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Daspo gastronomico è come viene definito comunemente il Daspo Willy per Vigevano e provincia di Pavia emesso nei confronti della fantomatica signora in rosso.
Daspo “gastronomico” o daspo ristorante perché prevede il divieto di entrare in uno qualsiasi dei ristoranti di Vigevano in primis, ma anche di tutta la provincia.
Ma qual è la motivazione di tale divieto piuttosto bizzarro? E chi è questa signora in rosso?
Woman in red, niente eleganza da cinema però, anzi.
La donna in questione si è recata al Ristorante L’oca ciuca di Vigevano dove ha consumato un pasto per il valore di settanta euro.
Dopo l’amaro è uscita a fumare una sigaretta, dopodiché se ne è andata senza pagare il conto.
Intercettata in una via limitrofa, ha dichiarato che stava andando a prendere il portafoglio, cosa che però non ha mai fatto.
Al momento della denuncia, i titolari del ristorante hanno scoperto che la signora era ben nota alle forze dell’ordine per aver “mangiato” in altri locali della zona.
Per questo motivo il Questore alla condanna per insolvenza fraudolenta ha aggiunto un Daspo Willy.
Daspo è l’acronimo di Divieto di Accedere a manifestazioni SPOrtive, legge n. 401 del 13 dicembre 1989, finalizzata a contrastare la violenza negli stadi.
Willy deriva da Willy Monteiro Duarte ucciso nel 2020 per aver tentato di difendere un amico durante un pestaggio.
In suo nome è stato introdotto un provvedimento volto a contrastare la violenza e pubblicato in Gazzetta Ufficiale: il Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 18 dicembre 2020, n. 173 (in G.U. 19/12/2020, n. 314).
Articolo 11
Lettera b
Comma1-bis
Il Questore può disporre il divieto di accesso ai pubblici esercizi o ai locali di pubblico trattenimento presenti nel territorio dell’intera provincia nei confronti delle persone che, per i reati di cui al comma 1, sono state poste in stato di arresto o di fermo convalidato dall’autorità giudiziaria, ovvero condannate, anche con sentenza non definitiva.
Niente stadi, niente violenza, ma una misura che viene estesa a tutto il territorio della provincia.
Che ne pensi?




E’ un tentativo
Buon sabato
Giusto.
Magari anche un esempio che possa fare da deterrente per certi tipi di signori …
GRAZIE Allegro e buon sabato a te!
Nei fumetti che leggevamo da piccoli ci insegnavano che, se al ristorante non pagavi, arrivava un energumeno muscoloso che ti costringeva a saldare il conto con la manodopera, appunto lavando i piatti! 🙂
Che bello il tuo ricordo dei fumetti!
Hai ragione.
E può essere che dover lavare i piatti spaventi più del daspo …….
Complimenti al questore, mi piace moltissimo questa iniziativa e mi sembra anche giusta, per prevenire altri pasti a sbafo. Mi piacciono le pene alternative o aggiuntive. Come certi giudici che hanno condannato ragazzi che avevano imbrattato i monumenti, a fornire gratuitamente lavoro di pubblica utilità, oltre al risarcimento dei danni. Io obbligherei quelle che borseggiano sulla metropolitana a pulire le toilette delle stazioni, invece di rilasciarle subito perché minorenni.
Sono d’accordo: in alcuni casi, come il borseggio che giustamente citi, non solo non c’è la minima ombra di pentimento, ma non passa nemmeno per l’anticamera del cervello di smettere.
Cambiare il modo con cui viene veicolato il messaggio può portare qualche risultato in più.
Nella peggiore delle ipotesi avremmo almeno qualche lavoro svolto, a titolo di risarcimento collettivo.
Mi devo essere perso qualcosa, perché non ho capito di che si parla. Daspo per chi?
Daspo per una signora con l’abitudine di andarsene senza pagare il conto dopo aver mangiato al ristorante.
Ah, mi sembra un’ottima iniziativa, il daspo
Sì, per una volta una misura nata per un motivo specifico torna utile anche in un ambito diverso.
Mi pare di aver sentito tempo fa che c’era anche una tipa, (magari è la stessa), che soggiornava in hotel per giorni e poi spariva senza pagare. Ma queste persone non son ocosì rare: un mio amico che lavora in un hotel del mio paese mi ha raccontato che, l’anno scorso, un uomo ha alloggiato pe roltre un mese e poi se ne è andato senza pagare il conto di quasi 2.000 euro, ovviamente facendo perdere le sue tracce.
Apperò … non avevo idea che fosse un fenomeno coì diffuso.
Io non mi spiego nemmeno come ci si riesca, eppure, a quanto pare è più facile di ciò che immagino.
Penso sia giusto sanzionare chi non rispetta le regole, in questo caso, la signora che non ha pagato il conto. Non è la prima volta, è anche recidiva.
Tante le espressioni che si utilizzano. C’è chi dice che uscire da un locale senza pagare il conto sia “fare il vento”.
Fare il vento?!
Sai che non lo sapevo?
Interessante!
GRAZIE Valeria.
Deriva da qualcosa in particolare?
Oggi finalmente apprendo cosa significa DASPO, letteralmente intendo. Sapevo cos’era ma non di cosa fosse l’acronimo. Quanto alla “signora”, una volta si facevano lavare i piatti a chi non pagava il conto, ma essendo recidiva mi sembra che il DASPO sia una buona soluzione.
In effetti questo daspo è volto a tutelare gli altri esercizi commerciali, perlomeno nella zona che rientra nell’applicabilità della legge.
Non mi ero ricordata di questa cosa dei piatti da lavare, una volta era forse tutto più semplice e più pratico.
Danno e risarcimento.
GRAZIE.
Non avevo mai sentito questa storia, ma devo dire che mi ha divertita (con tutto il rispetto er i ristoratori)
Hai ragione Paola, in effetti è molto curioso anche come questa donna abbia scelto di agire “in grande stile” se così si può dire.
Io ho menzionato solo il colore rosso ma la descrizione data dai ristoratori parla anche di trucco marcato. Insomma, non ha in alcun modo pensato di passare inosservata.