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Cuore di corallo edito da Giunti è scritto a quattro mani: le autrici sono Marosella di Francia e Daniela Mastrocinque.
Il cuore di corallo rappresenta il fulcro della storia narrata, è creato dalla nipote che lo dona alla nonna.
A sua volta poi la nonna lo donerà alla bis-nipote, fino a che il cuore di corallo ritornerà all’origine.
Anche in questo libro, quasi consecutivamente rispetto alla lettura precedente, ho trovato una precisa descrizione rispetto alla momentanea quanto tragicamente fallace felicità vissuta l’8 settembre 1943, giorno dell’armistizio.
Terribile.
Quanti, troppi cuori spezzati
Ma direi che soprattutto questo libro parla di errori.
Errori figli di attimi in cui il destino cala a sorpresa, figli di esitazioni, di decisioni sbagliate, di mancanza di coraggio, di troppo altruismo.
Errori che deviano il corso di intere esistenze.
Errori pronti a presentare il conto pesante di conseguenze e sofferenze.
Quanto si può sbagliare in un momento?
Ho poi avuto modo di scoprire la tradizione delle corallare di Torre del Greco.
Tu la conoscevi?
Hai mai avuto un cuore di corallo?
La natura meravigliosamente ci regala tanti tipi di cuore.



Io ne ho uno a forma di sasso, donatomi da Monica, così come questa lettura.
E tu?




Non so nulla della lavorazione del corallo e mi incuriosisce molto. Bello il sasso a forma di cuore!
Al sasso tengo tantissimo anche io!
E non conoscevo il corallo di Torre del Greco quindi da ignorante il mio primo pensiero è stato: “il corallo anche no!”
Invece, cito testualmente:
“Molto spesso ci troviamo ad affrontare questa distizione, a causa un pò dalle scarse informazione, ed un pò dalla voluta disinformazione tendenziosa da parte di qualcuno.
Ribadiamo, dunque, che i Coralli che utilizziamo per le nostre lavorazioni appartengono alla famiglia dei Corallium e non hanno nulla in comune con le Barriere Coralline.
Basti pensare che al mondo esistono più di 2000 specie di famiglie di Coralli. Quelle utilizzate, attualmente, per le nostre lavorazioni rientrano in sole 4 famiglie.
Il Corallo e Torre del Greco, hanno un legame più che centenario. Le prime tracce risalgono a più di 500 anni fa. Non tanto per la lavorazione, quanto per la pesca.
Infatti, dal porto di Torre del Greco, partivano le “coralline” (tipiche imbarcazioni adibite alla pesca del Corallo) verso tutto il Mediterraneo, toccando le vicine coste della Sardegna e Sicilia, ma anche fino alle coste del Nord Africa.
Arriviamo ai primi del 1800 dove, oltre la pesca, Torre del Greco divenne la capitale anche della lavorazione del Corallo .
Il Corallo può essere lavorato in diversi modi. Partendo da una macro-divisione: liscio oppure inciso.
Nella prima classificazione rientrano tutti quei tipi di lavorazioni del Corallo seriali, dove il richiamo a forme geometriche permette la creazione di gioielli dalle forme più disparate.
Qualche esempio: Pallino, Barilotto, Olivetta, Cannettina, Sasso, Rondella .
Nella seconda classificazione, invece, rientrano tutti quei tipi di lavorazione del Corallo dove, ogni pezzo diventa unico. Qualche esempio: rose, incisioni, ecc.”
Sempre bello leggerti. Buon fine settimana 😊
Lo stesso vale anche per me cara Pat!
Ti ringrazio tanto.
Abbraccione e buon fine settimana a te!
deve essere bello leggere questo libro… scritto da due donne… sicuramente “diverse”… che in qualche modo… il cuore di corallo ha unito…
buona giornata Claudia… ☀️😊
Come sempre hai colto nel segno Cinzia.
Due donne molto diverse, puoi vederlo direttamente:
anche le donne raccontate nel libro sono molto diverse tra loro.
GRAZIE e buona giornata a te!
Oggi qui pioggia ma il solo me lo hai portato tu!
Deve essere una bella storia!
Come bellissime sono le immagini che hai condiviso🤍💜💚💛❤️
Luisa è una storia sfaccettata, come un gioiello di corallo intagliato.
Ti ringrazio davvero tanto anche per l’aggiunta dei cuori colorati: perfetti!
Grazie a te, Claudia carissima
Buona serfata
Buonanotte Luisa <3
Eh
La mia vita è fatta quasi solondi errori e rimpianti
Antonio hai dunque imparato molto, perchè è dagli errori che si impara.
Mi dispiace molto per i rimpianti, so che fanno soffrire parecchio.
Molto bello questo riferimento alla lavorazione del corallo. Nell’800 dalle mie parti (Ischia, golfo di Napoli) erano tanti i “pescatori di corallo”. Sul finire dell’800 poi quei pescatori sono emigrati verso le coste dell’Africa, proprio perché lì avevano trovato maggiori possibilità per quel tipo di pesca. E da lì comincia una storia importante di emigrazione. Ne ho parlato spesso sul mio blog.
Ah caspita me lo ero perso!
GRAZIE Laura!
In pratica un’emigrazione non verso una meta, ma al seguito di un “prodotto” della natura.
Di errori ne facciamo tutti, più o meno pesanti, l’importante è che si possa rimediare in qualche modo, del resto la sfera di cristallo non l’abbiamo. Il corallo mi ha sempre affascinato. Per i cuori si possono trovare ovunque, anche quando tagli una cipolla rossa ad esempio, oppure in una patata. Buona domenica Claudia 😊
Hai assolutamente ragione cara Silvia: di errori ne facciamo tutti. Sono gli erori che ci insegnano maggiormente. E come giustamente dici, finché si può rimediare, le cose poi si sistemano.
La cipolla! Il tuo esempio è perfetto! E sono molto felice di aggiungere la foto.
Arrivo tardi per cui ti auguro buonanotte e buona nuova settimana!
Questo mi piacerebbe, ne sono certa, è proprio il mio genere di lettura, quindi ti ringrazio per la proposta in quanto non ne avevo mai sentito parlare prima.
GRAZIE a te Tatiana!
Aspetto dunque che tu mi dica il tuo parere quando lo leggerai.
Una proposta che mi attira tanto. Per rispondere alla tua domanda, si può sbagliare tanto in un solo attimo, ma proprio tanto
Già … sono d’accordo.
Purtroppo a volte un attimo può provocare conseguenze che durano vite intere.
Grazie Maria!