RACCOMANcATE

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Sanzione di 5 milioni a Poste Italiane.
Cito testualmente l’Autorità Garante per la Concorrenza e per il Mercato:
Si tratta dell’importo massimo consentito dalla legge, ma non risulta deterrente in rapporto al fatturato specifico di Poste Italiane nel 2019 pari a 3,492 miliardi di euro. Per l’Autorità il comportamento di Poste provoca danni non solo ai consumatori, ma anche al sistema giustizia del Paese.

Dunque comunque un’inezia per loro.
E viene preso in considerazione soltanto il danno relativo alle raccomandate, quando invece in generale anche il resto dei servizi non è che funzioni …

Noi a inizio anno abbiamo avuto un sacco di problemi, oltre a veri e propri danni economici, a causa del fatto che non ci è stata recapitata la corrispondenza del mese di dicembre.

Può capitare che una lettera venga smarrita, ma tutte!

E queste buste ancora oggi non sono pervenute … le immagino giacenti in qualche ufficio accatastate in attesa di finire i loro giorni tra la carta da riciclare, nella migliore delle ipotesi.

Tentare di contattare il servizio clienti è un’impresa titanica, naturalmente ormai sui siti è praticamente impossibile, e i recapiti mail sono celati meglio del Santo Graal, ad ogni modo sono riuscita ad inviare un reclamo corredato di dati e riferimenti precisi.

La risposta mi è arrivata molto tempo dopo a mezzo foglio nella cassetta della lettere ed è stata: “non siamo stati noi ad occuparci della consegna della sua corrispondenza ma altri.”

E quindi?
E quindi per dirla in parole povere, possiamo tranquillamente prendercela in saccoccia, o in alternativa attaccarci al tram, a scelta.

Dunque mi perdonerai se non mi sento particolarmente affranta per questa sanzione.

Mi domando se queste rare occasioni, che cadono come la pioggia nel deserto, possono davvero bastare a ridare fiducia nella giustizia, e a far sì che gli utenti non si sentano completamente abbandonati al proprio destino.

TV YIN O TV YANG?

TV YIN O TV YANG?

Mentre in Italia sembra di essere tornati ai tempi di Guelfi e Ghibellini, criterio secondo il quale dovremmo forzatamente separarci in due fazioni opposte: se non stai da una parte, deve significare che stai dall’altra, (e io mi domando PERCHÈ), anche i televisori a quanto pare iniziano a suddividersi i ruoli … sì, lo so, sto parlando di apparecchi “datati” per la durata media corrente, anche se in realtà non è che siano così vecchi.
Dunque qui ad esempio in una TV sono ancora visibili i canali Mediaset ma non più La7 ed altri, e viceversa.
Dal primo gennaio 2020 i canali DTT (digitale terrestre) iniziano ad abbandonare l’attuale standard di codifica MPEG-2 per passare al MPEG-4 che finora era utilizzato soltanto dai canali HD cioè in alta definizione.
Ma questa è soltanto la prima fase: la transizione definitiva si concluderà entro giugno 2022 e prevede il passaggio a nuove tecnologie di trasmissione come HEVC “High Efficiency Video Coding” che offre una migliore compressione dati, o DVB-T2 “Digital Video Broadcasting Terrestrial Second Generation” ovvero l’estensione adatta a portare il segnale HDTV sul digitale terrestre.
E perché tutto ciò?
Perché le frequenze utilizzate al momento devono essere lasciate libere per la rete 5G, e quindi per la comunicazione mobile, assicurando una alta velocità di connessione per i telefoni cellulari.
E i televisori diversamente abili? Avranno bisogno di un decoder. Di nuovo.
Però a questo punto la domanda è: la televisione offre ancora un servizio utile e adeguato?
I programmi che non si schierano né con i Guelfi né con i Ghibellini per intenderci, i programmi seri, i programmi che fanno cultura o anche intrattenimento che non sia la famosa copia di mille riassunti di Samuele Bersani, si possono forse contare sulle dita di una mano.
Dopo che siamo già costretti a pagare una tassa di possesso continuando a chiamarla canone, incastrata peraltro nelle fatture per l’energia elettrica, vale davvero la pena spendere altri soldi?
Per come veniamo usati per propagandare, e non parlo solo della pubblicità, onestamente, non dovrebbero essere loro a pagare noi?

STANGATA PER CHI?

STANGATA PER CHI?

Ho letto vari titoli che parlano di sentenza storica e di stangata, ma di fatto la sentenza storica è semplicemente quanto auspicabile, solo che non siamo più abituati alla correttezza al punto che quando viene messa in pratica fa notizia; e la stangata, a conti fatti, rimane sulle spalle dei consumatori.
Mi riferisco alla delibera della Agcom nei confronti di tre grandi compagnie telefoniche che hanno applicato costi aggiuntivi agli utenti con tariffe ad opzione ricaricabile, modificando unilateralmente i contratti in essere.
Senza perdermi nei miei discorsi un po’ labirintici è sicuramente meglio se cito l’esemplificazione di mio marito: con questo addebito extra, con l’aggravante dell’ironica adduzione della “distrazione del cliente”, le compagnie telefoniche avranno guadagnato per ipotesi 10.
Questa multa, millantata come esosa, per loro rappresenterà più o meno 2.
Rimane comunque un guadagno di 8.
La sanzione va allo stato.
Qualcuno ha mai lontanamente pensato ad un rimborso dei clienti?
Per pareggiare veramente i conti, le compagnie dovrebbero restituire 10, cioè il maltolto, agli utenti.
E la multa di 2 dovrebbe essere un extra una volta tanto a carico loro.
Già, ma questa è un’altra storia …

PERCHÉ IL VECCHIO NON VALE PIÙ?

PERCHÉ IL VECCHIO NON VALE PIÙ?

Tazzina vecchia o tazzina nuova?
Se ricevi nuove tazzine, come ti comporti con quelle vecchie? Smetti immediatamente di usarle, le riponi nella credenza, te ne liberi?
Io non faccio testo, ho già descritto questa mia caratteristica un po’ fuori dal tempo.
Anacronistica. Vero.
E in generale, ritrovo sempre più incomprensibili le linee guida originatesi dall’evolversi di molte procedure.
Ad esempio non capisco la politica delle compagnie telefoniche secondo la quale vengono offerte condizioni favorevoli e costi ridotti soltanto ai nuovi sottoscrittori.
Se tu sei abbonato da anni, le tue tariffe sono lievitate nel tempo ma non puoi avere le agevolazioni riservate soltanto ai non clienti.
Non ne comprendo la ragione.
O meglio, certo, il motivo è sempre il guadagno, questo è un dato di fatto, ma ugualmente mi sfugge il senso.
Dunque ci si ritrova ad essere dati per scontati, come le tazzine di sempre, quelle che non si rompono, quelle che hanno superato decadi, mode e modelli.
Tu che hai sempre pagato, da anni, non sei importante, tanto sei lì, ci sei.
E anche il giorno in cui smetterai di esserci, rimarrai solo un limone al quale spremere fino all’ultimo centesimo con ogni pretesto: senza scrupolo continueranno ad emettere fatture ad oltranza, addebitando qualsiasi tipo di costo ipotizzabile.
Fatture intestate ad una persona che è stata cliente fin dai tempi in cui i telefoni sono entrati per la prima volta nelle case, grigi, con la rotellona e il filo.
Fatture intestate ad una persona deceduta.
Ma anche il rispetto è morto.
Ogni riferimento a fatti realmente accaduti non è per niente casuale.

 Per cui vale la pena continuare ad essere un cliente nuovo?
Chiedo.

 

 

 

 

MULINI A VENTO 2.0

MULINI A VENTO 2.0

Si può tranquillamente dire che il progresso ci ha portato nuovi mulini a vento contro i quali però non possiamo  nemmeno essere dei Don Chisciotte: ormai il massimo a cui si può aspirare è il ruolo di Ronzinante.
Per sottoscrivere laqualunque basta anche un “sì” al telefono, easy. Le complicazioni sorgono solo nel momento in cui si verifica qualsiasi tipo di problema, o ancor più fatalmente, quando vengono cambiate le condizioni in essere. Anche i più risoluti che insistono a chiamare, possono aggiudicarsi giusto una serie di risposte diverse tra loro.
Siamo nell’era della comunicazione eppure è stata tagliata ogni possibilità di contatto, lasciando soltanto due opzioni inesorabilmente frustranti:

  • il call center, con il quale comunque occorre passare attraverso almeno tre serie di menu per parlare con una persona;
  • il sito, con il quale comunque non c’è modo di uscire da quesiti predefiniti e assolutamente non risolutori.

Nell’ultimo periodo per vari motivi ho avuto a che fare con quattro diverse grandi società e l’unica conclusione alla quale sono riuscita ad approdare è stato un nervosismo level pro.
Ma quanti sono i casi di soprusi? Purtroppo si moltiplicano ogni giorno e noi non abbiamo ancora capito che l’unione farebbe la forza, già, il condizionale è d’obbligo.
Se hai avuto una esperienza che può in qualche modo aiutare qualcun altro a non incappare nello stesso pantano, sentiti pure libera/o di raccontarla se vuoi: una tazzina sopra l’altra, insieme possiamo arrivare più in alto.

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