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Quelli del civico 21 è il terzo libro scritto dall’autore Andrea Francavilla che leggo con piacere, ringraziandolo molto.
Anche in questo caso l’edizione è curata da Manuale di Mari.
Dopo Racconti nani non democristiani Andrea Francavilla riconferma la sua dote nel raccontare personaggi comuni eppure unici intrecciandone attimi o destini.
E se i Racconti nani erano circoscritti in un determinato arco temporale, Quelli del civico 21 sono contenuti in uno spazio definito che però non li racchiude.
Quelli del civico 21 ci porta subito a casa dei protagonisti, un palazzo di otto appartamenti.
Un condominio, che potrebbe essere come quello dove vivo io, o dove vivi tu.
Laing non cessò mai di pensare al suo condominio, un vaso di Pandora i cui mille coperchi si stavano aprendo, a uno a uno, verso l’interno.
James Graham Ballard
E tu a cosa associ il pensiero del condominio?
La tua esperienza è negativa o positiva?
Quando ci siamo sposati, io e mio marito, abitavamo al primo piano di una palazzina di soli cinque appartamenti.
Sul nostro pianerottolo è nata un’amicizia intensa e soprattutto divertente al punto che i momenti di condivisione si intersecavano un po’ come nella serie Friends.
Da tempo ci siamo trasferiti, ma ad esempio io e Luisa del pianterreno, ogni domenica ci sentiamo anche solo per sapere semplicemente come va.
Niente vasi di Pandora a quel civico, casomai piatti e bicchieri 😉
E tu, di che civico sei?




Dove abitavo da ragazzo era il civico 21
Ma dai?! Che curiosa coincidenza!
Purtroppo ho avuto tutte esperienze negative in condominio, dispetti e meschinità a non finire. Sembra che tiri fuori il peggio delle persone.
Purtroppo hai ragione.
Poi non ce n’è come quando si innescano faide assurde.
Ci sono persone che riescono davvero a dare il peggio di sè e spessissimo per motivi oltremodo ridicoli e irrisori.
Mi dispiace molto per le tue esperienze negative e spero che prima o poi tu possa avere vicini degni.
Niente condomini per me. Solo case singole. Non riesco nemmeno ad immaginarmi in un condominio. Buon sabato! 👋😊
In effetti non riesco a immaginare condomini in Finlandia, dunque anche oggi ti ripeto che vivi in paradiso anche per questo.
In realtà ci sono, nei centri paesi e centri città, ma vivere in case singole è molto più apprezzato.
Lo comprendo: tra l’altro le case singole che vedo nelle tue foto sono sempre deliziose.
Comunque i condomini qui sono di dimensioni ridotte.
Più a misura d’uomo, come del resto è ogni cosa, lì.
Per vivere serenamente in condominio occorre una gran tolleranza e un bravo amministratore. Io ho vissuto in diversi numeri civici, sempre dispari. Adesso sono al 5.
I bravi amministratori stanno diventando come gli unicorni ….
Ecco: tolleranza. Basterebbe così poco a volte, e invece ….
Il numero cinque pare rappresenti libertà, creatività e anche curiosità. Ottimo, direi.
Quando vivevo in un condominio occorreva avere molta pazienza, non far caso alle meschinità e non farsi trascinare in contese.
Comunque, appena ho potuto farlo, sono andata via
Ecco Luisa: non farsi trascinare è un ottimo consiglio.
A volte la sindrome da cattiveria acuta sembra diffondersi molto facilmente purtroppo.
Mi dispiace per le tue disavventure e sono felice che tu abbia risolto trovando una diversa soluzione.
Ora abito in una villetta a schiera, e sono in ottimi rapporti con tutti i miei vicini
Direi una soluzione equilibrata: hai vicini, ma un po’ meno legami.
Trovo meravigliosi gli ottimi rapporti con le persone che ci abitano accanto: in fondo sono le prime, le più prossime, nel bene e nel male.
Proprio così👍👍👍
Ho vissuto anch’io in condominio, i primi due sono stati molto positivi, l’ultimo un disastro, molti non si rendono conto di essere in condominio e vogliono fare come gli pare, forse perché eravamo tutti padroni degli appartamenti, non so. Buon fine settimana Claudia.
Chi lo sa, a volte è anche fortuna, o sfortuna …
Un po’ “scherzo” del destino che mette insieme più personalità … diciamo intolleranti?
Facendo un gioco di parole potremmo anche dire disturbate …
Mi dispiace molto per il peggioramento, dopo le prime due esperienze positive.
Ti ringrazio Silvia, buona domenica anche a te!
Ciao, questa volta provo a cambiare post e vediamo se riesco a scriverti…
Eccoti!
Funziona! Meno male. Happiness!
Hai festeggiato?
Buongiorno Claudia, ma che bello. Io ho abitato in tanti condomini e spesso, come te, ho intessuto relazioni. Ricordo con tanto affetto una Marchesa. Mi regalò un orsacchiotto molto bello, che peccato non averlo conservato.. un anno, era la sera di San Silvestro, i miei genitori la invitarono a cena. Lo ricordo come un sogno pieno di magia. Mi riscaldavo al tepore della felicità. Rivedo ancora le tende. Ho abitato in tanti condomini, con alterne vicende. Ci abito tuttora e mi trovo molto bene. Sto al civico 2.
Che bello sarebbe abitare vicine, ma lo siamo con la nostra fantasia!
Un abbraccio
Oh Valy ma che ricordo il tuo!!
“Mi riscaldavo al tepore della felicità” è poesia pura!!
Penso sempre che i nostri ricordi, specialmente di infanzia, siano il tesoro più prezioso, ma tu hai il dono di rendere le tue emozioni tangibili a chi ti legge.
Eccome se vorrei essere al civico 2, insieme a te!
Ma possiamo davvero condividere questo pianerottolo virtuale nel modo in cui tu insegni: non occorre una corta distanza per essere vicine.
Contraccambio l’abbraccio!
Grazie mia cara, per la precisione sto al civico 2 B,
nel mio cuore conservo tutti questi ricordi preziosi..
ti penso spesso!
È come essere sempre insieme!
❤️
2B! Mi viene subito in mente una matita con la quale disegnare tutto ciò che di bello la fantasia suggerisce.
GRAZIE GRAZIE GRAZIE!!
Stupendo essere nei pensieri così <3
GRAZIE GRAZIE GRAZIE A TE!
Ci sei ci sei nei pensieri miei e ci resterai! Buona Pasqua!
❤️
Ti ringrazio, ti abbraccio e auguro BUONA Pasqua anche a te!