STILL WATER
Still water comunemente indica acqua naturale, ma letteralmente significa acqua ferma.
Possiamo rendere le nostre menti così simili all’acqua immobile che gli esseri si radunano intorno a noi per vedere, forse, le proprie immagini e vivere così per un momento con una vita più chiara, forse persino più intensa, grazie alla nostra quiete.
William Butler Yeats
Stillwater è anche il nome di una località negli Stati Uniti che ha ispirato il titolo di un film del 2021 con Matt Damon e Abigail Breslin.
La ragazza di Stillwater.
Lo hai visto?
Come è chiaramente mostrato già dal trailer, si tratta della storia di un padre che arriva in Francia da Stillwater, appunto, per aiutare sua figlia che si trova in carcere.
All’uscita del film Amanda Knox sollevò una pesante polemica scrivendo:
Il mio nome mi appartiene? Il mio volto? E la mia vita? La mia storia? Perché il mio nome è associato a eventi in cui non ho avuto alcun ruolo? Torno su queste domande perché altri continuano a trarre profitto dal mio nome, dal mio volto e dalla mia storia senza il mio consenso. Di recente, il film #STILLWATER

Lecito? Certo.
Io ho visto il film e sinceramente non ho notato correlazioni o riferimenti, a parte il fatto che una ragazza americana fosse in carcere.
Inoltre la vicenda del film rivela un colpo di scena inaspettato e francamente il fatto che Amanda Knox ribadisca con forza che si tratta della sua storia mi stupisce, perché ciò porta a una considerazione ben precisa.
Sai che non racconto mai dettagli che possono risultare spoiler, ma nel caso tu lo abbia visto mi farebbe piacere conoscere il tuo parere.
A prescindere da ciò, è accaduto di nuovo.
Recentemente è uscito The Rip: il nuovo film con Ben Affleck e Matt Damon, che lo stanno promuovendo.
Durante l’intervista per il suo podcast, Joe Rogan domanda ai due attori il loro parere sulla Cancel Culture.
Definizione di Cancel Culture: atteggiamento di colpevolizzazione, di solito espresso tramite i social media, nei confronti di personaggi pubblici o aziende che avrebbero detto o fatto qualche cosa di offensivo o politicamente scorretto e ai quali vengono pertanto tolti sostegno e gradimento.
In poche parole: gogna mediatica per ottenere l’oblio.
La conosciamo bene, vuoi citare qualche esempio tu?
Matt Damon risponde esprimendo il proprio parere:
Scommetto che alcune di quelle persone avrebbero preferito andare in prigione per 18 mesi o giù di lì, per poi uscire e dire: ‘Ho pagato il mio debito. Abbiamo chiuso. Possiamo chiuderla qui?’ Il problema è che quando vieni messo alla gogna in questo modo, pubblicamente, non finisce mai. Ti seguirà fino alla tomba.
Innanzitutto è un parere.
E parla di carcere per indicare il luogo dove pagare il proprio debito. È anche un concetto forte, indubbiamente, proprio per rafforzare il paragone rispetto alle conseguenze della Cancel Culture.
Ma Amanda Knox si è nuovamente sentita in dovere di attaccare Matt Damon stavolta scrivendo:
Un’altra cosa per la quale Matt Damon avrebbe potuto consultarmi prima di renderla pubblica.

Mah … quindi Matt Damon dovrebbe consultare lei prima di ogni cosa?
Mi verrebbe da dire che l’acqua da ferma è diventata stagnante.
Ormai lo sai, ogni tanto ripeto la frase di Evelyn Beatrice Hall.
Sono troppo severa nei confronti di Amanda Knox?
Forse, dimmelo tu.
Oppure è solo l’ennesimo caso di “purché se ne parli?”
Il 26 gennaio esce un documentario Mouth of the Wolf: Amanda Knox Returns to Italy a cura di Amanda Knox, girato durante il suo ritorno in Italia, in Umbria, dove ha nuovamente incontrato Giuliano Mignini che coordinò le indagini sul delitto di Meredith Kercher.



















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