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Home run coffee non è un tipo di caffè, è un rito, o forse meglio dire un rituale.
Caffè espresso per ogni giocatore che batte un fuoricampo.
Scaramanzia, o forse strategia non propriamente sportiva.
Fatto sta che tutti parlano della Nazionale italiana che è salita agli onori della cronaca guadagnandosi la semifinale al World Baseball Classic 2026 ma anche per la presenza di una macchina per fare il caffè in panchina.
A lanciare, non la palla, ma questa tradizione: Francisco Cervelli nuovo manager della Nazionale Italiana di Baseball fresco di nomina a Rimini il 24 gennaio.
Cervelli non è italiano: ha origini venezuelane, dunque viene spontaneo chiedersi da dove derivi esattamente questa idea del caffè.
Di fatto Cervelli è riuscito a rappresentare in maniera immediata e virale l’identità di squadra, i cui giocatori statunitensi hanno radici italiane.
Quindi, puoi seguire le gesta di Vinnie Pasquantino o Dominic Canzone.
Una somma di stereotipi?
Probabilmente sì: gli stessi nomi sembrano usciti da un fumetto di Topolino, e il riferimento al caffè assume un retrogusto dell’Espresso macchiato di Tommy Cash, ma io la trovo comunque singolare.
Tu che ne pensi?




Trovo sia bellissima come idea, anche se sotto ci fosse qualche sponsor. Il baseball non l’ho mai capito, da quello che si vede nei film americani però sembra appassionante. Certo il calcio è un’altra cosa 🙂
Già … di sicuro il calcio è un’altra cosa …
Sinceramente nemmeno io ho mai capito più di tanto del baseball, se non che devono cercare di colpire la palla mandandola più lontano possibile per avere il tempo di correre da una base all’altra fino alla casa base del battitore prima che l’avversario che nel frattempo deve recuperare la palla torni.
Penso che se qualcuno minimamente interessato al baseball dovesse leggere questa descrizione riderebbe da qui all’infinito 🙂
Anche io trovo che sia comunque una bella idea.
Per lo sponsor ci hai preso in pieno: ci ha già pensato la Lavazza 🙂
Sarà qualche sponsor
Buongiorno
In effetti Lavazza ha subito pensato di sponsorizzare 🙂
Buonanotte Allegro
Caffè espresso = Italia, e inaspettatamente nel baseball è andata forte. È uno sport che non ho mai capito al 100%, di conseguenza non riesce ad appassionarmi.
Buon sabato e buon fine settimana 😊
Idem cara Par, l’ho sempre considerato anche io uno sport “americano” e personalmente credo che sarei totalmente impedita e incapace di colpire la palla con la mazza 🙂 🙂
Il caffè può essere davvero un ottimo elemento di connessione: un punto di unione.
Pensa se lo facessero anche nelle partite di calcio… Dopo ogni gol, caffè per chi ha segnato. E in caso di fallo, caffè offerto alla vittima come risarcimento. E anche all’arbitro, dai, meglio tenerselo buono 🙂
Sarebbe fantastico Raffa!
Grande idea la tua.
Caffè per tutti.
Anche tra gli spalit in effetti girano acqua, bibite, e delle gran birre, ma il caffè mai 🙂 😀
Buono il caffè, e stimolante. Alla fine della partita tutti un po’ sovraeccitati, forse.
Benvenuta Pensierini!
Eh! In effetti hai ragione: non ho idea di quanto spesso si possa conquistare un home run durante una partita di baseball sinceramente.
Io il baseball ho sempre pensato fosse uno sport inventato dai giapponesi ai tempi del cartone Pan la ragazza del baseball.
Benvenuto Domenico!
Ma sai che mi sono andata a cercare questa Pat ragazza del baseball perché non la conoscevo?
GRAZIE per averla citata: ho scoperto qualcosa che mi ero persa.
Ma figurati!
Bell idea, ma bere il caffè con moderazione eh… 😉
Giusto Nadia, anche perché negli Stati Uniti non credo siano granché abituati all’espresso.
Con te non smetto mai di imparare!
Gabriella <3
e io con te non smetto mai di vivere la magia!
GRAZIE
che finke la squadra continua a vincere, è un’ottima idea
poi con le sconfitte gli stereotipi saranno fonte di grandi critiche
Hai proprio ragione.
Anche questo è un cliché.