LADRA

LADRA

Ladra di Sarah Waters edito da Ponte alle Grazie è l’ennesimo libro per il quale sono grata a Monica

Al termine della prima parte c’è un colpo di scena che non avevo minimamente sospettato, per cui sono stata lieta di ritrovarmi sorpresa,  visto che tutto sommato non capita così spesso.

Ladra è la protagonista, ma una volta arrivata in fondo alla sua storia, io direi che ladra è qualcun’altra e che il “furto” è ben più grave, anzi, spregevole.

Ruoli che si danno per scontati e surrogati che assumono l’onore e l’onere di unica ancora di affetto alla quale aggrapparsi in un mare di solitudini e dolori.

Più volte ho parlato di madri sempre in positivo, qui invece ci si spinge oltre il limite del bene, o del male …

Ma per rimanere sul tema dichiarato nel titolo: tu che tipi di ladri conosci?

ALI D’OMBRA

ALI D’OMBRA

Ringrazio l’autrice Paola Petrillo e Manuale di Mari per la copia del libro Ali d’ombra.

Un titolo misterioso quello scelto da Paola Petrillo, scrittrice e creatrice di candele, oggetti in ceramica e bomboniere.

Ali d'ombra

Mi ha molto colpita come il libro derivi da un sogno.

Paola ha avuto l’esigenza immediata di scrivere al risveglio.

Ormai conosci bene il mio debole per i sogni

Spero sempre di ricordare più possibile ogni volta che mi capita di sognare, e mi accade le volte in cui mi sveglio la mattina presto, ho margine per riaddormentarmi e ci riesco.

In proposito chiacchieravo recentemente con Un cielo vispo di stelle che giustamente sostiene che Sognare è una cosa seria.

Di sicuro lo è stato per Paola Petrillo.

Per te?

Che cos’è l’insonnia se non la maniaca ostinazione della nostra mente a fabbricare pensieri, ragionamenti, sillogismi e definizioni tutte sue, il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni?
Marguerite Yourcenar

La tua, è una mente che abdica?

CUORE DI CORALLO

CUORE DI CORALLO

Cuore di corallo edito da Giunti è scritto a quattro mani: le autrici sono Marosella di Francia e Daniela Mastrocinque.

Il cuore di corallo rappresenta il fulcro della storia narrata, è creato dalla nipote che lo dona alla nonna.

A sua volta poi la nonna lo donerà alla bis-nipote, fino a che il cuore di corallo ritornerà all’origine.

Anche in questo libro, quasi consecutivamente rispetto alla lettura precedente, ho trovato una precisa descrizione rispetto alla momentanea quanto tragicamente fallace felicità vissuta l’8 settembre 1943, giorno dell’armistizio.

Terribile.

Quanti, troppi cuori spezzati

Ma direi che soprattutto questo libro parla di errori.

Errori figli di attimi in cui il destino cala a sorpresa, figli di esitazioni, di decisioni sbagliate, di mancanza di coraggio, di troppo altruismo.

Errori che deviano il corso di intere esistenze.

Errori pronti a presentare il conto pesante di conseguenze e sofferenze.

Quanto si può sbagliare in un momento?

Ho poi avuto modo di scoprire la tradizione delle corallare di Torre del Greco

Tu la conoscevi?

Hai mai avuto un cuore di corallo?

La natura meravigliosamente ci regala tanti tipi di cuore

 

cuore di corallocuore di corallocuore di corallo

Io ne ho uno a forma di sasso, donatomi da Monica, così come questa lettura.

E tu?

QUELLI DEL CIVICO 21

QUELLI DEL CIVICO 21

Quelli del civico 21 è il terzo libro scritto dall’autore Andrea Francavilla che leggo con piacere, ringraziandolo molto.

Anche in questo caso l’edizione è curata da Manuale di Mari

Dopo Racconti nani non democristiani Andrea Francavilla riconferma la sua dote nel raccontare personaggi comuni eppure unici intrecciandone attimi o destini.

E se i Racconti nani erano circoscritti in un determinato arco temporale, Quelli del civico 21 sono contenuti in uno spazio definito che però non li racchiude.

Quelli del civico 21 ci porta subito a casa dei protagonisti, un palazzo di otto appartamenti.

Un condominio, che potrebbe essere come quello dove vivo io, o dove vivi tu.

Laing non cessò mai di pensare al suo condominio, un vaso di Pandora i cui mille coperchi si stavano aprendo, a uno a uno, verso l’interno.
James Graham Ballard

E tu a cosa associ il pensiero del condominio?

La tua esperienza è negativa o positiva?

Quando ci siamo sposati, io e mio marito, abitavamo al primo piano di una palazzina di soli cinque appartamenti.

Sul nostro pianerottolo è nata un’amicizia intensa e soprattutto divertente al punto che i momenti di condivisione si intersecavano un po’ come nella serie Friends

Da tempo ci siamo trasferiti, ma ad esempio io e Luisa del pianterreno, ogni domenica ci sentiamo anche solo per sapere semplicemente come va.

Niente vasi di Pandora a quel civico, casomai piatti e bicchieri 😉

E tu, di che civico sei?

WAKE UP DEAD MAN: KNIVES OUT

WAKE UP DEAD MAN: KNIVES OUT

Wake Up Dead Man è il terzo capitolo della saga Knives Out.

Dopo aver visto Cena con delitto e Glass Onion, non potevo perdermi Wake up dead man, ma in realtà la scintilla è scattata dopo aver letto la recensione di Raffa.

Solorecensioni Wake up dead man (2025) 

Clicca subito e lasciati coinvolgere dalla analisi che Raffa tratteggia mettendo in risalto tutti i motivi per cui il film merita.

Qui, con il caffè di oggi, vorrei chiacchierare dell’elemento che per me è stato il colpo di fulmine totale.

Ad un certo punto del film il detective Benoit Blanc tiene tra le mani un foglio: una lista di libri.

Wake Up Dead Man: Knives Out

Non una lista qualunque: l’elenco del Club del libro di primavera della parrocchia, ma soprattutto un elenco di libri gialli.

Hai mai fatto parte di un club letterario o di qualche gruppo di lettura?

Questi sono i titoli oggetto della lista rinvenuta nel film:

The Hollow Man di John Dickson Carr

Whose Body? di Dorothy L. Sayers

The Murders in the Rue Morgue di Edgar Allan Poe

The Murder of Roger Ackroyd di Agatha Christie

The Murder at the Vicarage di Agatha Christie

Wake Up Dead Man: Knives Out

Non sto a ripetere Agatha Christie per me queen assoluta, vero?

Conosci i libri elencati?

Wake Up Dead Man: Knives Out

Cosa rilevi in comune tra loro?

Intanto che indaghiamo insieme io preparo il caffè 🙂

Wake Up Dead Man: Knives Out

I GIORNI DI VETRO

I GIORNI DI VETRO

I giorni di vetro scritto da Nicoletta Verna per Einaudi è stato un libro per me tagliente, se mi concedi il gioco di parole.

Ho trovato questa lettura a tratti disturbante.

Ciononostante sono grata a Monica perché probabilmente, di mia iniziativa avrei accampato scuse dirottando il mio interesse altrove.

Il romanzo parte dall’omicidio di Matteotti e ripercorre il successivo evolversi degli eventi fino ad arrivare alla Liberazione.

Castrocaro costituisce il centro di tutto, anzi “l’epicentro.”

Al termine del libro, l’autrice informa che i personaggi e le vicende sono di fantasia, ma rimane la Storia, quella che tutti conosciamo, ad incombere.

E se le vite narrate ne I giorni di vetro non hanno riscontri reali, io non ho potuto non leggere con la consapevolezza di quante cose terribili siano comunque accadute a tante persone.

Questo pensiero ha fatto sì che per buona parte del libro io temessi di scoprire cosa sarebbe accaduto nella pagina successiva.

Purtroppo sono incapace di liberarmi dall’angoscia che provoca la crudeltà

Allo stesso tempo però sentivo il bisogno di continuare a leggere, sperando che le mie paure fossero sbagliate.

Il libro di Nicoletta Verna non lascia indifferenti, una lettura divisiva anche rispetto alle opinioni contrastanti tra i lettori.

Pensando al titolo: I giorni di vetro, tu cosa immagini?

Ti è mai capitato di patire mentre leggi?

Ma ben più spaventoso è assistere alla leggerezza con la quale la guerra entra a far parte dei progetti di tutti gli stati: corsa al riarmo, toni sempre più accesi.

Tutto ciò che è stato, viene dimenticato, calpestato, azzerato.

Come se la sofferenza, le vite spezzate, l’orrore, fossero evanescenti, una bolla da soffiare via.

“La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste, e come niente … puf! Sparisce”.
Verbal Kint (Kevin Spacey)

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