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Il rumore dei tuoi passi di Valentina D’Urbano edito da Longanesi è un’altra delle letture che ci consiglia Monica.
Il titolo farebbe pensare a un romanzo rosa in stile Nicholas Sparks, invece si tratta di un libro a tinte ben diverse che si delineano fin dall’inizio.
“I gemelli, ci chiamavano.”
Queste sono le prime parole.
I gemelli non sono nati nello stesso nucleo familiare, ma si trovano a crescere nello stesso posto.
Ti è mai capitato di pensare alla fortuna di nascere in un luogo piuttosto che in un altro?
Alla fortuna di nascere in una famiglia amorevole?
I gemelli crescono dove l’infanzia non ha spazio, eppure è proprio quello stesso destino che permette di udire il rumore di quei passi …
Passi che diventano imprescindibili, fondamentali, anche odiosamente necessari.
Alcuni sentimenti viscerali possono persino diventare feroci e nulla li può spezzare.
Nemmeno l’epilogo di un libro destinato a lasciare il lettore con una domanda senza risposta
Tra i temi trattati quello più doloroso da ripercorrere per me è stata la dipendenza.
“Il tentativo di sfuggire al dolore è ciò che crea più dolore.”
Gabor Maté
Pensi che questa frase sia veritiera?
I dolori da cui sfuggire sono innumerevoli e diversi tra loro.
Io avevo sempre pensato che fosse facile per chiunque capire, avere cura di sé stessi, smettere.
Ma mi sbagliavo.




Credo che dipenda dal carattere che è innato
Buongiorno
Hai ragione: c’è chi ha un’indole tendente alla rassegnazione, e chi invece non si arrende mai.
Grazie e buon sabato!
Più che alla fortuna di nascere in un posto invece che un altro, ho pensato al rovescio della medaglia, alla sfortuna di certi destini legati alla famiglia o all’ambiente. A volte non dipende da scelte che fai, ma da circostanze indipendenti da te. Ed è profondamente ingiusto.
Ecco.
Lo trovo profondamente ingiusto anche io.
Purtroppo mi capita spesso di dover constatare che la sfortuna si accanisce sulle stesse famiglie, mentre altre persone hanno la fortuna di attraversare tutta la vita con serenità e benessere.
💝💐🥰
Cercare di sfuggire da un dolore significa comunque guardarlo in faccia, accettarlo e solo dopo puoi cercare di superarlo. Ci vuole molta determinazione, forza e coraggio, e non tutti ce li hanno.
Hai ragione Raffa.
Occorrono forza e determinazione.
La forza di volontà può tantissimo ma non si compra e nemmeno si trasferisce.
Per questo è atroce il senso di impotenza per chi è vicino e assiste.
E occorre coraggio: la paura ha il potere di paralizzare ancor più del dolore.
Sono d’accordo con All, credo che sia questione di carattere. Buon fine settimana Claudia.
C’è una frase di Seneca che dice.
“La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità.”
E probabilmente il talento va alimentato con determinazione e autostima, altro elemento fondamentale, direi. Sbaglio?
GRAZIE e buon fine settimana anche a te!
“Il tentativo di sfuggire al dolore è ciò che crea più dolore.”
(Gabor Maté)
dicono… che i momenti di dolore fanno parte della vita… ci aiutano a crescere…
anche se molti pensano… che il tempo lenisce questi momenti… secondo me… come le Mancanze… qualcuno di loro… c è li portiamo dietro e dentro per tutta la vita…
un buon sabato x te… 🙃😃☀️ ciao Claudia!
Vero Cinzia, purtroppo oltre che dagli errori si impara anche dal dolore.
Penso che tu abbia ragione: il tempo si deposita sulle ferite e le rende cicatrici che rimangono vulnerabili.
Grazie di cuore e buon sabato pomeriggio a te!
Ecco un libro che ho amato, del resto apprezzo molto l’autrice, la quale in questo romanzo è riuscita a creare un’atmosfera decadente che rende moltissimo l’idea che si vuole trasmettere al lettore
Uh come sono contenta di trovare riscontro!
Hai letto altro di Valentina D’Urbano?
Per me è stata una nuova scoperta.
Devo dire che sto ancora cercando di capire come mai la protagonista Beatrice non avesse comunicato ad Alfredo ciò che si svela nel finale.
Quindi mi sono trovata a riflettere sul tempo.
Spesso rimandiamo pensando di averne sempre davanti tanto, ma a volte il destino decide diversamente ….
È vero che dipendente tanto dal carattere, ma è altrettanto vero che il carattere stesso è forgiato e influenzato anche dal contesto che ci circonda…un po’ un circolo vizioso…
Ciao Paola, BENVENUTA!!
Trovo che tu abbia ragione: a volte sembra facile pensare “basta volerlo” … ma ci sono tutta una serie di variabili, concause e situazioni che si concretizzano in pantani nocivi.
Questo libro mette in evidenza varie sfaccettature senza fare troppi sconti …
Sfuggire al dolore, evitarlo od ignorarlo può sembrare una buona idea all’inizio ma poi, prima o poi, arriverà il momento in cui lo si dovrà guardare in faccia ed affrontarlo. Non è facile e tutto dipende dal carattere della persona che si ritroverà ad affrontarlo ma credo che anche questo sia un modo per crescere ed affrontare la vita, nei momenti difficili come in quelli belli.
Hai ragione Eleonora, qualcuno dice che per apprezzare i momenti belli bisogna aver conosciuto il dispiacere …
Purtroppo il dolore insegna, anche se preferiremmo imparare in altri modi.
E credo che ognuno possa e debba affrontarlo in maniera personale. Ciò che vale per me, non è detto che sia efficace anche per te, e viceversa.
Eh sì, anche nei momenti difficili e dolorosi c’è sempre qualcosa da imparare.
Ognuno vive il dolore a modo suo, come dici bene tu, c’è chi si rinchiude in sé stesso e preferisce restare solo, c’è chi preferisce condividerlo, anche solo parlandone ad una persona vicina, c’è chi prova ad ignorarlo… le sfumature di come si vive un dolore sono mille e cambiano a seconda della persona che le vive.
Hai ragione Eleonora:
Aggiungo una frase di Virginia Woolf
Il dolore è una cosa strana: ci rende indifesi, ma allo stesso tempo ci arma di una forza inaspettata.
In un certo senso il dolore ci trasforma, sei d’accordo?
Sono perfettamente d’accordo.
Della D’Urbano ho letto “Acquanera”, “Alfredo” e “isola di neve”, tutti molto belli (per mio gusto quest’ultimo è stato il migliore!
Direi che Isola di neve è il titolo che sceglierei per primo, ma forse mi faccio trarre in inganno …
In effetti interessante anche la versione dal punto di vista di Alfredo.
La vita non è mai facile per nessuno, ma su qualcuno si accanisce di più che su altri e questi ci devono mettere ancora più determinazione e più coraggio per superare il tutto. La dipendenza non fa che peggiorare tutto indipendentemente dallo stile di vita e dalle circostanze perché è fuggire dalla realtà e rinunciare a lottare.
Hai ragione Silvia, infatti io stessa mi sono ritrovata a chiedermi perchè.
Perché mai chi ha già problemi seri dovrebbe aumentarli e peggiorarli attraverso droghe o altri tipi di dipendenza, destinati solo a rendere tutto peggiore e oltremodo pericoloso?
Ma so che non sono io a poter dare una spiegazione, e forse nemmeno le persone coinvolte la possono dare, in realtà.