CASCINE

CASCINE

Cascine è stato il nostro appuntamento sabato scorso per il gruppo di lettura di Libri e Caffè a Pavia.

Cascine

Ci eravamo ripromessi di tornare presto al Caffè di Nicoletta e la magia si è ricreata!

Questa volta piacevole scoperta è stata incontrare la scrittrice Aurora Elena Bettio.

Cascine
è edito da Gruppo Albatros Il filo e la prefazione è a cura di Barbara Alberti

Premessa iniziale dell’autrice, nel raccontarsi, è stato dire che il libro è una piccola aurora.

In realtà abbiamo conosciuto una grande Aurora, donna che attraversa il tempo come ponte di unione tra passato e presente, le cui fondamenta poggiano su una solidità familiare costruita con il marito Pino.

Classe 1954, Aurora è mamma, è nonna, ma rimarrà sempre anche figlia, figlia anche della nostra terra, di quella pianura piatta e anonima agli occhi di chi non la conosce a fondo.

Cascine appartiene alla collana Nuove voci e la voce di Aurora, entusiasta, frizzante e a tratti rotta dall’emozione, esprime una connessione con la campagna istintiva, intensa e densa di sensibilità.

Ancor prima di raccontare, l’autrice ha portato dei piccoli simboli, proprio per rappresentare anche visivamente le terre in cui è cresciuta.

CascineCascine

Lo ripeto sempre: io tengo molto alle radici quindi ho immediatamente compreso l’importante messaggio che Aurora diffonde, unitamente alla testimonianza di un’epoca che appare ormai lontanissima.

La tradizione orale che prende corpo tra le parole scritte da una “cascinara,” soprannome affettuoso del marito, che si è innamorata della lettura scoprendo una meravigliosa biblioteca quando era bambina.

Cascine

Potevo non abbracciarla?

Cascine

ISY

ISY

Isy probabilmente nella mente di qualcuno ha rappresentato un modo di rendere ancora più pop la parola easy, che ormai non necessita di spiegazione.

Tre lettere dunque, per riassumere la pronuncia inglese e per introdurre la parola successiva: bank.

Tre lettere per il nome.

Tre parole per lo slogan.

Digitale

Essenziale

Aperta

Probabilmente nella mente di qualcuno è apparso naturale abbreviare anche l’acquisizione di clienti per questa banca.

Perché perdere tempo.

La banca è aperta.

Non dovrebbe bastare questo?

Essenziale.

Quindi migliaia di correntisti, Uno nessuno centomila …  per tre anche in questo caso, sono stati trasferiti da quello che viene considerato il maggior gruppo bancario italiano a questa banca.

Una banca digitale ed essenziale, dove digitale ed essenziale significa niente più possibilità di avere uno sportello fisico da nessuna parte.

Ma anche dove digitale ed essenziale a quanto pare significa avvisare ignari correntisti attraverso una notifica sulla app.

Le raccomandate sono estinte, e nemmeno niente più lettere, perché in qualche papiro di millemila linee scritte in piccolo il cliente ha firmato che “non vuole” più comunicazioni cartacee.

Niente più telefonate, nonostante sia assolutamente imprescindibile avere il telefono per la famigerata app e nonostante sia assolutamente obbligatorio comunicare il numero.

Niente più disturbo o perdita di tempo nel cercare di contattare il cliente in uno degli svariati modi, incluse mail, sms, ma anche una banale campagna di qualsivoglia natura.

No: è una banca essenziale, nella mente di qualcuno è sembrato sufficiente inviare una semplice notifica all’interno della app.

Una notifica di quelle che chi è Boomer, e ha vissuto i tempi in cui in banca lavoravano le stesse persone da anni, persone di cui ci si poteva fidare, non ha la tendenza a considerare di vitale importanza.

Una notifica che poteva sfuggire a chiunque.

Una notifica che ha costituito l’unico ultimo appiglio, oltretutto con data limite, per esprimere non il consenso, ma IL DISSENSO a essere trasferiti alla nuova Isy.

Qui trovi una “piccola” panoramica di recensioni.

Su questo passaggio forzoso è stata fatta anche una interrogazioni parlamentare.

Tu hai magari una esperienza diretta da testimoniare?

Tra le fantasiose narrazioni, parrebbe che la scelta dei fortunati estratti sia ricaduta su chi non frequentava la propria filiale di riferimento.

Io vorrei davvero poter vedere il meccanismo di selezione … e in cuor mio voglio sperare che non siano coinvolte persone anziane … perché magari nemmeno loro sono andate a fare una capatina in filiale, operazione che da tempo ormai risulta complicata quasi come prendere appuntamento con Chiara Ferragni.

Ma la nuova banca è APERTA …

AKTION GEHT UNTER DIE HAUT

AKTION GEHT UNTER DIE HAUT

Aktion geht unter die haut significa l’azione entra sotto la pelle.

Letteralmente, in questo caso.

Quale caso? Quale azione?

Il caso si riferisce alla campagna di pubbliche relazioni della ministra federale austriaca Gewessler.

L’azione consiste in un tatuaggio da fare in cambio di un biglietto annuale valido per il trasporto pubblico: un Klimaticket

Klimaticket tattoo, dunque.

Questa campagna ha avuto luogo all’Electric-Love Festival nel 2023. La società esecutrice è la One Mobility GmbH, fondata appositamente per il Klimaticket e di proprietà della Repubblica d’Austria al 64,417%. 

Leonore Gewessler è stata al Frequency Festival per promuovere di persona il Klimaticket tattoo con il motto: aktion geht unter die haut “questa campagna ti entra nella pelle”.

I volontari hanno potuto scegliere uno tra una serie di motivi e farsi tatuare direttamente sul posto.

Tutti i temi avevano a che fare con il biglietto “per il clima” o con l’ambiente.

Tra gli altri, ad esempio la parola “Go Green”, circondata da un cuore ma anche la scritta Klimaticket.

Le prime tre persone che si sono tatuate sul posto hanno ricevuto ciascuna un biglietto gratuito valido per un anno.

La promozione dei mezzi pubblici, non è in discussione, ma il modo?

Io lo trovo offensivo nei confronti dei giovani in primis, visto che luogo e condizioni indicano loro come destinatari principali.

Ai ragazzi stiamo davvero facendo vedere il peggio: la nostra inadeguatezza, la nostra incompetenza, la nostra mancanza di criterio, di valori, di buon senso.

Nemmeno a Orwell è venuta un’idea del genere.

Ormai non siamo nemmeno più consumatori, ma merce, a scadenza oltretutto.

Anche la nostra pelle diventa uno spazio pubblicità, da svendere, tra l’altro.

Esagero?

SPICCANO VIOLA NEL VIOLA DELLE NUVOLE

SPICCANO VIOLA NEL VIOLA DELLE NUVOLE

Spiccano viola nel viola delle nuvole e dei viali

Riconosci a quale poesia appartiene questo verso?

Il glicine di cui ti racconto io però non si trova in un viale, e proprio per quel motivo mi ha colpita molto.

Il glicine del quale ti voglio parlare si è accomodato lungo una stradina di campagna, espandendosi nella sua architettura naturale e selvaggia, senza essere un abbellimento per nessuno.

Mi piace l’idea che si sia trovato bene qui in Lomellina, luogo dalle caratteristiche ben diverse dalla sua terra di origine.

In Cina il glicine si chiama Zǐténg 紫藤cioè vite blu, anche il nome tedesco: Blauregen si ispira al colore.

Glicine invece deriva dal greco glýkis γλύκης che significa dolcezza.

Nome che si ispira al profumo dunque, piuttosto che al colore. Curioso, non trovi?

Cosa ti colpisce maggiormente del glicine?

Personalmente direi il colore. In particolare ho il ricordo della pergola al mulino dove abitavano i miei nonni.
E in generale cosa ti colpisce dei fiori: il profumo?

Qual è il tuo fiore preferito?
A cosa associ il pensiero dei fiori?

Io mi sono ritrovata a pensare che, proprio come questo glicine, vorrei tanto che altri tipi di bellezza si appropriassero di spazio, ne avremmo tanto bisogno, o no?

Forse la mia è stanchezza, ma a volte mi sento schiacciata da tutte le brutture che ci circondano nel quotidiano, in fondo basterebbe poco per migliorarci le vite vicendevolmente e invece il comune trend si dirige esattamente all’opposto.

Si dice che Wisteria, ovvero glicine, per la cultura giapponese rappresenti amore e longevità, chiedo conferma a chi è molto esperto in materia, ma intanto vorrei prenderlo come un augurio, aggiungendo la mia interpretazione personale di questo glicine: libertà.

Spiccano viola nel viola delle nuvole e dei viali.
Assurdo miracolo, per un’anima
per cui contano, gli anni,
che sono stati per lei ogni volta immortali.

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