LA LEVATRICE

LA LEVATRICE

Sono molto grata a Monica per la lettura di La Levatrice di Bibbiana Cau edito da Nord.

L’autrice, dal nome piuttosto singolare, è al suo esordio letterario ma soprattutto ha lavorato per molti anni come ostetrica.

Questo aspetto a mio avviso emerge forte e chiaro dalla lettura, non tanto per la cognizione di causa quanto per la sensibile visione rispetto al valore della vita.

Il cognome invece ci porta dritti in Sardegna trasportandoci nel tempo ma anche nella natura preziosa e spontanea, ricca di profumi, fiori e piante del tutto caratteristici.

La Levatrice ci mostra la guerra dal lato che non si vuole mai mostrare.

La Levatrice ci mostra anche la condizione della donna e la contrapposizione tra posizioni opposte e antagoniste composte da ambivalenze fatte di lati oscuri e sete di giustizia allo stesso tempo.

Triste denominatore comune: gli ostacoli che le donne, ognuna all’interno della propria generazione, incontrano ogni volta che si battono per sconfinare dagli ambiti all’interno dei quali sono relegate.

Mi complimento con l’autrice perché questo libro scuote, alcuni passaggi sono durissimi, sebbene il buio non possa mai calare sulla forza dell’amore vero e puro.

Tante sono le riflessioni che tuttora conservo tra i miei pensieri.

Se lo hai letto, o lo leggerai, mi farà piacere conoscere le tue impressioni.

Nel frattempo, a proposito di ostetricia, cosa ti è stato raccontato sulla tua nascita?Io sono homemade 🙂 già sai …

L’AMORE MIO NON MUORE

L’AMORE MIO NON MUORE

L’amore mio non muore è il libro scritto da Roberto Saviano sulla storia di Rossella Casini che ho letto grazie a Monica.

L’origine del titolo L’amore mio non muore è raccontata in un passo del libro, ma sicuramente si tratta del racconto di un amore di quelli dirompenti e ineluttabili.

Rossella Casini è un nome che già di per sé ispira simpatia, Rossella è toscana, di Firenze, città d’arte dove le lotte tra Guelfi e Ghibellini appartengono alla storia antica.

Siamo alla fine degli anni 70, quando l’eroina inizia a prendersi le vite dei ragazzi. Anni di lotte politiche e di fermento culturale.

1977: l’anno di uscita del primo Guerre Stellari, a Parigi viene inaugurato il Centro Pompidou, a Londra Sting, Andy Summers e Stewart Copeland fondano i Police e David Bowie a Berlino registra Heroes.

Rossella e Francesco sono studenti universitari ma non frequentano la stessa facoltà: il destino porta Francesco proprio davanti a casa di Rossella.

Come nelle favole, tutto sembra perfetto, e a questo punto resterebbe da capire se davvero l’amore rende ciechi e sordi, sicuramente l’amore rende forti.

Con questa forza, ma sola contro un mondo malato, Rossella segue Francesco in Calabria, nonostante la sua famiglia si riveli essere una ndrina.

Con questa forza, Rossella riesce persino a convincere Francesco a collaborare con la giustizia, insieme a lei.

Ma Francesco finisce in carcere e la reclusione spezza in qualche modo la loro unione permettendo alla affiliazione di prevalere.

Il 22 febbraio 1981 Rossella è a Palmi, ha in programma di ritornare a Firenze, ma scompare nel nulla.

Un nulla durato 13 anni. Un nulla durante il quale la madre muore. Un nulla che inghiotte tutto di lei, letteralmente.

Guarda bene la foto sulla copertina del libro: quella è l’unica immagine di Rossella.

L’unica immagine.

In un tempo in cui riempiamo le memorie dei cellulari di fotografie, per trovare il volto di Rossella è servita l’ intuizione di un gruppo di giornaliste che la hanno recuperata attraverso l’iscrizione alla facoltà di psicologia.

Sono grata a loro, alla associazione Libera, che si occupa di mantenere viva la voce di Rossella e sono grata a tutto ciò che onora la sua memoria, ad esempio la scuola: Istituto Comprensivo Rossella Casini

L’amore di Rossella non muore, e non deve morire nemmeno il suo ricordo.

NIRVANA UNPLUGGED

NIRVANA UNPLUGGED

Nirvana unplugged in New York, spesso conosciuto come MTV unplugged per me è innanzitutto un momento altissimo della storia della musica.

Per la nostra primissima chiacchierata qui sul blog, ormai quasi cinque anni orsono, ti avevo parlato del cardigan che Kurt Cobain indossava durante la registrazione di questo live.

Nirvana unplugged

Poi nel tempo abbiamo parlato molto spesso di musica ma senza più tornare su quello che per me riveste davvero un ricordo tra i più importanti in assoluto.

Innanzitutto è il ricordo di una emozione: la prima volta che ho ascoltato Come as you are senza nemmeno arrivare alla fine ero convinta che non avrei mai più preferito un’altra canzone.

Come as you are è forse l’unico brano tra i più popolari dei Nirvana, eseguito anche durante l’unplugged, credo proprio per questa sua caratteristica intimità intensa.

Ma non c’è nessuna tra le canzoni eseguite durante l’MTV unplugged che non sia bellissima.

La cover di The man who sold the world a mio avviso batte persino il Duca Bianco.

Where did you sleep last night è struggente al punto da riuscire quasi a materializzare la sofferenza di Kurt.
E poi Dumb, About a girl, Pennyroyal tea … qual è la tua preferita?

Purtroppo pubblicato postumo Unplugged in New York ad ogni ascolto ci ricorda il dolore e la perdita di un Artista che oggi sarebbe nonno, perché la sua Frances Bean alla fine di settembre è diventata mamma di Ronin.

Molti racconti e aneddoti riguardo al 18 novembre 1993 si rincorrono un po’ ovunque ma ciò che tutti possiamo ancora continuare a vedere è Kurt che arriva, e dopo un semplice “Good evening” introduce About a girl attaccando il suo giro di chitarra.

Il resto è magia, atmosfera, fiori bianchi, candele, drappi e luci soffuse, come metaforiche braccia che ci accolgono in una immersione di musica e sensazioni, semplicità e profondità allo stesso tempo, dove tutto il resto è sfrondato, tutto il mondo è fuori, dove conta solo la leggerezza di un soffio lieve destinato a svanire ma che in realtà non può che rimanere scolpito nella memoria per sempre.

Vulnerabilità estrema eppure potenza dirompente.

Nirvana Unplugged è uno dei regali a cui tengo moltissimo, oggi compie 30 anni eppure non mi stanco mai di riascoltarlo.

Lo conservo insieme a Kurt Cobain Diari

 

 

Nirvana unplugged

e a Montage of Heck che comunque ho visto prima al cinema.

Nirvana unplugged

 

 

Nella remota ipotesi che ti sia persa/o qualcosa ti consiglio di recuperare: io trovo indispensabile comprendere il profondo tormento di un’Anima divisa tra l’amore per la musica e il dolore per la vita.

I wish I was like you
Easily amused
Find my nest of salt
Everything is my fault

I’ll take all the blame
Aqua seafoam shame

NON MI DIMENTICO MAI DI CHIAMARTI AMORE

NON MI DIMENTICO MAI DI CHIAMARTI AMORE

Non mi dimentico mai di chiamarti amore è la silloge edita da Parallelo45 per la quale sicuramente “non dimentico” di ringraziare Carmelo Cossa e Manuale di Mari

È arrivato Febbraio, il mese di San Valentino, la ricorrenza romantica per antonomasia, così come romantico è l’animo dell’autore.

Carmelo Cossa colpisce sin da subito per come dichiara il suo amore: amore per la poesia.

La poesia diventa dunque il tramite per esprimere l’ idealizzazione dell’amore come espressione di sentimento totalmente armonizzante.

L’autore è come un cavaliere del dolce stil novo, nonostante la vita lo abbia portato lontano dalle sue radici.

Leggendo le poesie di Non mi dimentico mai di chiamarti amore ho avuto ho avuto una forte percezione di come il viaggio dalla terra di origine verso il luogo che gli avrebbe offerto una realizzazione lavorativa sia stato per Carmelo un elemento chiave.

Tra le poesie che ho preferito:

Con il cuore appeso perché mi sono ritrovata nel concetto di morsa notturna e anche nel paragone di panno liso steso però al sole.

Natura e vita perché ho trovato la personificazione della natura in prima persona una metafora capace di donare un potente senso di scorrimento, di vitalità e di armonia.

Magia di vita per il concetto del “ricominciare” del ciclo delle stagioni che si ripetono, ma ancor di più rivivono.

Parlando della sua Poesia, Carmelo Cossa cita anche Rita Levi Montalcini:

è meglio aggiungere vita ai giorni che giorni alla vita

cogliendo così nel segno di quella che oserei definire una missione di vita per lui: vive per la poesia e rende la poesia viva.

Dunque ti invito a soffermarti su Non mi dimentico mai di chiamarti amore e di pensare anche tu a quale “amore” la tua vita è dedicata.

LA MIA ANIMA È OVUNQUE TU SIA

LA MIA ANIMA È OVUNQUE TU SIA

La mia anima è ovunque tu sia è una frase che colpisce.

Queste parole, pronunciate da un personaggio della storia, donano il titolo al libro scritto da Aldo Cazzullo edito da Mondadori.

Più precisamente il titolo completo è: La mia anima è ovunque tu sia. Un delitto, un tesoro, una guerra, un amore.

Un delitto … come ormai sai molto bene amo leggere libri che parlano di delitti e ancora una volta ringrazio Monica per questa lettura.

Ma se inizialmente i capitoli si rincorrono lungo due linee parallele: il tempo e l’indagine, ben presto l’omicidio in sé stesso perde di rilevanza rispetto alla storia che, da una posizione di sfondo sfocato, pagina dopo pagina diventa protagonista.

Un delitto, un tesoro, una guerra, un amore.

La guerra si sa, è totale distruzione, e anche in questo caso annienta l’umanità provocando comportamenti che niente e nessuno potrà mai più cancellare.

La mia anima è ovunque tu sia può dunque diventare una dannazione?

In attesa che tu mi racconti la tua interpretazione, voglio aggiungere che nonostante l’ambientazione sia il Piemonte, mi sono ritrovata a leggere una storia che è la stessa storia che ho sentito raccontare da piccola e che mi è sempre rimasta impressa: l’avidità ha il potere di accomunare persone con ideali completamente diversi.

Ecco dunque il fine del tesoro

Mi racconti tu di un tesoro che abbia arricchito in senso positivo invece?

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