COFFEE CITY

COFFEE CITY

Coffee City è una comunità lacustre situata su una penisola che si protende sul Lago Palestine, nel Texas orientale.

Con tre lati della città delimitati dall’acqua, è una località rinomata per la pesca, la nautica e altri sport acquatici.

Appena ho visto la foto con l’insegna di pensavo fosse un meme, dunque immagina la sorpresa quando ho capito che invece esiste veramente!

Cercando informazioni mi sono innamorata di questa specie di metafora: la storia di questa località può stare in un guscio di noci pecan.

Coffee City infatti si materializza solo negli anni ’60 dopo la costruzione del Lago Palestine.

Sì: costruzione, perché il Lago Palestine è un lago artificiale creato dalla Diga Blackburn.

Questo bacino si estende su porzioni di quattro contee dello stato del Texas: Anderson, Smith, Henderson e Cherokee.

Sorrido perché per noi Anderson e Henderson tendenzialmente suonano allo stesso modo, e Smith … beh è un po’ come l’equivalente del nostro Rossi …

Ma torniamo al nostra città del caffè, che a quanto pare ospita una comunità residenziale senza storia ma con una recente cronaca infausta: pare infatti che a Coffee City ci fossero 250 abitanti e 50 poliziotti … che dire?

Forse meglio concentrarsi sul Coffee City Fire Department: Vigili del fuoco, che negli Stati Uniti sono una istituzione per antonomasia.

A Coffee City c’è anche il Bella Italian Café

Non ho trovato particolari collegamenti con l’Italia, ma è comunque un tributo, che ne dici?

Mentre ci riflettiamo ti lascio ammirare questo panorama …

THE COFFEE POT

THE COFFEE POT

Paola Pioletti mi ha segnalato questa curiosa costruzione! Grazie Paola

The Coffee Pot si trova in America, e più precisamente in Pennsylvania, a Bedford.

Viene definita “esempio di architettura programmatica” nata a seguito dell’incremento di automobilisti in transito sulla Lincoln Highway ovvero la prima strada transcontinentale per automobili negli Stati Uniti, inaugurata nel 1913 che si snoda per oltre 3.000 miglia tra New York City e San Francisco.

The Coffee Pot è stata costruita nel 1927 grazie a Bert Koonz per attrarre visitatori alla stazione di servizio.

Nel 1937 è stato costruito un hotel adiacente alla “caffettiera” che ha visto servire hamburger Coca Cola e gelati ai viaggiatori dei Greyhound buses .

Successivamente è stato costruito un hotel adiacente alla struttura.

Nel 2004 il restauro dopo che Bedford County Fair in PA l’ha acquistata per un dollaro.

Facendo un giro virtuale intorno alla caffettiera ho trovato una comunità molto attiva con un gruppo di quilters: The Coffee Pot quilters

Il quilting è l’arte di cucire insieme diversi strati di tessuti di colori e fantasie diverse, tagliandoli in modo da creare motivi decorativi.

A me piace molto quel tipo di coperte e in casa ne abbiamo diverse anche se non sono fatte in comunione come si usa negli States.

Sapevi che anche in Italia abbiamo una associazione nazionale? Quilt Italia

La caffettiera gigante in autunno è contornata da uno splendido spettacolo naturale e la Bedford County Fair organizza anche un festival dedicato al foliage.

Persino Babbo Natale è passato dalla Coffee Pot!

Peccato però che non ci sia più caffè nella caffettiera, o no?

E tu? Conosci un posto altrettanto particolare?

AUSPICABILE PER ALTRI DIECI ANNI

AUSPICABILE PER ALTRI DIECI ANNI

L’Italia apprezza il grosso sforzo collettivo profuso dagli Stati membri, dall’EFSA, dall’ECHA e dalla Commissione per finalizzare una nuova valutazione del glyphosate, avvenuta a pochi anni di distanza dalla precedente e con l’esame di un notevolissimo numero di dati.

Tuttavia, in relazione ad alcuni punti di ulteriore approfondimento evidenziati dal parere dell’EFSA ed emersi nella discussione finalizzata all’adozione del regolamento di rinnovo l’Italia ritiene opportuno sottolineare che sia auspicabile:

che l’utilizzo della sostanza attiva non sia autorizzato in fase di pre-raccolta

l’avvio, a livello comunitario, di ulteriori studi integrativi finalizzati alla raccolta di dati atti a colmare le lacune conoscitive al fine di tutelare la biodiversità e le diverse matrici ambientali;

il completamento, senza indebito ritardo, della valutazione dei dossier relativi all’approvazione o al rinnovo dell’approvazione di sostanze attive potenzialmente alternative al gliphosate.

Questo è il nostro “contributo” … cioè la firma dell’Italia sulla proroga per un periodo di SOLI 10 anni DIECI! all’utilizzo del glifosato

Certo, vuoi non approfondire per un decennio?

Del resto, la Bella Addormentata ha dormito per cento anni, cosa vuoi che siano altri dieci?

Nel frattempo è auspicabile, AUSPICABILE! che il Roundup non venga utilizzato in fase di pre-raccolta, ovvio, meglio non averlo fresco di raccolta nel piatto, ma bello cresciuto e integrato nell’alimento.

Perdona il mio sarcasmo ma non sopporto queste due facce: negli ultimi anni i governi si sono “molto preoccupati” per la nostra salute, ma a quanto pare solo su determinati aspetti.

Mi domando come mai, in questo caso occorrano ULTERIORI studi per almeno ALTRI dieci anni.

Già, altri dieci anni, perché, come ti avevo già raccontato, questa storia va parecchio indietro nel tempo

Tutto ciò mentre una giuria californiana ha ritenuto la Bayer, società che ha acquisito la Monsanto, responsabile in una causa intentata da un uomo che sosteneva che il suo cancro era dovuto all’esposizione al diserbante Roundup della società, e l’ha condannata a pagare 332 milioni di dollari di danni.

Il verdetto include 7 milioni di dollari di risarcimento danni e 325 milioni di dollari di danni punitivi concessi al querelante Mike Dennis, a cui è stata diagnosticata all’età di 51 anni una forma di linfoma non Hodgkin, secondo un portavoce della società

Ma è auspicabile che l’utilizzo della sostanza attiva non sia autorizzato in fase di pre-raccolta per altri dieci anni.

TIM BURTON COFFEE

TIM BURTON COFFEE

 

L’11 ottobre a Torino, presso la Mole Antonelliana è stata inaugurata una esposizione molto particolare: Il mondo di Tim Burton  a cura del Museo Nazionale del Cinema.

Tim Burton non necessita di presentazione e ogni descrizione risulta riduttiva rispetto al suo stile del tutto personale, in due parole potrei dire che c’è un prima e c’è un dopo Burton.

Chi potrebbe lungamente descriverlo è Paola Pioletti, profonda conoscitrice del suo genio creativo.

Le mostre invece sono la specialità di Maria sul suo Art and Cult Blog

Io piuttosto vorrei chiacchierare di caffè laughing

Un po’ come ha fatto Eva Carducci proprio con lui.

@theevesapple

Quando ho fatto ridere Tim Burton grazie al caffè 😜 #timburton #netflix #dietrolequinte #imparacontiktok #junket #luccacomics #mercoledi #wensday @Netflix Italia

♬ suono originale – Eva Carducci

E tu cosa pensi?
Come immagini il Tim Burton Coffee?

 

Lo sapevi che a New York il Beetle House è dedicato a Tim Burton? Io sono andata a fare un giro virtuale e mi sono innamorata dell’insegna: Come as you are …

Ti piacerebbe andarci? Cosa odineresti?

E se finissimo a cantare Day-O?

Anche nel centro storico di Città del Messico esiste un bar in stile burtoniano: El Extrano Coffee Bar.

A noi in Italia invece è venuto in mente di inventare la Wonka vaccinara … io ammiro sempre la fantasia, ma in questo caso … passo!

Visto che siamo a Torino, un classico Bicerin è troppo poco dark?

In effetti … ad ogni modo possiamo ripiegare sull’iconico Caffè Torino nell’Aula del Tempio del Museo.

Kevin Spacey durante una visita ha consigliato di renderlo un bar funzionante, che dire?

In questo caso, la versione Tim Burton Coffee prevede uno speciale allestimento con locandine in edizione molto limitata.

Tu quale vorresti?

A me piace Il mistero di Sleepy Hollow.
Sapevi che
 Johnny Depp alla fine delle riprese decise di adottare Goldeneye, il cavallo con un occhio solo che nel film recita nel ruolo di Gunpowder?

Ma torniamo alla polvere di caffè, anzi alla polvere di Tim Burton Coffee, c’è un film che non ti stanchi mai di rivedere, o che associ ad un aneddoto particolare?

AKTION GEHT UNTER DIE HAUT

AKTION GEHT UNTER DIE HAUT

Aktion geht unter die haut significa l’azione entra sotto la pelle.

Letteralmente, in questo caso.

Quale caso? Quale azione?

Il caso si riferisce alla campagna di pubbliche relazioni della ministra federale austriaca Gewessler.

L’azione consiste in un tatuaggio da fare in cambio di un biglietto annuale valido per il trasporto pubblico: un Klimaticket

Klimaticket tattoo, dunque.

Questa campagna ha avuto luogo all’Electric-Love Festival nel 2023. La società esecutrice è la One Mobility GmbH, fondata appositamente per il Klimaticket e di proprietà della Repubblica d’Austria al 64,417%. 

Leonore Gewessler è stata al Frequency Festival per promuovere di persona il Klimaticket tattoo con il motto: aktion geht unter die haut “questa campagna ti entra nella pelle”.

I volontari hanno potuto scegliere uno tra una serie di motivi e farsi tatuare direttamente sul posto.

Tutti i temi avevano a che fare con il biglietto “per il clima” o con l’ambiente.

Tra gli altri, ad esempio la parola “Go Green”, circondata da un cuore ma anche la scritta Klimaticket.

Le prime tre persone che si sono tatuate sul posto hanno ricevuto ciascuna un biglietto gratuito valido per un anno.

La promozione dei mezzi pubblici, non è in discussione, ma il modo?

Io lo trovo offensivo nei confronti dei giovani in primis, visto che luogo e condizioni indicano loro come destinatari principali.

Ai ragazzi stiamo davvero facendo vedere il peggio: la nostra inadeguatezza, la nostra incompetenza, la nostra mancanza di criterio, di valori, di buon senso.

Nemmeno a Orwell è venuta un’idea del genere.

Ormai non siamo nemmeno più consumatori, ma merce, a scadenza oltretutto.

Anche la nostra pelle diventa uno spazio pubblicità, da svendere, tra l’altro.

Esagero?

WOMAD

WOMAD

Womad è l’acronimo di World of Music, Arts and Dance, fondazione internazionale di musica e arte nota principalmente per i suoi festival, che si tengono ogni anno in più località in tutto il mondo.

Non sai mai da dove può arrivare una notizia interessante” è il concetto che ho imparato in tutte le mie primavere.

A conferma ti dirò che la prima volta che ho trovato informazioni sul Womad stavo leggendo con mio figlio il suo libro scolastico di inglese.

Dobbiamo l’idea di questo festival di musica arte e danza a Peter Gabriel

Nel 1982 l’autore dell’immortale brano in 7/4 con quel motivo armonico che ha portato i pensieri di tutti su quel verde perfetto verso il cielo, insieme ad un gruppo di persone ha dato il via al primo festival proprio nel Somerset, a Shepton Mallet.

Successivamente il progetto si è evoluto in una missione: creare opportunità di scambio culturale e apprendimento per portare le arti di culture diverse al pubblico più vasto possibile sviluppando progetti di educazione artistica e apprendimento creativo.

Del resto lo spirito di contaminazione di Peter Gabriel ci è apparso forte e chiaro nella commistione tra percussioni tribali e suoni elettro-sintetici di Shock the monkey.

L’aspetto strepitoso del festival Womad che si sta tenendo in questi giorni, è che Carmen Consoli ha annunciato la sua partecipazione con questa foto.

La Cantantessa.

Direi che lei è perfetta per rappresentare la forza delle radici e la ricchezza delle collaborazioni.

Carmen è la prima artista italiana che si esibisce al world music festival.

27 / 30 luglio – Charlton Park sono le coordinate del Womad 2023.

In attesa possiamo guardare gli highlights dell’edizione dello scorso anno: la quarantesima.

 

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