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Questo video di Hub Scuola spiega in maniera veramente basica di cosa si tratta

 

Come indicato da questo documento della Banca di Italia
La garanzia di rimborsabilità della moneta elettronica si sostanzia nella possibilità per il detentore – in conformità con le regole del contratto intercorrente con l’emittente – di scaricare l’importo monetario dal proprio dispositivo elettronico, ricevendo in cambio l’equivalente corrispettivo di monete metalliche e banconote ovvero un corrispondente accredito su di un conto corrente. Detta garanzia costituisce, nelle intenzioni del legislatore comunitario, misura atta ad accrescere la fiducia verso l’utilizzo di tale strumento di pagamento. Se l’operazione sottostante al “caricamento” nel dispositivo elettronico consiste nello scambio di moneta bancaria o legale con moneta elettronica, la rimborsabilità assicura che abbia luogo l’operazione inversa e cioè la conversione del residuo quantitativo di moneta elettronica (a disposizione del titolare del dispositivo) nel corrispondente quantitativo di moneta legale o bancaria.

Moneta legale o moneta bancaria?

Questo prospetto della Consob ne spiega bene la differenza, fino ad arrivare al nodo importante rappresentato dal moltiplicatore monetario che si origina tramite la concessione di finanziamenti.

Sembra un concetto difficile, ma non lo è, semplicemente: ogni volta che una banca eroga un prestito, crea nuova moneta.
Come?
Attraverso un deposito sul conto corrente dell’intestatario.

Questo deposito rappresenta un debito della banca, che compare al passivo in corrispondenza del conto corrente intestatario, ma il richiedente deve firmare un contratto di mutuo con ipoteca sull’immobile che per la banca costituisce un credito e che quindi va inserito nell’attivo di bilancio.

La capacità di restituire il prestito costituisce la garanzia, ma nell’evenienza in cui ciò non accade, la banca deve avere una riserva obbligatoria

I calcoli non sono semplici, ma possiamo considerare un esempio, tanto per capire: su un deposito di 100 la banca tiene una riserva di 2. I rimanenti 98 possono essere utilizzati per un nuovo deposito, e così via, riducendo la somma del 2% ad ogni giro.

La BCE spiega che le banche commerciali possono creare moneta “interna”, ossia depositi bancari, ogni volta che erogano un nuovo prestito. La differenza tra la moneta esterna e la moneta interna è che la prima è un’attività per l’insieme dell’economia, ma non è una passività per nessuno. La moneta interna invece è così denominata perché ha come contropartita il credito privato: se tutti i crediti detenuti dalle banche verso il settore privato fossero estinti, la moneta interna creata sarebbe annullata. Quindi, è una forma di moneta che viene creata, e può essere annullata, nel settore privato dell’economia.

E … a proposito, lo sapevi che la BCE ha in progetto l’Euro digitale presumibilmente a partire dal 2021?

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