IL RUMORE DEI TUOI PASSI

IL RUMORE DEI TUOI PASSI

Il rumore dei tuoi passi di Valentina D’Urbano edito da Longanesi è un’altra delle letture che ci consiglia Monica.

Il titolo farebbe pensare a un romanzo rosa in stile Nicholas Sparks, invece si tratta di un libro a tinte ben diverse che si delineano fin dall’inizio.

I gemelli, ci chiamavano.”

Queste sono le prime parole.

I gemelli non sono nati nello stesso nucleo familiare, ma si trovano a crescere nello stesso posto.

Ti è mai capitato di pensare alla fortuna di nascere in un luogo piuttosto che in un altro?
Alla fortuna di nascere in una famiglia amorevole?

I gemelli crescono dove l’infanzia non ha spazio, eppure è proprio quello stesso destino che permette di udire il rumore di quei passi …

Passi che diventano imprescindibili, fondamentali, anche odiosamente necessari.

Alcuni sentimenti viscerali possono persino diventare feroci e nulla li può spezzare.

Nemmeno l’epilogo di un libro destinato a lasciare il lettore con una domanda senza risposta

Tra i temi trattati quello più doloroso da ripercorrere per me è stata la dipendenza

Il tentativo di sfuggire al dolore è ciò che crea più dolore.”
Gabor Maté

Pensi che questa frase sia veritiera?

I dolori da cui sfuggire sono innumerevoli e diversi tra loro.

Io avevo sempre pensato che fosse facile per chiunque capire, avere cura di sé stessi, smettere.

Ma mi sbagliavo.

LA LEVATRICE

LA LEVATRICE

Sono molto grata a Monica per la lettura di La Levatrice di Bibbiana Cau edito da Nord.

L’autrice, dal nome piuttosto singolare, è al suo esordio letterario ma soprattutto ha lavorato per molti anni come ostetrica.

Questo aspetto a mio avviso emerge forte e chiaro dalla lettura, non tanto per la cognizione di causa quanto per la sensibile visione rispetto al valore della vita.

Il cognome invece ci porta dritti in Sardegna trasportandoci nel tempo ma anche nella natura preziosa e spontanea, ricca di profumi, fiori e piante del tutto caratteristici.

La Levatrice ci mostra la guerra dal lato che non si vuole mai mostrare.

La Levatrice ci mostra anche la condizione della donna e la contrapposizione tra posizioni opposte e antagoniste composte da ambivalenze fatte di lati oscuri e sete di giustizia allo stesso tempo.

Triste denominatore comune: gli ostacoli che le donne, ognuna all’interno della propria generazione, incontrano ogni volta che si battono per sconfinare dagli ambiti all’interno dei quali sono relegate.

Mi complimento con l’autrice perché questo libro scuote, alcuni passaggi sono durissimi, sebbene il buio non possa mai calare sulla forza dell’amore vero e puro.

Tante sono le riflessioni che tuttora conservo tra i miei pensieri.

Se lo hai letto, o lo leggerai, mi farà piacere conoscere le tue impressioni.

Nel frattempo, a proposito di ostetricia, cosa ti è stato raccontato sulla tua nascita?Io sono homemade 🙂 già sai …

LA PROFEZIA

LA PROFEZIA

La Profezia di Andrea Francavilla: l’ultimo libro che ho letto grazie a Manuale di Mari.

Andrea Francavilla è autore anche di Racconti nani non democristiani, te li ricordi?

Con La Profezia si entra in un mondo completamente diverso: Sodoma e Gomorra.

La vicenda narrata trae ispirazioni dagli eventi raccontati nelle sacre scritture nell’ambito dei quali lo scrittore delinea i propri personaggi connotandoli di caratteristiche ben precise atte a rappresentare svariati e sfaccettati aspetti della natura umana.

Di sé Andrea Francavilla racconta il profilo di un attento osservatore delle persone che incontra e soprattutto delle loro emozioni.

Alla fine di questo romanzo storico in effetti, al di là degli aspetti prettamente legati ad un periodo antico, il lettore si ritrova a riflettere su come i confini dell’animo umano siano sfocati e a tratti persino specularmente ambivalenti, nel loro ruotare intorno al perno delle proprie convinzioni.

Dopo aver letto l’estratto, la mia prima sensazione è stata netta rispetto alla visione di uno specifico personaggio.

Andrea Francavilla però mi ha risposto scrivendo “a seconda di chi legge …”

Questa è la chiave.

Il libro ci dimostra come il bene e il male coesistano.

Bene e male, ho definito questi termini abbastanza chiaramente, senza dubbio, in qualche modo. Ah, ma ero così vecchio allora, adesso sono più giovane.
Bob Dylan 

E il tuo pensiero com’è? Vecchio o giovane?

Se dico Profezia, tu a cosa pensi?

NINNINI

NINNINI

Ninnini, un nome quasi onomatopeico, un bambino, il personaggio raccontato da Keyofeye che ringrazio per il libro.

Keyofeye è anche autore del blog Coulelavie.

Eleonora ha descritto Ninnini tra le sue Le1000e1recensione, come sempre se clicchi sul grassetto approdi direttamente alla lettura.

Io con il caffè di oggi vorrei chiacchierare di alcuni messaggi che mi hanno particolarmente colpita.

In primis: l’ironia.

Come sai, ammiro molto chi ha la capacità di far ridere con intelligenza. 

Il mondo di Ninnini fin dalle prime righe introduce il lettore in una dimensione umoristica che parte immediatamente scardinando un “mostro sacro” tra i classici per ragazzi.

Dopodiché il varco è aperto e quindi anche un concetto come l’anarchia si spoglia di qualsiasi sovrastruttura.

Ti è mai capitato di trovarti in difficoltà nel dover spiegare qualcosa a un bambino?

Ninnini potrebbe essere una chiave.
L’ironia è sempre una chiave, così come lo è la semplicità.

Ninnini è la rappresentazione plastica della della svogliatezza e ci dimostra l’attitudine che conduce a qualsiasi tipo di scusa pur di non fare.

Per contro la sua immaginazione è instancabile e in realtà i personaggi che crea sono “Ansiosi di dirimere le questioni in cui il Male attenta alla Libertà e alla Giustezza delle cose.”

Che dire? Più Ninnini per tutti.

Personalmente mi sono identificata nel momento in cui, raggiunto il punteggio record al videogioco, un bug del sistema non gli permette di registrare il nome.

A volte io la chiamo la mia sindrome di Wyll Coyote, ma la maggior parte delle persone la chiama sf ortuna.

Una cosa che Ninnini mi insegna è togliere l’acqua ai cactus sennò potrebbero morire infatti io purtroppo ho ucciso il cactus regalatomi da Luciana nonostante ci tenessi da matti, o forse proprio per quello.

SuperERRORI anche questi 🙂

Ma tutti possiamo crescere, a partire proprio da Ninnini che non vuole ancora bere il caffè perché è roba da grandi 🙂

CASCINE

CASCINE

Cascine è stato il nostro appuntamento sabato scorso per il gruppo di lettura di Libri e Caffè a Pavia.

Cascine

Ci eravamo ripromessi di tornare presto al Caffè di Nicoletta e la magia si è ricreata!

Questa volta piacevole scoperta è stata incontrare la scrittrice Aurora Elena Bettio.

Cascine
è edito da Gruppo Albatros Il filo e la prefazione è a cura di Barbara Alberti

Premessa iniziale dell’autrice, nel raccontarsi, è stato dire che il libro è una piccola aurora.

In realtà abbiamo conosciuto una grande Aurora, donna che attraversa il tempo come ponte di unione tra passato e presente, le cui fondamenta poggiano su una solidità familiare costruita con il marito Pino.

Classe 1954, Aurora è mamma, è nonna, ma rimarrà sempre anche figlia, figlia anche della nostra terra, di quella pianura piatta e anonima agli occhi di chi non la conosce a fondo.

Cascine appartiene alla collana Nuove voci e la voce di Aurora, entusiasta, frizzante e a tratti rotta dall’emozione, esprime una connessione con la campagna istintiva, intensa e densa di sensibilità.

Ancor prima di raccontare, l’autrice ha portato dei piccoli simboli, proprio per rappresentare anche visivamente le terre in cui è cresciuta.

CascineCascine

Lo ripeto sempre: io tengo molto alle radici quindi ho immediatamente compreso l’importante messaggio che Aurora diffonde, unitamente alla testimonianza di un’epoca che appare ormai lontanissima.

La tradizione orale che prende corpo tra le parole scritte da una “cascinara,” soprannome affettuoso del marito, che si è innamorata della lettura scoprendo una meravigliosa biblioteca quando era bambina.

Cascine

Potevo non abbracciarla?

Cascine

RIVELAZIONI

RIVELAZIONI

Rivelazioni un regalo da Marzia Santella, che ringrazio molto.

Condivido la dedica che mi è piaciuta particolarmente:
penso che ogni lettore renda vivo un libro: spero che in queste storie tu possa trovare un riflesso speciale.

Rivelazioni

In effetti non avevo mai considerato la lettura sotto questo aspetto: “rendere vivo un libro” invece Marzia ha ragione e ci offre un ottimo spunto di riflessione, o piuttosto ci offre una prima rivelazione.

Tu hai mai avuto la sensazione di rendere vivo il libro che stavi leggendo?
Hai mai avuto rivelazioni di questo tipo?

Tengo ad evidenziare in modo speciale anche l’edizione a cura di Manuale di Mari

Rivelazioni

Robert ha scritto la nota del curatore: altra rivelazione.

Rivelazioni è una raccolta di racconti. Racconti dell’ombra e della luce come illustra il sottotitolo.

Il libro è suddiviso in due parti:

  • le domande inutili

  • ostentata bontà

ma non considerare queste parole in maniera letterale.

Quale potrebbe essere secondo te una domanda inutile?
Magari ad esempio: “ti piace la pizza?” 🙂

Le domande inutili di Marzia Santella sono di genere diverso, sono domande che vivono di vita propria e si concretizzano nella spietata sincerità dei protagonisti.

Riguardo invece alla ostentata bontà, specialmente di questi tempi credo che potremmo riempire un’intera enciclopedia con gli esempi di pessima umanità che ci circondano quotidianamente, vuoi iniziare tu?

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