COFFEE CLUBBING

COFFEE CLUBBING

Coffee clubbing è la nuova tendenza dell’house clubbing definita soft clubbing.

Ovvero?

Ovvero nuovi orari per ascoltare musica con tanto di dj set e stare insieme.

Un po’ il “sottosopra” se vogliamo …

Niente più ore piccole: ci si ritrova la mattina!

Per alcuni è fattibile anche durante la settimana, se si ha margine prima che la giornata inizi, ad esempio dalle sette alle nove, diversamente la domenica.

Easy.

Pare che la ricerca dell’origine ci conduca al nord.

Per esempio su questo profilo @copenhagenfrow puoi trovare una serie di foto molto carine che rappresentano il concetto: gente stilosa, look molto trendy e sofisticati, ritratti davanti a vari caffè.

Ma ovviamente Milano non è da meno.

Qui c’è qualche appuntamento.

Tu che ne pensi?
Parteciperesti a uno di questi happy hour in versione “cappuccino e brioche?”

Ti ricordi di quando abbiamo chiacchierato a proposito dei vari tipi di colazione da cinema? 

Ora possiamo aggiungere anche la versione musicale.

MIRANDA IS BACK!

MIRANDA IS BACK!

Miranda is back!

Ormai i rumors si rincorrono da tempo: l’iconico successo de Il Diavolo veste Prada lo ha posto tra i film per i quali i produttori cinematografici pensano ad investire in un remake o in un sequel.

Sapevamo che avremmo rivisto Meryl Streep nei panni di Miranda Priestly.

Miranda is back


A sorpresa, durante la Milano Fashion Week, Miranda e Nigel sono arrivati insieme agli altri ospiti per assistere alla sfilata di Dolce & Gabbana

 

Gabbana con due b 😉 😀

Miranda is back

In particolare, per questo Fashion Show i due celebri stilisti si sono ispirati all’idea di pigiama.

 

 

Che ne pensi?

Visto che siamo all’inizio di autunno e che nonostante le giornate siano ancora belle e gradevoli, la temperatura si abbassa molto durante la notte, ti chiedo:

pigiama sì o pigiama no?

Pigiama classico o pigiama fantasioso?

Tornando a Miranda dunque sappiamo che lei, a differenza della sua alter ego nel mondo reale, conserva la sua carica alla direzione di Runway.

Trovo molto divertente questa immagine che ritrae entrambe quasi come specchiate.

 

Miranda is back

Ma Andy?


La abbiamo lasciata in jeans e giacca moooooolto casual in procinto di cimentarsi in una nuova redazione, come rientrerà negli abiti glamour di Emily 2?

 

Miranda is back

JULIA IN VENICE

JULIA IN VENICE

Julia in Venice per la prima volta al Festival del Cinema

Julia in Venice ritorna dopo Tutti dicono I love you di Woody Allen.

Lei mi piace da sempre e dunque la seguo proprio con ammirazione.

Tra l’altro, come sai, “adoro Venezia” quindi la sua presenza al Festival del Cinema rappresenta una combinazione molto speciale per me.

In effetti ancora una volta ha regalato il suo sorriso incorniciato da scelte di stile particolari, personali e ironiche, o semplicemente iconiche.

Julia Roberts non ci ha abituati a uscite mondane e a Venezia sta apparendo sé stessa: una combinazione di semplicità e eleganza, di praticità e raffinatezza.

Eccola dunque in black and white, con la borsa più trendy del momento: la tote di Celine, la luggage phantom bag  abbinata a un paio di Superga come quelle che potremmo avere tutte noi.

Julia in Venice

Minimal sporty = chic

Ma c’è di più: il cardigan del tutto inaspettato che ritrae il volto di Luca Guadagnino.

Julia in Venice

L’outfit in questa versione invece ci mostra delle ballet sneakers che sono già diventate virali.

Julia in Venice

Tutto qui?

Assolutamente no!

Naturalmente abbiamo visto tutti lo splendore dell’abito blu per la passerella, ma io vorrei piuttosto soffermarmi su un outfit secondario, se così possiamo definirlo, sempre di Versace perché anche in questo caso oltre all’abito c’è un messaggio: sharing is caring.

C’è stato un tempo in cui due donne a un evento con lo stesso abito poteva equivalere ad una tragedia.

Julia Roberts e Amanda Seyfried invece sono apparse così:

Julia in VeniceJulia in Venice

Tu che dici?

Assurdo o geniale?

Hai mai condiviso i tuoi abiti?

Non posso non concludere con il look di Julia per la cerimonia dei Golden Globes 1990: storia, e non aggiungo altro.

Julia in Venice

CANDIDATURA

CANDIDATURA

Mi domando se ti sia mai capitato di proporre la tua candidatura per una posizione particolarmente ambita.

Seppur di fronte all’impossibile, pensi sia il caso di azzardare, sperando magari nel colpo di fortuna, forte del concetto “uno su mille ce la fa?”

Sei una sognatrice o un sognatore anche nel gesto concreto di inviare un curriculum?

Ti chiedo questo perché durante il mese di agosto Condé Nast ha pubblicato un annuncio per la ricerca di Executive Assisant per il Global Chief Content Director. Compenso previsto fino a centoventicinquemila dollari.

La fine di giugno ci aveva clamorosamente portato la notizia delle “dimissioni” di Anna Wintour, anche se in realtà lasciato il ruolo di direttrice di Vogue America, ha assunto l’incarico proprio di Direttrice Editoriale Globale di Vogue oltre che ad essere responsabile dei contenuti globali Condé Nast.

 

Non è finzione: si richiede davvero la candidatura di Andy Sacks! 🙂

E tutto ciò mentre 20th Century Studios ci racconta che Il Diavolo veste Prada 2 è in lavorazione …

 

 

La campagna di recruiting ovvero: reclutamento, ricerca e addestramento di personale lavorativo, un neologismo, secondo la Treccani, è stata lanciata il 13 agosto.

Chi starà portando ora il caffè rovente a Mir … ops a Anna?

 

Candidatura


E tu? Mi racconti la tua candidatura speciale?

Hai mai dovuto affrontare un’ardua sfida lavorativa?

PRIMAVERA? CAMICIA BIANCA!

PRIMAVERA? CAMICIA BIANCA!

Primavera? Camicia bianca!
Non lo pensi anche tu?

Io ho un vero e proprio debole per le camicie bianche e credo di potermi definire “addicted.”

Il mio armadio ne accoglie un certo numero che è cresciuto negli anni.

La camicia bianca mi piace sempre, in ogni versione, che sia classica o di Sangallo.

Trovo la camicia bianca un capo trasversale, adatto in ogni stagione, ma quando arriva la primavera diventa un passepartout per la leggerezza di abiti e pensieri.

Dal taglio più tipico alle versioni rese particolari da un dettaglio, la camicia bianca sa essere un tocco di eleganza e semplicità.

Tu come ti senti quando indossi la tua camicia bianca?
Che modello preferisci?

Ti va di ripercorrere insieme alcuni outfit che sono diventati indimenticabili?

Ad esempio io direi che la versione Mia Wallace è la più iconica.

Uma Thurman danza perfettamente a suo agio con la camicia dal taglio asimmetrico: sciancrata, punte lunghe sul davanti e polsini con gemelli.

Miranda Priestly ovviamente top fashion, la versione incrociata è sempre molto raffinata.

Julia Roberts incornicia l’immagine della bellezza con la camicia annodata in Pretty Woman

Meg Ryan distrattamente americana in versione “French.”

Audrey Hepburn accuratamente glamour in Colazione da Tiffany.

Dolores O’Riordan profondamente essenziale.

Vivienne Westwood stravagante e geniale.

Hermione Granger collegiale magica e Debbie Harry schoolgirl rock.

Vuoi aggiungere altri esempi di look famosi anche tu?

Harper’s Bazaar cita Marylin Monroe e per il 2024 sceglie la proposta Peserico. 

Che dici invece dello stile retrò?

Sempre impeccabile Giorgio Armani, questo è uno dei suoi capi presentati alla Fashion week

Vogue pubblica una carrellata tratta dalle sfilate.

A questo punto è doveroso citare Franca Sozzani e la sua celebre frase:

Tutte le donne aspirano ad essere eleganti e, senza capire il vero senso di questo termine, comprano, in una vita, tonnellate di abiti, borse, scarpe. Poi arriva a una cena una donna con un pantalone nero da smoking e una camicia di seta bianca, un classico perfetto, e la noti.

Non a caso Franca scelse proprio una camica bianca per la sua prima copertina nel 1988.

E tu che camicia bianca scegli per questa primavera?

CAT AT THE MET

CAT AT THE MET

Cat at the Met è la definizione che mi è venuta in mente quando ho visto queste immagini

 

sul subito ho sorriso ma poi mi sono chiesta cosa abbia spinto Jared Leto a vestirsi da gatto

Siamo al Met Gala: un evento creato per raccogliere fondi per il Metropolitan Museum of Art’s Costume Institute che negli anni è diventato un evento prestigioso e ambito non soltanto nel mondo della moda tanto che i biglietti, per chi non è incluso nella lista di inviti, hanno prezzi astronomici.

Nonostante ciò il Met Gala prevede una regola ferrea: niente cellulari e di conseguenza niente condivisioni sui social media.

Questo forse contribuisce all’immagine di esclusività che Anna Wintour ha costruito negli anni rendendolo un appuntamento che qualcuno definisce come “l’Oscar della moda.”

Da fan di Meryl io inevitabilmente associo Miranda Priestly, tra l’altro hai visto che nel video compariva proprio Andy? smile

Torniamo dunque al gatto: Jared Leto non è stato il solo a voler interpretare il dress code di questa edizione omaggiando Choupette, ovvero la gatta di Karl Lagerfeld.

Il Met Gala 2023 era infatti dedicato a Karl Lagerfeld anche come anticipazione della mostra del Costume Institute A line of beauty: presso il Metropolitan Museum dal 5 maggio al 16 luglio.

Indubbiamente vestirsi da gatto ha fatto sì che persino noi nel nostro piccolo ne stiamo parlando, ma al di là di questo, tu la trovi un’idea geniale o irriverente?

Pensi che questa partecipazione abbia aggiunto un contributo di valore o rischi di scivolare verso la caduta di stile?

Possiamo considerarlo come un tocco di ironia oppure può essere un’occasione persa per dare magari un messaggio?

In generale credo che abbiamo tutti molto bisogno di leggerezza, sicuramente abbiamo anche da imparare dai gatti.

Intanto dovremmo forse convincere Jared Leto ad essere meno tea guy smile che ne dici?

E forse anche meno Cat at the Met.

Scherzi a parte, ora che ha felinamente ottenuto la nostra attenzione, ci aspettiamo grandi cose dal nuovo album dei Thirty seconds to Mars  in uscita l’8 maggio, in particolare dopo le dichiarazioni rilasciate: l‘ascolto della musica italiana anni 80  durante le riprese del film House of Gucci nel quale Jared intrepretava Paolo Gucci, ha lasciato una importante impronta di ispirazione perché capace di raggiungere il cuore.

Come dargli torto?

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