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Il quaderno dell’amore perduto è il primo libro scritto da Valérie Perrin.
Io l’ho letto per ultimo, e ringrazio Valeria e la sua Mamma.
Dopo gli altri tre:
ero veramente curiosa di scoprire l’esordio che tanti e tanti consensi ha riscosso.
Ti è mai capitato di fare qualcosa la contrario?
È stato un po’ come chiudere il cerchio, ma allo stesso tempo è stata anche la scoperta dell’origine, di come e dove sono nati gli altri libri.
Il quaderno dell’amore perduto contiene temi che Valérie Perrin ha particolarmente a cuore.
Gli animali abbandonati.
Le lettere.
Le case di riposo e gli anziani.
Il titolo originale in realtà sarebbe “i dimenticati della domenica” e secondo me ha molto più senso.
Mi sono ritrovata spesso a fare la conta dei danni da traduzione dei titoli dei film, con esempi scandalosamente disastrosi come “se mi lasci ti cancello” invece di Eternal Sunshine of the Spotless Mind, vuoi proseguire con altri esempi tu?
È capitato meno con i libri, ma forse tu mi smentirai in proposito, vero?
Valérie Perrin in un intervista ha dichiarato che Mal di pietre di Milena Agus è stata per lei una lettura fondamentale: se non lo avesse letto non avrebbe scritto Il quaderno dell’amore perduto.
Una ispirazione molto intensa in effetti.
Cosa ha acceso altrettante ispirazione in te?




Oggi mi cogli impreparata, perché non ho letto nessuno dei libri che citi. Sui titoli che travisano il significato dell’originale, si potrebbe scrivere un libro. Non so se sia una pessima abitudine solo italiana o se ci seguono anche i francesi in questo scempio. Sai che mi hai dato un’idea? Magari ne faccio una rubrica…
HAPPINESS!!
Sono felicissima per questo piccolo spunto che cogli, chi meglio di te può approfondire l’argomento?!
Ne verranno fuori delle belle …
Abbraccione Raffa!
Ho letto solo “Cambiare l’acqua di fiori” e ho preso nota degli altri! Grazie e felice weekend ❤️
GRAZIE a te cara Luisa!
Magari quando ti capiterà di leggere gli altri ripenserai a questo “momento caffè” e mi racconterai cosa ne pensi.
Fondamentalmente Cambiare l’acqua ai fiori è quello che preferisco: forse in parte perché è il primo che ho letto, forse perché mi sono ritrovata molto a pensare che amerei anche io un incarico del genere, un lavoro inconsueto eppure a suo modo importante.
In effetti ho sempre preferito fare le mie visite al cimitero nei momenti in cui non c’è praticamente nessuno.
A te è piaciuta la lettura di Cambiare l’acqua ai fiori?
GRAZIE e felice weekend anche a te!
Oggi è Sant’Anna e ricorre la festa di un santuario nel paese in cui sono nata al quale sono particolarmente legata.
Quel romanzo mi è piaciuto moltissimo: l’ho addirittura letto un paio di volte.
Augurandoti di nuovo un felice weekend, spero che la festa al Santuario di Sant’Anna ti riempia di gioia.
Ma sai che pensavo anche io che dovrei rileggerlo!?
Sì, oggi è stata una giornata di radici, di ricordi, di affetti, di nostalgia, di riflessione, di gratitudine, di incontri, di sorrisi e di affetto.
GRAZIE Luisa!
💞💗💞
Ne ho sentito parlare molto dei libri della Perrin ma ancora non ne ho letto nessuno.
Ma sai che una cosa simile è capitata anche a me? Non con libri che hanno un finale chiuso ma con le saghe: ad esempio, leggo prima il terzo, poi il primo, ecc… mai una volta che riesca a leggerli in ordine d’uscita, 😅😅😅. Si può dire che ho un metodo tutto mio nel leggere le saghe, 🤣🤣🤣.
Forse una delle rare volte in cui sono riuscita a leggere una saga in ordine d’uscita è stata quella di Harry Potter. Ecco, sì, lì sono a mantenere un ordine cronologico della saga che stavo leggendo, 😉.
Eleonora questa cosa di cambiare l’ordine dei libri che compongono una saga mi piace molto!
Probabilmente per qualche aspetto potrà risultare più difficoltoso, ma in generale lo trovo stimolante a livello di riflessioni, ricostruzioni, supposizioni e congetture. Tutte cose che amo.
Ma ti è capitato per caso? O hai scelto tu fin dall’inizio di invertire l’ordine? Mitica!
Ne hai lette molte di saghe? Io in realtà no, e temo di essermi persa letture di quelle belle, vero?
Sempre capitate per caso, soprattutto quando scambio, prendo in prestito o compro libri di seconda mano, 😅. La saga di Jason Bourne, per farti un esempio, ho letto due dei tre libri della saga originale scritta da Robert Ludlum. Ho iniziato con il terzo, poi sono passata a leggere il primo e devo ancora trovare e leggere il secondo. Quando si dice “avere le idee confuse”, 🤣🤣🤣. La trilogia di Bourne, prendendo in considerazione i due dei tre che ho letto te la consiglio perché è ricca d’azione e di pathos. Se ti piacciono i libri che ti lasciano con il fiato sospeso ad ogni pagina è la trilogia ideale se se ne vuole affrontare una, 😉.
Non tantissime ma alcune sono rientrate tra le mie letture: in questo momento sto leggendo o meglio rileggendo, perché l’avevo letto in formato elettronico ed ero alla ricerca del cartaceo, l’ultimo capitolo della saga di “Cinquanta sfumature” vista dalla parte del protagonista maschile. Nonostante sia molto bistrattata questa saga devo dire che a me non dispiace, 🙂.
GRAZIE Eleonora!
Tengo senz’altro presente il tuo consiglio. Eccome se mi piacciono i libri che lasciano con il fiato sospeso! Sono tra i miei preferiti, giusto dopo i gialli.
Riguardo alle cinquanta sfumature ammetto di avere un grosso pregiudizio. Ma se mi dici tu che vale la pena, sicuramente mi fido.
Di nulla Claudia, 😀!
Buone letture in anticipo, 😀!
Ah, mi è venuta in mente un’altra saga che, basandomi fino a questo momento sull’unico libro letto, potrebbe essere una buona saga da leggere: “L’amica geniale” di Elena Ferrante. La storia di Lila e Lenù, queste sue amiche che crescono nella Napoli degli anni cinquanta è davvero molto bella, 👍.
Ti metto il link della mia recensione sul primo libro letto: https://le1000e1recensione.home.blog/2021/11/17/recensione-libresca-lamica-geniale-elena-ferrante/
🙂
GRAZIE!!
Ma sai che sono completamente fuori dal mondo? Io non mi ero resa conto che L’amica geniale fosse una saga!
Ho letto con piacere la tua recensione e ti ringrazio per avermi fatto conoscere qualcosa di completamente nuovo per me.
Prego, 😀!!!
Sì, è una saga composta da quattro libri: oltre a “L’amica geniale” c’è anche “Storia del nuovo cognome”, “Storia di chi fugge e di chi resta” e “Storia della bambina perduta”.
So che hanno fatto anche una serie tv tratta da questi quattro libri.
Caspita sono tutti titoli che per me accendono immediatamente l’interesse!
E sono legati da loro per i personaggi o per la storia che prosegue?
Tutti i libri sono legati tra di loro sia per i protagonisti che per la storia che prosegue e vede la crescita da bambine ad adolescenti a donne adulte di Lila e Lenù, 🙂.
Ah che BELLO!!
Trovo che sia una ottima idea: così immagino che i libri non siano di quelli corposi e alti con tantissime pagine, visto che le fasi della vita sono suddivise … geniale direi 😉
Immagini giusto, 😀: il primo è quello con meno pagine mentre gli altri ne hanno qualcuna in più ma non tantissime: in generale sono tutti sotto le 500 pagine, 😉.
Hai trovato la parola giusta e che tra l’altro richiama anche il titolo del primo libro: sì, geniale è davvero la parola più appropriata per definire l’impostazione di questa saga, 🤩.
non ho mai letto nessun libro della Perrin…
mi ispira il titolo… “Cambiare l’acqua di fiori.”
riguardo alle tue parole… “È stato un po’ come chiudere il cerchio,”… mi hai fatto venire in mente i libri di Carlos Ruiz Zafón… soprattutto quelli ambientati a Barcellona e al Cimitero dei Libri Dimenticati… in ogni modo in cui scegli di leggerli… il cerchio… almeno… per me… non si è chiuso… ogni libro continua ad avere qualcosa da raccontarmi…
buona notte Claudia… 🤗🌟 tanti sogni luminosi x te…
Cambiare l’acqua ai fiori è il mio preferito.
Se e quando lo leggerai, mi dirai cosa ne pensi.
A me invece manca Zafòn e spero di colmare presto questa lacuna.
Il cimitero dei libri dimenticati è una definizione da innamoramento per me. Ho letto che è una serie di libri.
E mi piace moltissimo la tua considerazione su come i libri non sono cerchi chiusi ma fonti perenni, Cinzia mi regali uno spunto rilevantissimo sul quale riflettere, grazie di cuore!
Mi tengo caro il tuo augurio di sogni luminosi che come sai sono importantissimi per me.
Buona notte e che i sogni siano racconti belli anche per te!
Carlos Luis Zafon è tra i miei scrittori preferiti…
ho letto ed ho tutti i suoi libri in versione cartacea…
sì… è una serie di libri… io… ho iniziato con l’ombra del vento… e poi ho continuato il cerchio…
c è anche la trilogia della nebbia…
La trilogia della nebbia suona molto bene per una come me che nella nebbia è nata e cresciuta.
GRAZIE Cinzia!
Spero dunque di poter non solo recuperare, ma anche di appassionarmi così come è stato per te!
Carissima Claudia,
Capisco il tuo imbarazzo nel cogliere differenze che appaiono grossolane tra il titolo originale e la traduzione.
Il problema però è che il titolo non è mai stabilito dal traduttore, ma dagli esperti della casa editrice. La scelta è sempre molto difficile e si basa sull’impatto che un titolo ha sul potenziale lettore. È chiaro comunque che il titolo, seppur distante dall’originale, deve comunque avere attinenza con la trama.
Grazie per i tuoi bei post. Buona domenica
Ciao Laura!
Come stai? Qui luglio ha avuto una inconsueta deviazione da pioggia …
Mi rendo conto di come nel caso dei titoli cambiati coloro che svolgono il lavoro di traduttori siano i primi a inorridire … pur dovendo sottostare a logiche di marketing che da profana mi permetto di non comprendere fino in fondo e ti ringrazio tantissimo per aver aggiunto un importante punto di vista sia per quanto riguarda le case editrici, sia per quanto riguarda il ruolo di traduttrice in prima persona.
Immagino che ti siano capitati spesso casi di titoli di libri cambiati.
D’ora in avanti cercherò di stare più attenta in proposito: mentre con i film risulta quasi immediato conoscere il titolo originale, in effetti con i libri non è così scontato, ma sicuramente è bene approfondire.
In questo caso sicuramente anche il titolo italiano ha profonda attinenza con la storia raccontata, anzi, pone l’accento su come la protagonista abbia scelto di utilizzare un quaderno, da portare sempre con sé, anziché un supporto digitale come ad esempio un tablet o un pc.
Tra l’altro proprio il quaderno è un altro elemento ricorrente nei libri di Valérie Perrin, possiamo infatti ricordare il quaderno di Cambiare l’acqua ai fiori.
Quindi scrittura manuale e non digitale, aspetto sicuramente ancora più importante per una scrittrice.
Laura grazie infinite per questo tuo contributo che aggiunge aspetti oltremodo significativi.
Eh, mi spiace dirlo, ma è l’unico suo che non ho apprezzato, anzi, l’ho abbandonato. Decisamente troppo romance e sdolcinato per i miei gusti. Si percepisce che era il primo. Un peccato, perché la parte della casa di riposo, il confronto tra generazioni mi piaceva molto, ma l’atteggiamento della protagonista quando vedeva il nipote dell’anziana (ricordo bene?) era proprio da quindicenne. Mi infastidiva troppo 😬
Ah caspita! Credo sia la prima volta che ti sento dire che hai abbandonato un libro Maria.
Sì: hai ragione riguardo alla parte del nipote, tra l’altro anche senza un adeguato senso in effetti, incluso poi l’epilogo finale della casa … un tantino inverosimile.
Io ero curiosissima perché “tutti” dicevano che il primo era il più bello.