COFFEE CLUBBING

COFFEE CLUBBING

Coffee clubbing è la nuova tendenza dell’house clubbing definita soft clubbing.

Ovvero?

Ovvero nuovi orari per ascoltare musica con tanto di dj set e stare insieme.

Un po’ il “sottosopra” se vogliamo …

Niente più ore piccole: ci si ritrova la mattina!

Per alcuni è fattibile anche durante la settimana, se si ha margine prima che la giornata inizi, ad esempio dalle sette alle nove, diversamente la domenica.

Easy.

Pare che la ricerca dell’origine ci conduca al nord.

Per esempio su questo profilo @copenhagenfrow puoi trovare una serie di foto molto carine che rappresentano il concetto: gente stilosa, look molto trendy e sofisticati, ritratti davanti a vari caffè.

Ma ovviamente Milano non è da meno.

Qui c’è qualche appuntamento.

Tu che ne pensi?
Parteciperesti a uno di questi happy hour in versione “cappuccino e brioche?”

Ti ricordi di quando abbiamo chiacchierato a proposito dei vari tipi di colazione da cinema? 

Ora possiamo aggiungere anche la versione musicale.

IL RUMORE DEI TUOI PASSI

IL RUMORE DEI TUOI PASSI

Il rumore dei tuoi passi di Valentina D’Urbano edito da Longanesi è un’altra delle letture che ci consiglia Monica.

Il titolo farebbe pensare a un romanzo rosa in stile Nicholas Sparks, invece si tratta di un libro a tinte ben diverse che si delineano fin dall’inizio.

I gemelli, ci chiamavano.”

Queste sono le prime parole.

I gemelli non sono nati nello stesso nucleo familiare, ma si trovano a crescere nello stesso posto.

Ti è mai capitato di pensare alla fortuna di nascere in un luogo piuttosto che in un altro?
Alla fortuna di nascere in una famiglia amorevole?

I gemelli crescono dove l’infanzia non ha spazio, eppure è proprio quello stesso destino che permette di udire il rumore di quei passi …

Passi che diventano imprescindibili, fondamentali, anche odiosamente necessari.

Alcuni sentimenti viscerali possono persino diventare feroci e nulla li può spezzare.

Nemmeno l’epilogo di un libro destinato a lasciare il lettore con una domanda senza risposta

Tra i temi trattati quello più doloroso da ripercorrere per me è stata la dipendenza

Il tentativo di sfuggire al dolore è ciò che crea più dolore.”
Gabor Maté

Pensi che questa frase sia veritiera?

I dolori da cui sfuggire sono innumerevoli e diversi tra loro.

Io avevo sempre pensato che fosse facile per chiunque capire, avere cura di sé stessi, smettere.

Ma mi sbagliavo.

STILL WATER

STILL WATER

Still water comunemente indica acqua naturale, ma letteralmente significa acqua ferma.

Possiamo rendere le nostre menti così simili all’acqua immobile che gli esseri si radunano intorno a noi per vedere, forse, le proprie immagini e vivere così per un momento con una vita più chiara, forse persino più intensa, grazie alla nostra quiete.
William Butler Yeats

Stillwater è anche il nome di una località negli Stati Uniti che ha ispirato il titolo di un film del 2021 con Matt Damon e Abigail Breslin.

La ragazza di Stillwater.

 

 


Lo hai visto?

Come è chiaramente mostrato già dal trailer, si tratta della storia di un padre che arriva in Francia da Stillwater, appunto, per aiutare sua figlia che si trova in carcere.

All’uscita del film Amanda Knox sollevò una pesante polemica scrivendo:
Il mio nome mi appartiene? Il mio volto? E la mia vita? La mia storia? Perché il mio nome è associato a eventi in cui non ho avuto alcun ruolo? Torno su queste domande perché altri continuano a trarre profitto dal mio nome, dal mio volto e dalla mia storia senza il mio consenso. Di recente, il film #STILLWATER

 

Still water


Lecito? Certo.

Io ho visto il film e sinceramente non ho notato correlazioni o riferimenti, a parte il fatto che una ragazza americana fosse in carcere.

Inoltre la vicenda del film rivela un colpo di scena inaspettato e francamente il fatto che Amanda Knox ribadisca con forza che si tratta della sua storia mi stupisce, perché ciò porta a una considerazione ben precisa.

Sai che non racconto mai dettagli che possono risultare spoiler, ma nel caso tu lo abbia visto mi farebbe piacere conoscere il tuo parere.

A prescindere da ciò, è accaduto di nuovo.

Recentemente è uscito The Rip: il nuovo film con Ben Affleck e Matt Damon, che lo stanno promuovendo.

Durante l’intervista per il suo podcast, Joe Rogan domanda ai due attori il loro parere sulla Cancel Culture.

Definizione di Cancel Cultureatteggiamento di colpevolizzazione, di solito espresso tramite i social media, nei confronti di personaggi pubblici o aziende che avrebbero detto o fatto qualche cosa di offensivo o politicamente scorretto e ai quali vengono pertanto tolti sostegno e gradimento.

In poche parole: gogna mediatica per ottenere l’oblio.

La conosciamo bene, vuoi citare qualche esempio tu?

Matt Damon risponde esprimendo il proprio parere:
Scommetto che alcune di quelle persone avrebbero preferito andare in prigione per 18 mesi o giù di lì, per poi uscire e dire: ‘Ho pagato il mio debito. Abbiamo chiuso. Possiamo chiuderla qui?’ Il problema è che quando vieni messo alla gogna in questo modo, pubblicamente, non finisce mai. Ti seguirà fino alla tomba.

Innanzitutto è un parere.

E parla di carcere per indicare il luogo dove pagare il proprio debito. È anche un concetto forte, indubbiamente, proprio per rafforzare il paragone rispetto alle conseguenze della Cancel Culture.

Ma Amanda Knox si è nuovamente sentita in dovere di attaccare Matt Damon stavolta scrivendo:
Un’altra cosa per la quale Matt Damon avrebbe potuto consultarmi prima di renderla pubblica.

Still water


Mah … quindi Matt Damon dovrebbe consultare lei prima di ogni cosa?

Mi verrebbe da dire che l’acqua da ferma è diventata stagnante.

Ormai lo sai, ogni tanto ripeto la frase di Evelyn Beatrice Hall

Sono troppo severa nei confronti di Amanda Knox?

Forse, dimmelo tu.

Oppure è solo l’ennesimo caso di “purché se ne parli?”

Il 26 gennaio esce un documentario Mouth of the Wolf: Amanda Knox Returns to Italy a cura di Amanda Knox, girato durante il suo ritorno in Italia, in Umbria, dove ha nuovamente incontrato Giuliano Mignini che coordinò le indagini sul delitto di Meredith Kercher.

ANCHE BRIAN MAY NON CI DORME LA NOTTE

ANCHE BRIAN MAY NON CI DORME LA NOTTE

Sì lo so, questo non è molto keep calm, ma leggere che anche Brian May non ci dorme la notte mi ha fatto sentire un filo meno aliena.

Durante un’intervista per la presentazione del libro Islands in Infinity: Galaxies in 3-D back a Radio Times, Brian May ha parlato a cuore aperto manifestando uno stato d’animo nel quale personalmente mi ritrovo.

Mi sento scoraggiato dal mondo degli esseri umani.”

Mi tiene sveglio la notte. La crudeltà, l’ignoranza, le bugie, la riscrittura della storia. Penso che la comprensione e l’amore per l’arte e la musica rendano impossibile essere il tipo di persona che vuole uscire e essere crudele con gli altri.”

Direi che c’è di cui riflettere.

Viviamo in un’epoca di vuoto pneumatico? Di assenza di comprensione e amore per l’arte in tutte le sue forme?

Io questo non lo so, ma è evidente che siamo più indirizzati alla distruzione piuttosto che alla creazione.

C’è così tanta sofferenza nel mondo, perché dovremmo volerla aumentare?”

Ecco, ottima domanda.

Perché?

Perché non dire basta?

Abbiamo perso la capacità di discutere e rispettare il punto di vista degli altri, abbiamo una polarizzazione terribile.”

Una polarizzazione e aggiungerei forme croniche di individualismo ed egoismo.

Se le persone passassero più tempo a guardare le stelle e a fare musica, niente di tutto questo sarebbe possibile.”

Utopia

Purtroppo sì, però lo sai che io tengo molto al concetto del rivedere le stelle.E tu? Dormi la notte?

LA LEVATRICE

LA LEVATRICE

Sono molto grata a Monica per la lettura di La Levatrice di Bibbiana Cau edito da Nord.

L’autrice, dal nome piuttosto singolare, è al suo esordio letterario ma soprattutto ha lavorato per molti anni come ostetrica.

Questo aspetto a mio avviso emerge forte e chiaro dalla lettura, non tanto per la cognizione di causa quanto per la sensibile visione rispetto al valore della vita.

Il cognome invece ci porta dritti in Sardegna trasportandoci nel tempo ma anche nella natura preziosa e spontanea, ricca di profumi, fiori e piante del tutto caratteristici.

La Levatrice ci mostra la guerra dal lato che non si vuole mai mostrare.

La Levatrice ci mostra anche la condizione della donna e la contrapposizione tra posizioni opposte e antagoniste composte da ambivalenze fatte di lati oscuri e sete di giustizia allo stesso tempo.

Triste denominatore comune: gli ostacoli che le donne, ognuna all’interno della propria generazione, incontrano ogni volta che si battono per sconfinare dagli ambiti all’interno dei quali sono relegate.

Mi complimento con l’autrice perché questo libro scuote, alcuni passaggi sono durissimi, sebbene il buio non possa mai calare sulla forza dell’amore vero e puro.

Tante sono le riflessioni che tuttora conservo tra i miei pensieri.

Se lo hai letto, o lo leggerai, mi farà piacere conoscere le tue impressioni.

Nel frattempo, a proposito di ostetricia, cosa ti è stato raccontato sulla tua nascita?Io sono homemade 🙂 già sai …

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