IL RUMORE DEI TUOI PASSI

IL RUMORE DEI TUOI PASSI

Il rumore dei tuoi passi di Valentina D’Urbano edito da Longanesi è un’altra delle letture che ci consiglia Monica.

Il titolo farebbe pensare a un romanzo rosa in stile Nicholas Sparks, invece si tratta di un libro a tinte ben diverse che si delineano fin dall’inizio.

I gemelli, ci chiamavano.”

Queste sono le prime parole.

I gemelli non sono nati nello stesso nucleo familiare, ma si trovano a crescere nello stesso posto.

Ti è mai capitato di pensare alla fortuna di nascere in un luogo piuttosto che in un altro?
Alla fortuna di nascere in una famiglia amorevole?

I gemelli crescono dove l’infanzia non ha spazio, eppure è proprio quello stesso destino che permette di udire il rumore di quei passi …

Passi che diventano imprescindibili, fondamentali, anche odiosamente necessari.

Alcuni sentimenti viscerali possono persino diventare feroci e nulla li può spezzare.

Nemmeno l’epilogo di un libro destinato a lasciare il lettore con una domanda senza risposta

Tra i temi trattati quello più doloroso da ripercorrere per me è stata la dipendenza

Il tentativo di sfuggire al dolore è ciò che crea più dolore.”
Gabor Maté

Pensi che questa frase sia veritiera?

I dolori da cui sfuggire sono innumerevoli e diversi tra loro.

Io avevo sempre pensato che fosse facile per chiunque capire, avere cura di sé stessi, smettere.

Ma mi sbagliavo.

CASTORI

CASTORI

I castori vivono dove c’è sufficiente acqua per immergersi, costruiscono l’ingresso delle loro tane sott’acqua per una maggiore sicurezza, quindi se il livello di acqua non è sufficiente, costruiscono una diga.

Abbiamo imparato l’associazione di pensiero “castoro – diga” fin da piccoli, tu ricordi ad esempio qualche cartone animato in particolare?

Cito i cartoni animati perché i castori di cui voglio parlare sono sicuramente dei personaggi.

I castori di cui voglio parlare vivono a Brdy in Repubblica Ceca.

Il nome di questa area: Brdy deriva da brdo che significa collina, proprio perché si tratta di un’area collinare / montuosa e boscosa.

La presenza in quest’area di una zona militare, ha fatto sì che la zona non venisse interessata da nessun tipo di urbanizzazione, preservando di fatto l’aspetto naturalistico: flora e fauna.

Divenuto paesaggio sotto tutela ambientale per Brdy si era resa necessaria la sistemazione di un canale di scolo costruito dall’esercito e il ripristino delle zone umide.

Opere ingenti e oltremodo costose i cui progetti si erano arenati sotto il peso di burocrazia e attesa di stanziamenti.

Ma i castori hanno magicamente risolto la questione costruendo una diga!

Costo zero e una grande lezione da imparare.

La Natura ci insegna la vita in armonioso equilibrio.

“I castori sanno sempre cosa è meglio. I luoghi in cui costruiscono le dighe sono sempre scelti nel modo giusto, meglio di quando li progettiamo sulla carta” queste parole sono di Jaroslav Obermajer, responsabile dell’ufficio della Boemia centrale dell’Agenzia ceca per la protezione della natura e del paesaggio (AOPK).

Castori

Che dire?

Userei le parole di Jules Verne:
La forza creatrice della natura vince l’istinto distruttore dell’uomo.

Tu conosci un altro caso simile?

FARAWAY

FARAWAY

Ringrazio Jessica Pini e Manuale di Mari per Faraway.

Faraway, lontano.

Ripetiamo spesso che la lettura ci porta lontano, in questo caso, il viaggio parte già dal titolo.

Sai che io non anticipo mai ciò che si scopre leggendo, quindi ti chiedo: a cosa corrisponde il tuo “lontano”?

Un luogo?

Oppure un concetto, magari: qualcosa di lontano da te.

Si può creare distanza nello spazio, nel tempo, nel cuore, nella mente.

Johann Wolfang Goethe ci ha lasciato questa riflessione:
Non si arriva mai tanto lontano come quando non si sa più dove si va.

Sei d’accordo?

Spesso mi torna in mente Shrek e il regno di Molto Molto Lontano.

Faraway

Anche Jessica cita Shrek ma per un motivo diverso, l’ho colto comunque come un segno, una specie di affinità.

In particolare ho apprezzato i passaggi in cui il libro si sofferma sulla descrizione dell’ambiente con l’attenzione di chi ne ha a cuore l’importanza.

Jessica tiene poi il punto fermo sulla forza al femminile, declinata nelle varianti in cui può fare la differenza.

Lei stessa descrive un buon libro come un ponte verso altri mondi e un modo per vivere più di una vita contemporaneamente.

Ti lascio una delle sue presentazioni sottoscrivendo il messaggio:

Jessica invece mi ha lasciata in attesa di scoprire come proseguirà la storia: il suo Faraway è concepito per essere il primo capitolo di una saga.

Quindi non allontaniamoci troppo, teniamoci in contatto 😉

#FarawaySaga

SHADOW

SHADOW

Shadow, qual è la tua prima associazione di pensiero?

Inizio citando persone: Nick

Poi random: motori

Musica

Cinema

Potrei continuare, anzi, vuoi menzionare altri esempi anche tu?

Il mondo è pieno di ombre

Già shadow = ombra … per questo mi chiedo come sia nata la scelta di chiamare Shadow anche un computer al quale è possibile accedere da remoto.

Si tratta di è un potente PC Windows che permette di utilizzare qualsiasi tipo di applicazione senza che si debba acquistare hardware, che come si sa, tende ad essere obsoleto in tempi brevissimi, oltre che oneroso.

Una facoltà che apre ad una specie di nuova e importante rivoluzione rispetto all’utilizzo della tecnologia nel nostro quotidiano.

Oppure tu la consideri più come l’ennesima standardizzazione?

I vantaggi evidenti e immediati si concretizzano nel poter operare al massimo della potenza senza dover sborsare cifre elevate in acquisti di attrezzature.

Anche a livello di ambiente si ridurrebbe senz’altro lo sfruttamento di determinati materiali e soprattutto si ridurrebbe l’esigenza di smaltimento di molti dispositivi, dal momento che ognuno potrebbe operare con ciò che ha a disposizione, semplicemente connettendosi.

Ecco, la connessione può però costituire anche il primo rovescio della medaglia: se dovesse saltare, tutto il lavoro si fermerebbe.

Allo stesso modo ci si troverebbe bloccati in caso di malfunzionamento del “server,” se così lo possiamo chiamare.

E ancora: le condizioni iniziali possono apparire vantaggiose, ma i costi potrebbero aumentare in maniera incontrollata, come purtroppo stiamo constatando.

Esiste dunque il rischio di trovarsi a rimpiangere il vecchio pc, magari lento ma pur sempre funzionante.

Luce, o ombra?

Mentre decidiamo, qualcosa di “oscuro” indubbiamente c’è: il cloud!

Impossibile non citare la famose scena in cui Jason Segel urla a Cameron Diaz: “nessuno sa cos’è il cloud!”

Il famigerato cloud: una sorta di buco nero dove finiscono nostri dati, oppure una valida opportunità?

Ai postUSerS laughing l’ardua sentenza.

PM 2.5

PM 2.5

 

 

PM deriva da Particulate Matter: e consiste nel particolato aerodisperso, più precisamente, secondo la definizione del Ministero dell’Ambiente rappresenta l’insieme delle particelle atmosferiche solide e liquide sospese in aria ambiente. Il termine PM2.5 identifica le particelle di diametro inferiore o uguale a 2,5 µm … da qui in avanti però mi dissocio dalla descrizione: queste particelle vengono inglobate ai valori PM10 con troppa facilità, soprattutto nei rapporti di rilevazione, quando invece la differenza è sostanziale.
Perché?
Cito sempre testualmente dal progetto Essia cioè Effetti Sulla Salute dell’Inquinamento Atmosferico: in particolare, le particelle più piccole riescono a penetrare più a fondo nell’apparato respiratorio. Quindi, è importante capire quali e quante particelle sono in grado di penetrare nel corpo umano, a che profondità riescono ad arrivare e che tipo di sostanze possono trasportare. Ad esempio, la tossicità del particolato, e quindi la sua capacità di generare danni alla salute, può essere amplificata dalla capacità di assorbire sostanze gassose come gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) e metalli pesanti, alcuni dei quali sono potenti agenti cancerogeni.
Il rilievo consistente dell’inquinamento ambientale in relazione all’insorgenza di tumori è anche oggetto della lettera aperta pubblicata da Isde l’aumento di incidenza tumorale e di malattie croniche degenerative che si manifestano nelle aree più inquinate ed in età sempre più precoce interessando bambini, adolescenti e giovani adulti è l’aspetto più eclatante del legame fra ambiente e salute.
Io dissento dalla scelta dell’aggettivo: trovo questo aspetto piuttosto terrificante che eclatante.
Anche l’OMS  dichiara che nell’Unione Europea il solo particolato più fine causa una perdita di aspettativa di vita di circa 8,6 mesi.
Alla luce di tutto questo, verrebbe naturale pensare che data l’elevata pericolosità, venga applicato uno stretto monitoraggio sulle emissioni di questo particolato fine.
Purtroppo invece in moltissimi casi non viene nemmeno distinto dal PM10 e risulta molto fumoso, perdona il gioco di parole, rapportare il dato del rilievo che ha un indice giornaliero che oscilla tra 9 e 8 mentre sto scrivendo, quando il termine di raffronto è secondo Ispra  un limite annuale di 25 µm, tra l’altro con un riferimento al 2010: è complicato persino reperire informazioni aggiornate, mi domando come mai.
Personalmente ritengo questo argomento della massima importanza e ho a cuore la Lomellina: terra martoriata tra fanghi e termovalorizzatori, dove la vivibilità è compromessa.
In Italia i termovalorizzatori sono 51, di cui 29 soltanto nel nord Italia ce lo comunica la Protezione Civile  specificando che i fumi generati vengono trattati e depurati.
Tra l’altro, i risultati di uno studio Inemar  2017 indicano come principale responsabile dell’emissione di PM2.5 in Lombardia la combustione non industriale.
In cosa consiste in pratica? Secondo la classificazione  “commercio, residenziale, agricoltura.”
Per usare un eufemismo: “ci scaldiamo troppo?”
Parrebbe proprio così: infatti le concentrazioni sono significativamente più alte nei mesi invernali come dimostrato visibilmente nei grafici della EEA European Environment Agency.
Dunque i termovalorizzatori sono innocenti?
No, nonostante negli anni gli inceneritori si siano rivestiti di questa “valorizzazione” con sistemi di controllo e depurazione che hanno sicuramente ridotto la percentuale di incidenza, una quantità di inquinanti viene comunque scaricata in atmosfera. Le famigerate nano-particelle sono tanto capaci di entrare facilmente nel nostro organismo e di raggiungere sangue, tessuti e organi, quanto di sfuggire in parte ai sistemi di filtraggio o di smaltimento, qui trovi una analisi  in proposito.
Se poi riesci a risolvere il calcolo delle soglie giornaliere/annuali, ti meriti un caffè!

 

 

 

 

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