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Il quaderno dell’amore perduto è il primo libro scritto da Valérie Perrin

 

Io l’ho letto per ultimo, e ringrazio Valeria e la sua Mamma.

 

Dopo gli altri tre:

Cambiare l’acqua di fiori 

Tre 

Tatà 

 

ero veramente curiosa di scoprire l’esordio che tanti e tanti consensi ha riscosso.

 

Ti è mai capitato di fare qualcosa la contrario?

 

È stato un po’ come chiudere il cerchio, ma allo stesso tempo è stata anche la scoperta dell’origine, di come e dove sono nati gli altri libri.

 

Il quaderno dell’amore perduto contiene temi che Valérie Perrin ha particolarmente a cuore.

 

Gli animali abbandonati.

 

Le lettere

 

Le case di riposo e gli anziani.

 

Il titolo originale in realtà sarebbe “i dimenticati della domenica” e secondo me ha molto più senso.

 

Mi sono ritrovata spesso a fare la conta dei danni da traduzione dei titoli dei film, con esempi scandalosamente disastrosi come “se mi lasci ti cancello” invece di Eternal Sunshine of the Spotless Mind, vuoi proseguire con altri esempi tu?

È capitato meno con i libri, ma forse tu mi smentirai in proposito, vero?

 

Valérie Perrin in un intervista ha dichiarato che Mal di pietre di Milena Agus è stata per lei una lettura fondamentale: se non lo avesse letto non avrebbe scritto Il quaderno dell’amore perduto.

 

Una ispirazione molto intensa in effetti.

 

Cosa ha acceso altrettante ispirazione in te? 

 

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