RIVELAZIONI

RIVELAZIONI

Rivelazioni un regalo da Marzia Santella, che ringrazio molto.

Condivido la dedica che mi è piaciuta particolarmente:
penso che ogni lettore renda vivo un libro: spero che in queste storie tu possa trovare un riflesso speciale.

Rivelazioni

In effetti non avevo mai considerato la lettura sotto questo aspetto: “rendere vivo un libro” invece Marzia ha ragione e ci offre un ottimo spunto di riflessione, o piuttosto ci offre una prima rivelazione.

Tu hai mai avuto la sensazione di rendere vivo il libro che stavi leggendo?
Hai mai avuto rivelazioni di questo tipo?

Tengo ad evidenziare in modo speciale anche l’edizione a cura di Manuale di Mari

Rivelazioni

Robert ha scritto la nota del curatore: altra rivelazione.

Rivelazioni è una raccolta di racconti. Racconti dell’ombra e della luce come illustra il sottotitolo.

Il libro è suddiviso in due parti:

  • le domande inutili

  • ostentata bontà

ma non considerare queste parole in maniera letterale.

Quale potrebbe essere secondo te una domanda inutile?
Magari ad esempio: “ti piace la pizza?” 🙂

Le domande inutili di Marzia Santella sono di genere diverso, sono domande che vivono di vita propria e si concretizzano nella spietata sincerità dei protagonisti.

Riguardo invece alla ostentata bontà, specialmente di questi tempi credo che potremmo riempire un’intera enciclopedia con gli esempi di pessima umanità che ci circondano quotidianamente, vuoi iniziare tu?

PRATICATE GENTILEZZA A CASACCIO E ATTI DI BELLEZZA PRIVI DI SENSO

PRATICATE GENTILEZZA A CASACCIO E ATTI DI BELLEZZA PRIVI DI SENSO

Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso il popolare precetto di Anne Herbert è stato ampliato da Margaret Pavel in un messaggio potente per la nostra epoca e per tutte le età. Combinato con l’acquarello di Mayumi Oda nello stile giocoso dei rotoli di immagini del Giappone del XII secolo, offre gioia e saggezza senza tempo.

Non so tu, ma io in questi giorni sento davvero l’esigenza di ri-condividere questa frase.

Si narra che sia stata scritta sulla tovaglietta di carta di un ristorante e io credo esattamente che tutte le migliori ispirazioni nascano più o meno così.

Quindi vorrei scriverla ovunque sia possibile, ma soprattutto sul cuore.

Vorrei scrivere keep calm and spread random kindness.

Sento e leggo troppo odio.

Non mi interessa una parte o l’altra, non mi interessa sopra, sotto, prima o dopo, perché quando si diffonde l’odio nessuno ha ragione.

Eppure ne abbiamo di storia alle spalle, e non ci mancano certo gli esempi.

Solo il tuo nome è mio nemico: tu sei tu …
Prendi un altro nome. Che cosa c’è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo. Forse che quella che chiamiamo rosa cesserebbe d’avere il suo profumo se la chiamassimo con altro nome?

Queste sono parole che tutti conosciamo praticamente a memoria.
Sono parole “antiche,” ma solo per essere state scritte nel 1595 ma tristemente potrebbero essere di ieri.

Nessuno nasce odiando un’altra persona a causa del colore della sua pelle, del suo background o della sua religione. Le persone devono imparare a odiare e, se possono imparare a odiare, gli si può insegnare ad amare, perché l’amore è più naturale per il cuore umano rispetto al suo contrario.

Altro esempio da brividi, non serve nemmeno scrivere di chi sono queste parole.

Le ricordiamo, diffondiamole.

Se le mie sono troppo stupide, usa quelle de Il Grande … precursore del concetto di diffusione della bontà:

Abbiamo aumentato la velocità, ma ci siamo chiusi in noi stessi. Le macchine che danno l’abbondanza ci hanno dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l’abilità ci ha resi duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che d’intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto.

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