REY ENIGMA

REY ENIGMA

Rey Enigma, Re Enigma, di sé stesso dice di essere uno scacchista professionale che ha dedicato gran parte della sua vita al “meraviglioso mondo degli scacchi.”

Penso che per essere campioni di scacchi occorra una mente geniale, ma il colpo di genio di Rey Enigma è stato pensare di celare la propria identità.

Il Re misterioso infatti è disponibile a giocare con chiunque voglia sfidarlo, ma appare in pubblico sempre e soltanto completamente mascherato.

Questo aspetto, unito alla sua abilità, contribuisce a renderlo un personaggio nonostante, per sua stessa ammissione, richieda un enorme sacrificio e una metodica e minuziosa attenzione costante.

Dunque di Rey conosciamo la voce, e sappiamo che gli scacchi per lui sono una missione: Re Enigma, ha creato ChessEnigma una piattaforma che offre la possibilità di esercitare ed affinare l’abilità nel gioco degli scacchi attraverso corsi pratici.

Tu sai giocare a scacchi?

A me viene immediatamente in mente la partita magica ne in Harry Potter e la pietra filosofale

Oppure l’episodio di Colombo, uno di quelli con Cane, tra l’altro

Anche se la partita a scacchi cinematografica per antonomasia è quella con la morte ne Il settimo sigillo.

Vuoi proseguire tu con altre citazioni?


Intanto io preparo il caffè da prendere con questi biscotti 🙂

LE MANI RACCONTANO

LE MANI RACCONTANO

Le mani raccontano è una esposizione organizzata a cura dell’associazione Arte in Vigevano

Come puoi vedere dalla copertina del catalogo della mostra, vengono ritratte le mani delle artiste, mani che sono espressione del femminile come arte presso la seconda scuderia del Castello Sforzesco di Vigevano.

L’introduzione è di Edoardo Maffeo.

Le mani raccontano arte espressa in modi diversi tra loro arrivando comunque a comunicare un elemento comune: la passione.

Le mani che raccontano la creatività delle donne.

Le mani che raccontano sono quelle di dieci donne del pavese:

Samantha Bonanno

Antonietta Bussi

Luciana Casatti

Loretta Dell’Acqua

Laura Dell’Erba

Diana Dent

Carla Gioetto

Rosy Mantovani

Chiara Sidoti

e Rita Viarenghi, artista e organizzatrice dell’evento.

 Seguo Samantha Bonanno da tempo e ancora una volta sono rimasta incantata.

Le sue sono mani magiche, capaci di creare con la carta eteree suggestioni insieme a concrete emozioni.

Di sé stessa dice: “for me everything in life is Art.”

Questo è il suo Nubivago: voce dotta recuperata dal latino nubivagus, composto da nubes ‘nube’ e dal tema di vagari ‘vagare’ che vaga, vola fra le nubi; che ha la testa fra le nuvole.

Ed io ne sono innamorata.

IPSEITA’ invece rappresenta tutte le riflessioni fatte sull’affermazione di sé, come individuo unico e distinguibile.

Diventare se stessi è un viaggio che dura tutta la vita, e forse è questo che ai miei occhi è così affascinante.
Samantha Bonanno 

Le tue mani cosa potrebbero raccontare?

PEHI

PEHI

Pehi viene definita come rete di prossimità.

In che modo è “prossima” questa rete? Tu a cosa penseresti?

Ho trovato questa definizione:
le reti di prossimità
(le reti degli amici, dei vicini di casa, dei colleghi di lavoro …) rappresentano il potenziale di risorse relazionali al quale l’individuo di oggi può attingere per fronteggiare le sfide di una società sempre più complessa.

Pehi può forse avere a che fare con il lavoro, indipendentemente però dai colleghi e sicuramente non è una risorsa relazionale.

Pehi è un servizio, presentato durante Venditalia: Fiera del Vending che si è tenuta dal 15 al 18 maggio.

Vending ha a che fare con la distribuzione automatica: vending machines sono i distributori automatici, ai quali io associo immediatamente i distributori di caffè 🙂

Questo servizio è un progetto nato dalla collaborazione tra
Confida: Associazione italiana distribuzione automatica
e
Illimity gruppo bancario in qualità di PSP: Payment service provider.

Prestatore di servizi di pagamento in pratica corrisponde a cioè che ormai ci siamo abituati a conoscere come PagoPA ovvero i pagamenti elettronici della pubblica amministrazione.

Questa è la rete di prossimità: la possibilità di pagare attraverso i distributori automatici.

Tu cosa ne pensi?

Per farlo basta accedere alla “stessa app che si utilizza per le consumazioni” … app che sinceramente non sapevo esistesse, io per prendere il caffè sono perennemente a caccia di monete, tu?

Mi rendo conto che qui siamo in provincia … dimmi come sono i distributori da te.

Se hai la app, basta scansionare il QRcode e si paga “nel tempo di un caffè.”

Che ne dici?

Pehi si scrive con l’acca ma suona come il verbo pagare in inglese.

Do you pehi?

FROSTA

FROSTA

Frosta mi ha inviato due tipi di pasta da provare, questo è il secondo test dopo la granola

Avevamo già parlato di pasta a proposito del grano Senatore Cappelli,  la pasta che mi ha inviato Frosta è un piatto surgelato, pronta in pochi minuti.

Utilizzi mai piatti pronti, magari per motivi di tempo?

Sinceramente io ho la abitudine di cucinare la pasta nel modo tradizionale ma devo ammettere che prodotti di questo tipo, che Frosta immetterà sul mercato, sono veloci e pratici.

Bastano una padella e una manciata di minuti: è sufficiente vuotare il contenuto della busta e aggiungere un cucchiaio di acqua.

Ecco il risultato

Ti capita mai di consumare piatti pronti oppure prepari sempre rigorosamente solo alimenti fatti in casa?

Come sai, in me convivono tanti aspetti, per cui io credo che ci siano momenti per mattarello e nonna papera, ma anche giornate di inesorabile lotta per riuscire a stare dietro a tutto durante le quali è lecito concentrarsi su altre creazioni.

A te piace cucinare?

Ami inventare versioni personali, oppure sei rigorosamente tradizionale?

A proposito di ricette tipiche, qual è il piatto che identifica maggiormente la tua zona?

Noi qui in effetti siamo più nella terra del riso, ma credo di poter dire che la pasta risulta il piatto più comune.

Lo so, sto parlando di carboidrati, tasto dolente, un po’ croce un po’ delizia.

Inevitabile pensare a Emily ne Il diavolo veste Prada con la sua iconica frase “tu mangi carboidrati!”

E tu?
Preferisci “carboidrati” corti oppure gli spaghetti?

Mi racconti la tua ricetta?

 

HO CHIUSO CON TE

HO CHIUSO CON TE

Ho chiuso con te, Guida Editori è il libro per il quale ringrazio molto Manuale di Mari e l’autrice: Emanuela Esposito Amato.

Ho chiuso con te è una frase che ci porta immediatamente a pensare a qualcosa di perentorio, a un epilogo infelice e rabbioso, eppure il libro apre molte riflessioni.

La prima “riflessione” è letteralmente speculare: le protagoniste del libro sono due gemelle legate da una promessa.

Due sorelle, unasolacosa.

Una sola cosa proprio come i due lati contrapposti della stessa anima: il bene e il male, lo Yin e lo Yang, la Motown e il Metal.

Anche tu hai una contrapposizione dentro o fuori?

Mi viene spontaneo pensare a Escher

Maurits Cornelis Escher, Vincolo d’unione, Aprile 1956. Litografia, 25,3×33,9 cm, Olanda, Collezione Escher Foundation All M.C. Escher works © 2021
The M.C. Escher Company The Netherlands. All rights reserved

Siamo in errore quando crediamo di essere nel vero e viceversa.
Thomas Bernhard

A proposito di ciò che è vero, l’autrice, prima di raccontare la storia, cita una frase di Oscar Wilde:

È davvero così? Tu ti senti te stesso sempre comunque e ovunque?

Esiste una persona al mondo che ti conosce veramente fino in fondo?

Emanuela Esposito Amato che proprio in questi giorni sta partecipando a Il salone internazionale del libro di Torino, ha dedicato il libro a suo fratello.

La sua dedica mi ha posto immediatamente sulla sua lunghezza d’onda perché anche io penso che “il mi” fratello sia un GRANDE fratello.

Tu hai fratelli o sorelle? Che tipo di legame hai, se posso chiederlo?

Molto spesso capitano storie di incomprensioni fraterne, litigi, rotture … di “ho chiuso con te.”

Ma sarà davvero questo il punto focale del libro?

Lascio al lettore la scoperta.

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