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Surveillance pricing può essere tradotto come prezzo di profilazione.
Il surveillance pricing nasce dall’utilizzo dell’algorithmic pricing per applicare il dynamic pricing.
Se il prezzo dinamico è una pratica in vigore da tempo, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale permette di applicarlo su larga scala, calibrando in maniera estremamente mirata.
Come? Attraverso tutte le informazioni che noi quotidianamente mettiamo a disposizione per lo studio dei nostri comportamenti: gusti, ricerche, abitudini e anche capacità di spesa.
Sono i dati personali a fissare i prezzi in base all’importo che un’azienda ritiene che il singolo consumatore sia disposto a spendere.
Massimizzando potenzialmente i profitti.
Quindi, se prima eravamo rassegnati all’idea che il costo dei voli aerei lievitasse in determinate date, ora accade che il costo di un volo possa aumentare soltanto per noi, se lo cerchiamo con urgenza.
Non so tu, ma io più che la legge della domanda e dell’offerta ci vedo il ricatto, esagero?
E mentre i legislatori studiano la possibilità di vietare l’uso di questa pratica, noi continuiamo a non accorgerci che la merce siamo noi.
Galeotta fu la risposta al tweet di un consumatore che si lamentava con la compagnia aerea JetBlue dopo l’aumento spropositato del prezzo del biglietto.
Il cliente in questione necessitava di volare per poter partecipare a un funerale.

La risposta del servizio clienti, successivamente cancellata, oltre alle condoglianze riporta un consiglio:
eliminare i cookies vuotando la cache
oppure
navigare in incognito.
Ne è nata una class action ma la questione a mio parere è ben più inquietante.
Tu cosa pensi di queste esperienze di acquisto personalizzate?
La Federal Trade Commission ha annunciato di aver avviato una consultazione pubblica su una dichiarazione di politica di applicazione relativa alla tariffazione personalizzata.
Il pubblico avrà tempo fino al 18 settembre 2026 per inviare commenti per via elettronica.
Considerando invece la questione dal lato opposto: ti piace mercanteggiare per ottenere prezzi inferiori?
È tua abitudine chiedere sconti?
In effetti per alcuni la contrattazione è imprescindibile, ma così dove stiamo andando?



E se andava in una agenzia di viaggi?
Eh! Avrebbe risolto.
Grazie Allegro per questa considerazione: all’inizio abbiamo avuto l’illusione che tutto questo “fai da te” fosse libertà e risparmio di soldi e tempo, ma non è così.
È senz’altro un ricatto.
Sono personalmente contenta se la UE mette dei paletti (di cui le big tech si lamentano) o commina multe alle aziende che usano queste pratiche spregiudicate!
Grazie Luisella,
Auguriamoci che gli interventi in questo senso siano tempestivi ed efficaci e che non diventi il classico “chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati” come i dice il proverbio.
I cookies ormai sono da mettere in conto, per questo ogni sera, prima di chiudere il pc, cancello la cronologia, comprese cache, cookie e ricerche. Quando cercavo materiale per la rubrica sulle locandine, ovviamente cercavo locandine di vario tipo per effettuare screenshot, e tu non hai idea di quante offerte ricevevo da ebay di locandine in vendita… Ma questo è abbastanza normale; quello che mi ha sconvolto è quello che è successo a mia figlia: non ha fatto ricerche in rete di nessun tipo, ma ha semplicemente parlato col marito di fare un viaggio in Irlanda. Erano a tavola ed è uscito il discorso di fare una vacanza in Irlanda visto che non ci erano ancora stati. Quello stesso pomeriggio tutti e due hanno ricevuto sul proprio cellulare offerte promozionali di viaggi in Irlanda. Io lo trovo molto inquietante, considerando che non hanno Alexa, né altre diavolerie del genere.
Cara Raffa, da te imparo sempre e in questo caso dovrei davvero imparare l’abitudine di vuotare la cache, cosa che per me rimane tra i misteri da risolvere.
L’episodio di tua figlia è inquietante, oltre che orwelliano. Mi auguro almeno che poi il viaggio in Irlanda da progetto sia diventato realtà. Un sogno, per me.
Sì, hanno concretizzato per fortuna, ma senza usare internet. E’ un episodio che mi ha dato molto da pensare.
Sono contenta immaginando i meravigliosi ricordi che sicuramente hanno dell’Irlanda.
Per quanto riguarda l’accaduto devo dire che è rimasto molto impresso anche a me.
Purtroppo ne ho sentiti altri quando lo racconto. Non è così isolato.
La privacy è estinta come i dinosauri..,.
Troppo tardi per l’indovinello: punto di non ritorno 😉
È allarmante (e disgustoso), ma non mi stupisce più di tanto. Siamo noi la merce, se il servizio è gratis. Dobbiamo stare attenti a non pubblicare dati personali, fotografie personali, noi in luoghi dove siamo stati e attività varie che facciamo. In Rete c’è una sola mia foto, associata al mio nome, vecchia e sfuocata, sul profilo Facebook, negli altri social ho un account che non uso. Il blog è evidentemente associato a un nickname. Eppure sono profilata, in base alle mie richieste. L’AI non perdona. Ciao e scusa la lunghezza del commento, ma è un argomento che mi tocca.
Benvenuta Pensierini!
Non ti devi assolutamente scusare per la lunghezza! Anzi, sentiti proprio nel posto giusto: non sono telegrafica neanche io 😉 🙂
E nemmeno io amo pubblicare foto di me stessa, ancor prima dei problemi di privacy non mi piacciono mai.
Ciò che mi piace invece è il lato positivo delle connessioni che offre il web anche se è un tantino in via di estinzione, ovvero la possibilità di contattare persone lontane nello spazio o di ritrovare persone lontane nel tempo, ma anche l’ooportunità di conoscere persone che nella vita reale non avrei mai incontrato.
Non so stringere amicizia con l’AI però.
Se si fosse onesti non ci sarebbe bisogno di mercanteggiare ma sappiamo bene che non è così, quindi se può servire per spendere meno si fa’ anche quello. Del resto bisogna contattare anche con le banche, i gestori telefonici ecc. Quindi….
Ma piuttosto come sta tuo marito, come vanno le cose?
Hai ragione cara Silvia! Ormai è una giungla di contrattazioni in tutti gli ambiti e un “far west” senza regole di aumenti selvaggi.
Se si fosse onesti, come dici, non sarebbe così.
Io sono un tantino esausta di tutto ciò, se posso dirlo.
Massimo sta bene, GRAZIE!
La tac ha mostrato un buon risultato e siamo davvero contenti.
Ti abbraccio fortissimo,
Non sono capace di mercanteggiare, quindi nemmeno mi pongo nella condizione di. Ormai non mi stupisco più di niente, non esiste un’etica, una regola di correttezza, sembra che tutto sia lecito per approfittare dell’altro, e non importa se l’altro è debole, o giovane (vedi i problemi dai social)
A volte sono persino contenta di essere vicina alla fine della vita, lontana dal mercato tutto, dalle tentazioni e dalle sollecitazioni, ma ho una discendenza per la quale mi preoccupo
La cosa che mi intristisce di più è che la mia generazione, che ha lottato fortemente per uguaglianza, pace, fraternità, è stata completamente sopraffatta da egoismo, individualismo, indifferenza ….
Paola ciò che aggiungi è estremamente importante.
Mi trovi totalmente concorde nel dire che si sta facendo scempio di tante conquiste fatte in passato.
Purtroppo è come se non ci fossero più etica, serietà, valori, anche dignità.
Mi sento sopraffatta e stanca anche io e condivido la tua preoccupazione per i giovani, ai quali lasciamo uno scenario totalmente disastroso.
Un abbraccio
La parte più interessante è il commento sull’Irlanda, non tanto perché dimostra che un telefono ascolti una conversazione — una coincidenza, per quanto singolare, non è una prova — quanto per la possibilità che ci sia qualcosa di ancora più inquietante.
Per sapere che potresti voler andare in Irlanda, un sistema non ha necessariamente bisogno di sentirti dire «andiamo in Irlanda»: può essere sufficiente che sappia chi sei, cosa cerchi, cosa compri, dove ti muovi, con chi hai rapporti e come si comportano persone che hanno caratteristiche simili alle tue. A quel punto non deve più ascoltare quello che hai appena detto, perché può arrivarci prima.
A questo punto la profilazione cambia natura: non si limita più a registrare i nostri comportamenti, ma cerca di anticiparli. Siamo abituati a pensare alla pubblicità come a una risposta a un nostro desiderio: cerco qualcosa e mi viene proposta quella cosa. Ma se un sistema riesce a prevedere un desiderio prima ancora che io lo abbia formulato, la direzione si rovescia. Non sono più io a dire alla macchina ciò che voglio; è la macchina che, sulla base di ciò che sa di me, prova a stabilire ciò che probabilmente vorrò.
Dove finisce la previsione e dove comincia l’influenza? Perché se mi proponi un viaggio in Irlanda dopo che ho deciso di andarci, hai semplicemente intercettato un desiderio. Se me lo proponi prima che io abbia deciso, forse quel desiderio non lo hai soltanto intercettato: potresti aver contribuito a farlo nascere, qualcosa di più … dell’idea di un telefono che ci ascolta.
Quello prima o poi lo puoi spegnere, ma cosa succede quando non ha più bisogno di ascoltarti perché ha imparato abbastanza bene ad anticiparti?
Non so se voglio rispondere alla tua domanda perchè le ipotesi sarebbero alquanto inquietanti.
La cosa che mi viene da dire è: restiamo umani.
Abbiamo margine per sbagliare, persino nel desiderare, non perdiamo ciò che è assolutamente prezioso.
Sono assolutamente incapace di trattare sul prezzo, persino al mercatino rionale… È più forte di me. Per il resto, credo che la storia dei cookies sia una frode bella e buona. Avevano detto che sarebbe stato possibile rifiutarli, ma molti siti se rifiuti i cookies non ti fanno accedere ai contenuti.
Infatti! Questo rende piuttosto bene l’idea del valore che possono avere i dati personali.
Come te sono incapace di trattare, e proprio qualcosa che non mi appartiene.
Bene! Questa è la cosa più importante, sempre avanti!❤️
GRAZIE di cuorissimo Silvia!