ANCHE BRIAN MAY NON CI DORME LA NOTTE

ANCHE BRIAN MAY NON CI DORME LA NOTTE

Sì lo so, questo non è molto keep calm, ma leggere che anche Brian May non ci dorme la notte mi ha fatto sentire un filo meno aliena.

Durante un’intervista per la presentazione del libro Islands in Infinity: Galaxies in 3-D back a Radio Times, Brian May ha parlato a cuore aperto manifestando uno stato d’animo nel quale personalmente mi ritrovo.

Mi sento scoraggiato dal mondo degli esseri umani.”

Mi tiene sveglio la notte. La crudeltà, l’ignoranza, le bugie, la riscrittura della storia. Penso che la comprensione e l’amore per l’arte e la musica rendano impossibile essere il tipo di persona che vuole uscire e essere crudele con gli altri.”

Direi che c’è di cui riflettere.

Viviamo in un’epoca di vuoto pneumatico? Di assenza di comprensione e amore per l’arte in tutte le sue forme?

Io questo non lo so, ma è evidente che siamo più indirizzati alla distruzione piuttosto che alla creazione.

C’è così tanta sofferenza nel mondo, perché dovremmo volerla aumentare?”

Ecco, ottima domanda.

Perché?

Perché non dire basta?

Abbiamo perso la capacità di discutere e rispettare il punto di vista degli altri, abbiamo una polarizzazione terribile.”

Una polarizzazione e aggiungerei forme croniche di individualismo ed egoismo.

Se le persone passassero più tempo a guardare le stelle e a fare musica, niente di tutto questo sarebbe possibile.”

Utopia

Purtroppo sì, però lo sai che io tengo molto al concetto del rivedere le stelle.E tu? Dormi la notte?

ESSERE FICHI

ESSERE FICHI

Essere Fichi di Paola Duca è l’ultimo libro che ho ricevuto grazie a Manuale di Mari.

Essere Fichi

Qual è la prima cosa che ti viene in mente?

Potrebbe essere un gioco di parole, ma in realtà l’autrice analizza veramente le piante delle moracee

Ce le racconta, ne ripercorre la storia e raccoglie minuziosamente tutta una serie di citazioni che si riferiscono ai dolci frutti che tra l’altro ci introducono l’autunno

Io sono più preparata a gustarli, meno a citarli, ma Luisa Zambrotta ha sempre qualcosa da farci scoprire, ti consiglio dunque di non perdere Vespers di Louise Glück qui

Riguardo ai giochi di parole invece, ti capita spesso di usarli nel tuo interloquire?

Ne conosci qualcuno sul caffè?

 

Paola Duca cità il caffè a pagina 36:
L’orizzonte pulito
mi libera dai confini,
mentre il passaggio
delle navi mercantili
crea nuovi scambi,
dove fantastico sui carichi
di frutta esotica e l’immancabile caffè …
e cosa c’è di meglio
per rigenerarsi
di una pausa caffè?

Ottima domanda!

Tornando ai fichi ti consiglio una ricetta di Paola Bortolani dal suo blog Primo non Sprecare: crostata salata con speck e fichi

Per te cosa significa essere fichi?

L’AMORE MIO NON MUORE

L’AMORE MIO NON MUORE

L’amore mio non muore è il libro scritto da Roberto Saviano sulla storia di Rossella Casini che ho letto grazie a Monica.

L’origine del titolo L’amore mio non muore è raccontata in un passo del libro, ma sicuramente si tratta del racconto di un amore di quelli dirompenti e ineluttabili.

Rossella Casini è un nome che già di per sé ispira simpatia, Rossella è toscana, di Firenze, città d’arte dove le lotte tra Guelfi e Ghibellini appartengono alla storia antica.

Siamo alla fine degli anni 70, quando l’eroina inizia a prendersi le vite dei ragazzi. Anni di lotte politiche e di fermento culturale.

1977: l’anno di uscita del primo Guerre Stellari, a Parigi viene inaugurato il Centro Pompidou, a Londra Sting, Andy Summers e Stewart Copeland fondano i Police e David Bowie a Berlino registra Heroes.

Rossella e Francesco sono studenti universitari ma non frequentano la stessa facoltà: il destino porta Francesco proprio davanti a casa di Rossella.

Come nelle favole, tutto sembra perfetto, e a questo punto resterebbe da capire se davvero l’amore rende ciechi e sordi, sicuramente l’amore rende forti.

Con questa forza, ma sola contro un mondo malato, Rossella segue Francesco in Calabria, nonostante la sua famiglia si riveli essere una ndrina.

Con questa forza, Rossella riesce persino a convincere Francesco a collaborare con la giustizia, insieme a lei.

Ma Francesco finisce in carcere e la reclusione spezza in qualche modo la loro unione permettendo alla affiliazione di prevalere.

Il 22 febbraio 1981 Rossella è a Palmi, ha in programma di ritornare a Firenze, ma scompare nel nulla.

Un nulla durato 13 anni. Un nulla durante il quale la madre muore. Un nulla che inghiotte tutto di lei, letteralmente.

Guarda bene la foto sulla copertina del libro: quella è l’unica immagine di Rossella.

L’unica immagine.

In un tempo in cui riempiamo le memorie dei cellulari di fotografie, per trovare il volto di Rossella è servita l’ intuizione di un gruppo di giornaliste che la hanno recuperata attraverso l’iscrizione alla facoltà di psicologia.

Sono grata a loro, alla associazione Libera, che si occupa di mantenere viva la voce di Rossella e sono grata a tutto ciò che onora la sua memoria, ad esempio la scuola: Istituto Comprensivo Rossella Casini

L’amore di Rossella non muore, e non deve morire nemmeno il suo ricordo.

LA SPOSA NORMANNA

LA SPOSA NORMANNA

La Sposa Normanna di Carla Maria Russo, nella edizione di Neri Pozza è una lettura che per quanto mi riguarda appartiene alla collana “i libri di Monica” e la ringrazio.

La Sposa Normanna è Costanza d’Altavilla

Romanzo storico, in parte di libera interpretazione La Sposa Normanna è un testo spesso adottato anche in ambiti scolastici.

Costanza di Altavilla è la madre di Federico II.

Il libro racconta la sua vita ponendo l’accento sul suo essere madre contro ogni avversità: fisica e politica.

Carla Maria Russo ne dipinge il profilo attribuendole il merito di aver insegnato al proprio figlio l’importanza di saper vivere mantenendo uno stretto e importante contatto con la gente.

Dalle parole dell’autrice emerge una profonda ammirazione per una donna alla quale è stata negata la propria vocazione monastica per garantire la prosecuzione del regno attraverso una progenie di sangue reale.

Costantino, per lei, Federico II di Svevia per la storia, ha visto la luce a Jesi, in una tenda posta nella piazza centrale affinché tutti potessero assistere e testimoniare la sua nascita e perché tutte le donne potessero aiutare Costanza durante un parto giudicato impossibile.

Tu conosci la storia di Costanza di Altavilla?

Cosa pensi dei romanzi storici?

A me è piaciuto approfondire molti dettagli attraverso un duplice sguardo: gli occhi appassionati dell’autrice e gli occhi de La Sposa Normanna.

FARAWAY

FARAWAY

Ringrazio Jessica Pini e Manuale di Mari per Faraway.

Faraway, lontano.

Ripetiamo spesso che la lettura ci porta lontano, in questo caso, il viaggio parte già dal titolo.

Sai che io non anticipo mai ciò che si scopre leggendo, quindi ti chiedo: a cosa corrisponde il tuo “lontano”?

Un luogo?

Oppure un concetto, magari: qualcosa di lontano da te.

Si può creare distanza nello spazio, nel tempo, nel cuore, nella mente.

Johann Wolfang Goethe ci ha lasciato questa riflessione:
Non si arriva mai tanto lontano come quando non si sa più dove si va.

Sei d’accordo?

Spesso mi torna in mente Shrek e il regno di Molto Molto Lontano.

Faraway

Anche Jessica cita Shrek ma per un motivo diverso, l’ho colto comunque come un segno, una specie di affinità.

In particolare ho apprezzato i passaggi in cui il libro si sofferma sulla descrizione dell’ambiente con l’attenzione di chi ne ha a cuore l’importanza.

Jessica tiene poi il punto fermo sulla forza al femminile, declinata nelle varianti in cui può fare la differenza.

Lei stessa descrive un buon libro come un ponte verso altri mondi e un modo per vivere più di una vita contemporaneamente.

Ti lascio una delle sue presentazioni sottoscrivendo il messaggio:

Jessica invece mi ha lasciata in attesa di scoprire come proseguirà la storia: il suo Faraway è concepito per essere il primo capitolo di una saga.

Quindi non allontaniamoci troppo, teniamoci in contatto 😉

#FarawaySaga

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