consiglio e cercherò di seguirlo.
Meravigliosa la metafora del cafffè come punto di incontro anche con chi non c’è più.
Bentornata cara Claudia. Anche a me piace in giapponese. Come sono belli i riti famigliari, quei momenti che non danno pensieri nè attese, perchè si sa che si realizzeranno da soli, perchè girano in tondo come gira la Terra che dopo quel tempo torna sempre lì. E così il vuoto è incolmabile, anche se è solo una tazza di caffè. Ho avuto anch’io i miei riti, che ora si sono slabbrati, ma va bene lo stesso. Mi dispiace per tuo suocero, anche se sono certa fosse un uomo felice, e consapevole della fortuna di vivere in una famiglia come la vostra. Ti abbraccio stretta
Cara Paola, hai descritto perfettamente l’essenza del momento che volevo raccontare: Un punto di arrivo non inseguito, un ciclo naturale, una certezza spontanea,
E hai saputo intuire mio suocero, lo era, felice della vita che si era costruito.
Lascia la sua impronta che si tramanda in mio marito prima e in mio figlio poi. Spesso scherzando mi ritrovo a dover ammettere di aver compreso cosa sia il DNA vivendo la loro “dinastia” …
Mi stringo nel tuo abbraccio con affetto. Grazie GRAZIE.
Ciao Claudia. Ti manca il finlandese: appi-ukko. 😃
Anche questo è carino…o no?
Tornando seria, capisco molto bene il vostro dolore: non siamo mai pronti per la perdita di un genitore. 🥀
Coraggio!
Per me caffè lungo con pane e marmellata fatta in casa tutti i giorni.
GRAZIE!!
Eccome se mi mancava il finlandese!
Appi-ukko è davvero simpatico e carino!
Ti ringrazio tanto anche per l’incoraggiamento.
Riguardo alla marmellata fatta in casa: yummy! Hai un frutto preferito in particolare?
Frutti di bosco che crescono attorno a casa: mirtilli lamponi fragoline e fragole del nostro orto. Ma sapessi quanto mi diverto a farla! E veramente anche a raccoglierli, nonostante la fatica. 🍓
<3
Ciao Claudia, sicuramente Giri No Chicchi è il più simpatico, per il resto abbiamo già detto, sempre avanti con determinazione ❤️
E ancora e ancora e ancora io ti dico GRAZIE carissima Silvia. Sì: sempre avanti! 💪🏻
🤗
Bentornata Claudia,
mi sei mancata.
Il 2026 è davvero una brutta annata!
Un abbraccio
❤️
Carissima Valy mi sei mancata anche tu!
Bentornata Claudia,
mi sei mancata!
Il 2026 è davvero una brutta annata.
Un abbraccio
❤️
Sì: il 2026 è un anno inclemente, per usare un termine moderato.
Hai ragione.
Ciao Claudia,
mi dispiace tantissimo per la tua perdita. A Febbraio ho perso la mia mamma.
Il 2026 è davvero una brutta annata!
Un abbraccio
❤️
Oh no …. mi dispiace davvero TANTO.
So bene quanto tu amassi tua Mamma e in che misura la hai avuta a cuore sempre.
In super ritardo ti faccio le mie condoglianze ma soprattutto mi scuso per essermi persa.
Non starò a dirti cose che in realtà sono inesprimibili data l’enorme portata di dolore che una perdita del genere comporta, e non starò a dirti cosa è stato per me, dal momento che sono emozioni del tutto personali e diverse per ognuno.
Ma ti dico che ti voglio bene e che ti tengo stretta in un abbraccio.
Ti ringrazio tantissimo, è stato davvero brutto, avevo capito da tempo, ci sono state tante situazioni davvero complicate.
Non sei stata tu a perderti, non devi scusarti di nulla. Era lei il timone, ma non ero pronta a parlarne.
Ti ringrazio molto, ti voglio bene anche io, ti abbraccio.
Scusami per il ritardo nel risponderti.
Riguardo al ritardo, figurati se devi scusarti con me, che ho tempi biblici …. assolutamente non ti preoccupare mai!
Per la perdita di tua Mamma invece comprendo il dolore e la confusione totale, perché li provo tuttora anche io, però allo stesso tempo credo anche che ogni persona abbia emozioni del tutto uniche e personali.
Nonostante ciò ho trovato queste parole che un pochino descrivono un briciolo di tutto ciò che non si può spiegare:
“Non le ho detto un sacco di cose, ma tanto lei se le sentiva. Di sicuro ha sentito anche quanto l’ho amata, quanto continuo ad amarla e quanto l’amerò sempre. Anche ora che provo a raccontarla devo difendermi da lei, stavolta dalla sua assenza. Non posso pensarla a lungo, mi manca. Devo costruire una distanza di parole che tengano a bada le emozioni. Se mi distraggo o se non sto attenta la sua mancanza mi investe come un’ondata di caldo o una musica improvvisa. Sovrappensiero spruzzo un profumo che mi ha regalato, il suo regalo di Natale e improvvisamente lei è lì …”
Questa domenica sarà la prima senza una persona (l’ennesima) di famiglia.
E’ accaduto qualche giorno fa, improvvisamente. La morte, comunque avvenga, è sempre improvvisa, come un cancello che si chiude a separare due mondi… senza chiave né serratura per riaprirlo.
Ogni tentativo ci conduce all’isola del dolore, da cui il ricordo – come ci ha portato lì – tuttavia ci consente di ritornare a quelli che continuamente si formano in noi.
義理の父 domani ritornerà nel ricordo e guarda… attraverso il tuo scritto compare (si collega) nella mia vita: qualcosa persiste e, al momento giusto, affiora nuovamente.
Coincidenze… il titolo mi ha condotto al tuo blog, anch’io un amante del caffè che mi ha ispirato un romanzo, con la panna al posto delle nuvole che (nei sogni) compaiono nel tuo.
I miei complimenti a tuo marito (a cui auguro di ristabilirsi presto) che ti ha fatto un gran bel regalo, un blog confezionato con cura ed elegante.
Cordiali saluti
Galvan
Benvenuto Galvan!
Fondamentalmente sarei contenta del fatto che il caso e il caffè ti hanno portato qui, ma non posso perché mi dispiace per il tuo dolore e ti faccio le nostre condoglianze per la tua perdita.
Trovo particolarmente efficaci le tue metafore: il cancello senza chiave e senza serratura.
Può essere che attraverso le sbarre passino messaggi sotto forma di pensieri, musiche che compaiono in testa in particolari momenti, sogni … o forse no.
Le sensazioni, così come l’isola del dolore sono sempre del tutto personali.
Coincidenze. Quante volte ci ho riflettutto.
Un romanzo ispirato dal caffè! Sono molto curiosa.
Ti ringrazio molto anche a nome di mio marito aggiungendo un abbraccio per questa prima domenica di assenza.