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Onesto è il nuovo respiro di montagna che devo a Monica.
“In molti credono che per scalare ci voglia forza, invece è proprio il contrario. Scalare, come vivere, non è questione di tenere, è questione di lasciar andare. Ogni cosa. La paura, l’incertezza, i problemi, le soluzioni, il passato, il futuro, le prese, gli appigli. Tutto quanto. Lasciare andare in un movimento continuo che avvicina al cielo.”
Onesto, oltre ad essere il titolo del libro è anche il nome di uno dei protagonisti della storia scritta da Francesco Vidotto per Edizioni Bompiani.
Il racconto si snoda attraverso una serie di lettere indirizzate alle cime del Cadore.
Come sai io ho sono stata una scrittrice seriale di lettere, ne ho spedite ovunque nel mondo, ma, o onor del vero, mi è capitato al massimo di affidare pensieri al mare, e non ho mai scritto a nessuna montagna.
Tu?
A chi hai scritto lettere?
L’autore è cresciuto con i nonni a Tai di Cadore, sentendo suo nonno dire a sua nonna “le mie montagne sei tu.”
Anche per questo considera di grande importanza preservare la tradizione orale così come dichiara che se fosse il Ministro della Istruzione chiederebbe una riforma per avere gli asili nelle case di riposo, cosa che equivale ad attribuire un grande valore a tutto ciò che le persone anziane hanno da comunicare e trasmettere.
Francesco Vidotto è stata una scoperta, in realtà grande oratore oltre che scrittore, ho ascoltato molto volentieri una sua presentazione e riporto alcune delle sue parole:
Le rughe sono la calligrafia del tempo
È la semplicità che dà la statura delle cose
La natura è come un diapason
se lasci che la nota risuoni in te puoi riceverne pace in cambio




Da ragazzo ne ho scritte tante. Amici lontani, parenti e a qualche ragazza….
Ah che meraviglia!!
Saranno stati contenti e contente: ricevere una lettera dedicata è una emozione che purtroppo i ragazzi di oggi non conoscono più.
Buongiorno Claudia,
scrivevo lettere al mio ragazzo di La Spezia, alle mie zie quando da piccola andavo in vacanza al mare, amavo scrivere lettere e cartoline anche alla mia amica del cuore.
È molto bello scrivere lettere. Quando la mia amica Tamiko si trasferì a Firenze ci scambiavamo lettere.
Buon week – end! 💌
Anche io trovo che sia molto bello scrivere lettere, è sicuramente emozionante riceverle, ma anche scriverle!
Le cartoline!! Ne avrò spedite quintali.
Meraviglioso scrivere alle zie <3
E questa tua amica Tamiko, ha un nome che immediatamente suscita affetto.
Sì, è stupendo scrivere cartoline e lettere, scusa per il doppio commento. Ero sul treno 🚆 e lì la connessione è ballerina.
Tamiko è giapponese e il suo nome significa bella gente.
Le zie sono sempre nel mio cuore ❤️ chi entra lì, non ne esce più. Grazie Claudia, buona serata!
Ma figurati!!
Non dirlo nemmeno, anzi GRAZIE di cuore.
Bella gente?! Un nome anche di buon auspicio, in effetti ha avuto te come amica <3
Il tuo cuore è un luogo meraviglioso dove rimanere “racchiusi”
Abbraccione
GRAZIE di cuore ❤️
Sì, significa bella gente, grazie, sei davvero tanto cara.
Mi sento onorata dalle tue parole!
Abbraccione
Grazie a te Valy: è la verità!
Grazie Claudia ❤️
Buongiorno Claudia,
scrivevo lettere al mio ragazzo di La Spezia.
Lettere e cartoline alle mie zie quando andavo in vacanza.
Alla mia amica del cuore e a Tamiko quando il padre si trasferì a Firenze.
È così bello scrivere e ricevere lettere.
Buon week – end 💌
Ti ringrazio tanto cara Valy, e auguro buon weekend anche a te!!
per scalare… ci vuole anche tanta forza di volontà… e molta cura dei propri passi…
io… con le mie sole forze… sono arrivata quasi a 2850 metri… ed è stata una grande soddisfazione dire a me stessa… “c è l ho fatta…”
lettere scritte…? l ultima… la più importante… al mio papà… quando è mancato…
ciao Claudia… 🤗✒️☀️ buona giornata!
Fantastica la tua esperienza Cinzia!!
GRAZIE!!
Immagino che salire fino a quote così alte richieda impegno e attenzione.
Io in effetti non ho mai provato: sono stata solo sulle montagne “basse” quindi le mie erano più che altro camminate nei boschi, anche se in salita.
Complimenti a te!
Riguardo invece alla tua lettera, hai assolutamente ragione: è la più importante e mi hai commossa.
Un abbraccio speciale.
Ho scritto lettere senz’altro, essendo della generazione che le scriveva. Che bello era!
Vorrei invece riprendere il pensiero di Vidotto che per me è più importante: gli asili nelle case di riposo. Non dimentichiamo mai che gli anziani hanno tanto da dare! Quando li vediamo consunti dalla vita, cerchiamo di volergli bene per quello che sono stati…
“La generazione che le scriveva”
come hai ragione Luisella!
Senza nulla togliere alla modernità io penso che oggi i ragazzi si perdano la magia delle buste di carta contenenti parole scritte a mano.
Ti ringrazio molto poi per aver colto lo spunto e sottolineato il valore delle persone anziane e l’importanza della comprensione nei confronti di tutti i segni della vita che in spesso portano.
Io ero e sono ancora una grafomane, purtroppo mi esprimo meglio con la parola scritta che in discorsi. Per cui ancora adesso scrivo alle mie figlie, se ho qualcosa di importante e di difficile da dire, ma anche di bello. Ho scritto persino a mio genero, il giorno del loro matrimonio, per accoglierlo in famiglia e manifestargli il mio affetto. Avrà pensato che sono matta… però gli ha fatto piacere.
Una grafomane!
Ti ammiro!!!
Apro una parentesi cinematografica: la prima volta che ho sentito dire “sono una grafomane” è stato in quinta elementare, al cinema del paese, quando sono andata per la prima volta a vedere Grease 🙂 allora non sapevo ancora che sarei diventata una grafomane anche io 😀
Quando poi ho letto che scrivi alle tue figlie ho pensato direttamente: LA ADORO.
E sono certa che tuo genero si riterrà fortunato ad avere una suocera come te, non so quante altre suocere possano aver scritto una lettera come hai fatto tu!
Chapeau
Fortunato non lo so, però ha apprezzato e mia figlia mi ha detto che si è commosso.
Raffa, come si dice in gergo: “tantissima roba” soprattutto considerando la classica contrapposizione genero / suocera che annovera millemila esempi di scontri, barzellette, e quant’altro. In genere è una rivalità quasi per antonomasia, come quella di cane e gatto …
Quante lettere ho scritto da giovane!!!
… grazie per aver presentato questo autore e aver riportato alcune delle sue parole
GRAZIE a te Luisa!
Beati coloro che hanno avuto il piacere di ricevere e di leggere le tue lettere!
Mio papà mi aveva dato l’incarico ufficiale di mantenere la corrispondenza con tutto il parentado … e poi erano cominciate le lettere d’amore
🙏😉💕😉🙏
Che dolce tuo papà!
Ha sempre saputo che la scrittura è parte di te.
Tra l’altro un incarico meraviglioso, oltre che importante.
E le lettere d’amore … tesori inestimabili su carta. Sentimenti fissati per sempre.
🙏💕🙏💕🙏
Con la mia migliore amica dell’infanzia avevamo preso l’abitudine di scriverci delle lettere per raccontarci quello che ci succedeva nei giorni in cui non ci vedevamo. Io abito in provincia di Como, lei abitava in provincia di Varese e ogni settimana o io andavo da lei con i miei genitori e viceversa. Ci siamo conosciute a 6 anni quando eravamo entrambe in vacanza in montagna e la nostra amicizia è durata per tantissimi anni. E le chiacchierate al telefono, con i genitori che sbraitavano perché erano telefonate molto lunghe: “Avete finito di parlare? Guardate che il telefono costa!”, 😄😄😄.
Che BELLA questa tua amicizia Eleonora!!
Anche io ho fatto amicizie durante le vacanze in montagna e al mare, e ho scritto lettere, ma poi non ci sono più stati incontri.
Tanti tanti complimenti anche alle vostre famiglie.
Le telefonate con gli scatti a pagamento! Uh che ricordo mi hai sbloccato!!
Non me lo dire …. anche a casa mia la stessa scena che hai descritto 😀 e io seduta per terra perché il telefono con il filo, corto, era posizionato in corridoio, dove chissà chi aveva avuto la bella idea di installare la presa telefonica …
Eh sì, sono quelle amicizie che durano, o almeno si spera, per anni e anni, 😀.
Oltre a questa amicizia mi è capitato di creare delle amicizie anche quando andavo al mare ma al massimo ci si rincontrava l’estate successiva perché i luoghi in cui si abitava erano piuttosto lontani rispetto a quello dove abitava la mia migliore amica. Ma era comunque una festa, 😀! Riabbracciarsi dopo un anno, riprendere le amicizie e riformare il gruppetto dell’estate precedente era qualcosa che si attendeva come si aspetta il Natale, ☺️.
Idem, anch’io con il telefono in corridoio perché il filo era corto, 😄. E se ero ancora al telefono mi facevano il classico segno del “taglia”, ed io: “Sì, sì, ancora due minuti.”… che finivano sempre per diventare dieci, 😅😅😅.
“Qualcosa che si attendeva come si attende Natale” … la tua frase mi piace da matti Eleonora.
Bellissimo!
Rivedersi anno dopo anno è un po’ come crescere insieme concentrando tutto nello spazio temporale di una vacanza. Inevitabilmente molto più intenso e dunque sicuramente destinato a rimanere nel cuore.
Anche tu avevi il telefono in corridoio?! Allora era una mania … bei tempi però!!
Buon sabato Claudia. 🙂
Grazie Nadia!
Buona conclusione di domenica!
Qui a tratti nuvolosa.
Da giovane ne ho scritta qualcuna, poi con la venuta dei cellulari ho preferito il contatto immediato perché più veloce e diretto.
Lasciare andare è sempre più difficile ma quando ci si riesce si hanno molte soddisfazioni. Buon fine settimana Claudia.
Oh bene Silvia, grazie!
Un punto di vista diverso: meglio il contatto diretto.
Effettivamente le lettere frapponevano una distanza spazio temporale che oggettivamente poteva non essere il massimo della comodità.
Lasciare andare credo richieda anche una certa dose di saggezza, sbaglio?
No, infatti è molto difficile 😏