MORNINGS ARE FOR COFFEE AND CONTEMPLATION

MORNINGS ARE FOR COFFEE AND CONTEMPLATION

 

Ovviamente io non potrei non andare pazza per questa scena

 

David Harbour ha una lunga filmografia anche se prima di Stranger Things probabilmente molti nel vederlo avevano quella famosissima sensazione di “l’ho già visto in quale film?”

Indubbiamente Hopper è un personaggio!
E indubbiamente il passo da Hopper a Alexei Shostakov alias Red Guardian è un po’ caricaturale rispetto alle caratteristiche che hanno reso Hop così amato.

Riguardo a Black Widow citerei soprattutto la cover di Smells like teen spirit

 

E a proposito di cover: David Harbour ha proposto American Pie in una delle scene iniziali per dare maggior spessore emotivamente coinvolgente al suo personaggio.
Bella mossa.

Ma soprattutto mi è piaciuta tantissimo questa visita nella sua casa di Manhattan

 

Libri e libri tra i quali ha tenuto a mostrare due copie di Don Chischotte.

E poi chitarre, piante, e il ricordo del “Shakespeare in the park” a New York con Meryl nei panni di Giulietta e Kevin Kline come Romeo che non posso credere di essermi persa finora!

Tu lo sapevi?
Guarda qui cosa ho trovato! Per me è come il tesoro di Willy l’orbo!

Da approfondire ASAP!!!

SOLSTIZI COMARI E TAROCCHI

SOLSTIZI COMARI E TAROCCHI


Nei giorni scorsi mi si sono incrociati vari pensieri, partendo dal post di Gabriella sull’Acqua di San Giovanni ma anche sul rito del fuoco per diventare comari non nel senso che io avevo finora dato a questa parola.

Acqua e fuoco dunque.
Acqua e fuoco che secondo Cicerone non ci sono utili in più circostanze che l’amicizia.
Acqua e fuoco, due dei quattro elementi della vita.

L’acqua e il fuoco che i druidi definiscono Litha cioè luce della riva perché il fuoco, o meglio il sole, che ha raggiunto lo zenit ed è arrivato al suo punto massimo, si tuffa nelle acque, sulla spiaggia, nel punto d’unione tra terra e mare.

Del solstizio d’estate, che Alidada ha descritto magistralmente nel suo Spicchio di cielo, mi sono innamorata tanti anni fa leggendo Sarum di Edward Rutherfurd che partendo dall’era glaciale vede proprio la nascita di Stonehenge che nel mio immaginario va ben oltre lo status di “ringing rocks” ad esempio, e si riveste di mistero con quel retrogusto di leggenda che amo.

Ma tornando a Litha, vorrei riprendere un po’ il concetto di Samhain: momento in cui il velo tra i due mondi è più sottile, però spostando la contrapposizione tra “sopra e sotto” proprio come una celebrazione del contrario, che ovviamente io adoro. Non a caso Litha viene definito anche giorno fuori dal tempo.

In questo capovolgimento, è come se gli elementi fuoco e acqua ribaltassero i loro ruoli in una unione magica.
Una suggestiva immagine a rappresentazione di questa magia si concretizza nelle candele galleggianti.

Fuoco, acqua.
Falò e rugiada.
Flutti e fuochi.

Così Shakespeare nel suo Sogno di una notte di mezza estate ci descrive la risposta di una fata:
Sui boschi e sulle valli
nei boschi e nei roveti
sui parchi e sui recinti
per flutti e per fuochi,
della sfera della luna
più presta men vado.
E servo la Fata Regina,
irrorando di rugiada
le sue impronte sull’erba.

Fuoco, acqua.
Sole e luna.

E poi mi sono ricordata del consiglio che mi aveva dato QueenFaee Studio nei commenti qui. Dove sole e luna traggono ispirazione dalle carte dei tarocchi Visconti Sforza, tanto per rimarcare le curiose coincidenze, e il mio legame con il territorio …

Questo corto di Garrone per Dior incanta come il fluttuare magico delle stelle sotto alla meravigliosa volta del castello toscano di Sammezzano che esattamente come in rovesciamento sottosopra, le conduce a galleggiare nell’acqua della fontana.

 

Maria Grazia Chiuri ha voluto dare una rilettura ai tarocchi trasportandoli in una dimensione fiabesca ma anche artistica, nella quale i preziosi ricami e le trame ricercate dei tessuti danno vita a opere d’arte: quadri viventi, che non si lasciano soltanto osservare, ma trascinano in un percorso alla ricerca di risposte.

Il primo abito tra l’altro mi ha folgorata: foglie su pizzi, una sorta di commistione tra moda e natura che non a caso ho immediatamente trovato magica, e che mi ha fatto pensare in particolare all’albero della foto sotto al titolo, con il suo abito di edera, perché la Natura si veste meravigliosamente.

Ma forse quello che preferisco in assoluto è Le Pendu.

Tu a questo punto mi dirai “ma cosa c’entra tutto ciò’”

In realtà incrociando tradizioni, leggende e atmosfere fiabesche vorrei interpretare questa estate come una serie di carte che possono regalare una chiave di lettura che consenta il riappropriarsi della magia di sentirsi allineati al sole, pronti ad accogliere la luce.

E tu?
Cosa vedi o prevedi nelle tue carte?
Acqua, fuoco, o cos’altro?

P.S.: nei commenti la versione Keep Calm di Le Fou … ovvero una creatura sottosopra che vorrebbe essere una comare, che non tace come una cicala, che accumula come una formica e che sa essere pesante come una pietra, ma anche mooooolto più “sospesa” di Stonehenge laughing

CRUELLA: TÈ A REGENT’S PARK

CRUELLA: TÈ A REGENT’S PARK

La recensione professionale la trovi qui sul blog Matavitatau, io vorrei fare due chiacchiere, stavolta va bene con il tè, anzi tea at Regent’s Park.

E in particolare vorrei parlare della colonna sonora che ho trovato calzante e che per quanto mi riguarda ha assolutamente sottolineato tutta la visione donando un indiscutibile valore aggiunto.

La parte originale è stata curata da Nicholas Britell. Jamie Fisher sul New York Times  riporta un’intervista a Barry Jenkins che lo descrive minuziosamente. La frase che mi ha colpita è “… c’è una leggera atmosfera di Willy Wonka nel suo studio” e direi che ciò è cosa buona.

Poi però c’è tutto un lungo “repertorio” di citazioni che definire “degne di nota” è assolutamente riduttivo.

Time of the season: Estella arriva ai grandi magazzini Liberty, tra l’altro alcune scene sono state registrate nella location reale

 

Feeling good  di Nina Simone: Estella è felice perché alla baronessa è piaciuta la sua vetrina e vuole che lavori per lei.

La baronessa. Emma Thompson. In effetti è molto Miranda Priestly ma io ho rimpianto Charlotte di The boat that rocked alias I love radio rock.

Alla prima visione: quando Emma / Charlotte arriva sulla nave, l’effetto WOW per me è stato di gran lunga maggiore.

Tu mi dirai: e cosa c’entra? Nulla, in verità.
Ma io ci ho trovato elementi in comune tipo la musica, il periodo, la swinging London … e mi era sembrata molto più “baronessa” Charlotte, tu però correggimi sempre se sbaglio.

Anzi, mi lascio correggere direttamente da lei che ha dichiarato che questi sono alcuni dei brani più belli di tutti i tempi I arrive to the sound of The Doors … which I never arrived to any cooler soundtrack.”

Rimanendo sul tema look mi sono chiesta come sia nata la scelta di Florence + The machine dato che Florence Welch stessa ha evidenziato le sue affinità:
“Sono sempre stata interessata ai vestiti e la moda mi è sembrata uno sbocco per la creatività, vestirsi, per me, è sempre stato una sorta di autorealizzazione dello spirito interiore. Sento che è un modo per indossare l’anima di te al di fuori di te stessa”.

Florence rivela anche di usare i vestiti come una sorta di “armatura” per proteggersi mentre la sua carriera si espande. Proprio come Cruella usa la moda.

Altra grande Donna che ha fatto moda, ma che soprattutto ha fatto storia: Debbie Harry con One way or another  infatti, come ho già scritto, ribadisco che dovremmo prendere esempio.

Così come vale sempre il concetto di These boots are made for walking di Nancy Sinatra forse scontatamente necessaria, in senso positivo ovviamente.

Meno prevedibili invece sono I love Paris di Georgia Gibbs e Peraphs, peraphs, peraphs di Doris Day.

La versione di Whole lotta love di Tina Turner e Ike si adatta bene direi.
Anche se io devo riascoltare l’originale: tra l’altro recentemente è stata votata come il brano contenente il miglior riff di chitarra di sempre

E dato che siamo in argomento classifiche, ricordo la versione Maneskin di I wanna be your dog, tenendo a sottolineare come la BBC abbia pubblicato il loro “storming” nelle classifiche inglesi, che è tanta roba per come generalmente viene considerata la musica italiana.

Lo so, mi sono già dilungata parecchio e non ho nemmeno citato Stone Cold Crazy, Hush, o Sympathy for the devil. E ancora non avrei concluso, in effetti ci vorrebbero singoli post dedicati perché è più forte di me: non so essere breve laughing

È vero che si era detto che questo sarebbe stato un tè anziché il solito caffè, ma mi impongo di lasciare spazio ai tuoi commenti perché sono curiosissima di conoscere le tue preferenze, anche se Cruella direbbe: “I’m just getting started, darling …”

STEPHEN KING: THE OUTSIDER

STEPHEN KING: THE OUTSIDER

È passato molto tempo da quando ho spedito il primo libro per questo piccolo progetto bookcrossing ma tra una cosa e l’altra i miei tempi si dilatano … laughing

Non so se hai già letto il concetto in bio: nella speranza che possa sembrare una buona idea anche a te, se ti può interessare il libro che trovi nella sezione non devi far altro che farmi sapere dove recapitarlo. Non chiedo nulla in cambio per me, ma proporrei di usare la formula del film “Un sogno per domani”: mi piacerebbe che a tua volta passassi un favore a qualcun altro. Grazie.

Come seconda proposta ho pensato a Stephen King.
The outsider.

Faccio una premessa: HBO ha prodotto una serie

e per rimanere nel mio modo di fare le cose al contrario, nonostante anche in questo caso sia stato involontario, ho visto prima la serie.

Verrebbe quindi da pensare: libro rovinato, conoscendo già la storia … e invece mi è piaciuto molto.

Va da sé che in generale mi piacciono i libri di Stephen King, ma sono davvero contenta di averlo letto, non foss’altro anche solo per scoprire la vera Holly Gibney.

A questo proposito trovo singolare la coincidenza perché esattamente come per Abra di Doctor Sleep anche la versione cinematografica di Holly mi ha lasciata perplessa: entrambe troppo diverse da come le ha pensate l’autore.

Per questo motivo sono felice di aver conosciuto la Holly Gibney del libro: un personaggio particolarmente ricco di contraddizioni. Motivo per cui probabilmente ho avvertito una certa affinità …

Ma i riferimenti alle riflessioni scaturite dopo la lettura di Doctor Sleep non finiscono qui!

Incredibilmente a pagina 270 trovo la seguente parte di dialogo, ed è proprio Holly a parlare: Ho visto Orizzonti di gloria almeno una decina di volte. È uno dei film migliori di Kubrick. Molto più bello di Shining e di Barry Lyndon secondo me. D’altronde, era parecchio più giovane quando l’ha girato. Per come la vedo io, gli artisti giovani sono molto più propensi a correre dei rischi.”

Che dire?
Stephen King: The Outsider … molto più di un titolo.

Io sorridevo da sola mentre leggevo immaginandolo ideare questo suo ulteriore modo di ribadire il concetto che avevo già descritto qui: a beautiful car with no engine.”

Spero invece che il bookcrossing e il passa un favore si mettano in moto, che ne dici?

È TEMPO DI UN ALTRO SONDAGGIO POIROT

È TEMPO DI UN ALTRO SONDAGGIO POIROT

 

Per fortuna mi è stato segnalato in tempo e per questo ringrazio: altrimenti mi sarei persa la visione di John Malkovich nei panni di Hercule Poirot.

Tu lo hai visto?
È andato in onda su Paramount come La serie infernale: una serie BBC dal titolo originale ABC murders basata sull’omonimo libro di Queen Agatha Christie.

Innanzitutto la prima grande modifica è la rimozione del Capitano Hastings a favore dell’introduzione dell’ispettore Crome interpretato nientemeno che da Rupert Grint.

Ma forse sono i riferimenti al passato di Poirot che sfociano in un finale “davvero spiazzante” (cito testualmente) a stridere maggiormente rispetto al personaggio che abbiamo imparato a conoscere attraverso i libri.

In realtà l’atmosfera stessa è completamente virata in dark e di per sé stessa mi piace.

Il problema è che io non ho avuto la sensazione di “vedere” un mistero di Agatha Christie.

Però so benissimo di non essere sufficientemente lucida e obiettiva sull’argomento, per cui chiedo a te: cosa ne pensi?

A me il Poirot di John Malkovich è sembrato ripiegato su sé stesso, non c’è la famosa boria del suo essere belga, non ci sono i caratteristici pince-nez ne il portamento che ho sempre immaginato.

Vero è che le espressioni che John Malkovich riesce a regalare sono molto adatte a questa dimensione più intima e umanamente introspettiva.

Una cosa è certa: va rilanciato il sondaggio sul Poirot preferito includendo questa nuova versione. O no?

FOLLETTO ROSSO

FOLLETTO ROSSO

Da pessima ricercatrice, purtroppo non sono riuscita a scovare una perla che avrei voluto mostrarti: mi è tornata in mente sentendo parlare un po’ ovunque del set di House of Gucci.

Ridley Scott sta girando in Italia tra Gressoney, Milano e Como e impazzano le indiscrezioni sul cast che vanta una notevole rosa di personaggi: Lady Gaga, Adam Driver, Al Pacino, Jared Leto e Jeremy Irons …

Io però vorrei soffermarmi su Patrizia Reggiani: leggendo che si è indispettita per non essere stata contattata da Lady Gaga, ho immediatamente ripensato all’intervista durante la quale avevo avuto modo di conoscerla in tutta la sua risoluta personalità.

13 novembre 1993: una delle ospiti di Harem è proprio Patrizia Reggiani e Catherine Spaak, con quel suo tocco di perfidia celato sotto al sorriso, la intervista in particolare riguardo alla separazione.

Patrizia Reggiani racconta di come Maurizio Gucci la abbia notata durante una festa come un “folletto rosso” per via del suo vestito, e aggiunge di avergli inizialmente fatto credere di essere la figlia di un “camionista” salvo poi specificare che il padre aveva una importante azienda di trasporti.

Ricordo uno dei commenti di Catherine Spaak: “io avrei continuato ad essere la figlia del camionista ancora un po’…”

Ma il crescendo arriva quando la Spaak chiede “ha già avuto tot soldi, la casa qui, la barca là … non le basta?”

Risposta: “il patrimonio Gucci è stato valutato xxx, lei che ne dice?”

Ecco, ovviamente non rammento le cifre o i dettagli, ma la frase di risposta e il tono del “lei che ne dice” mi sono rimasti impressi come se li avessi sentiti ieri.

E li ho immaginati come una cornice alle dichiarazioni contro chi la interpreterà sul grande schermo.

Tengo a precisare, però promettimi di non bannarmi per questo, che a me Lady Gaga non piace … ecco, l’ho detto.
Parlo della cantante, perché non ho visto A star is born e dunque non mi pronuncio sulla recitazione, che peraltro è stata osannata da tutti.

Ma incontrare la persona che si dovrà interpretare non è la regola.
Ricordi esempi in proposito?

La visione del film ci darà l’ardua sentenza …

A proposito di visioni, nel caso in cui tu, che non hai tutte le mie primavere, non abbia mai visto Harem, ti consiglio di recuperarne qualche spezzone: ai tempi le interviste di Catherine Spaak hanno regalato varie chicche, facendo conoscere un po’ più in dettaglio un variegato parterre di personaggi.

Trovi una selezione qui

Se invece vuoi farti una idea personale su Patrizia Reggiani, puoi rivedere l’intervista di nostra signora Franca Leosini per Storie Maledette

E, in caso, come sempre: correggimi se sbaglio.

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