CASTORI

CASTORI

I castori vivono dove c’è sufficiente acqua per immergersi, costruiscono l’ingresso delle loro tane sott’acqua per una maggiore sicurezza, quindi se il livello di acqua non è sufficiente, costruiscono una diga.

Abbiamo imparato l’associazione di pensiero “castoro – diga” fin da piccoli, tu ricordi ad esempio qualche cartone animato in particolare?

Cito i cartoni animati perché i castori di cui voglio parlare sono sicuramente dei personaggi.

I castori di cui voglio parlare vivono a Brdy in Repubblica Ceca.

Il nome di questa area: Brdy deriva da brdo che significa collina, proprio perché si tratta di un’area collinare / montuosa e boscosa.

La presenza in quest’area di una zona militare, ha fatto sì che la zona non venisse interessata da nessun tipo di urbanizzazione, preservando di fatto l’aspetto naturalistico: flora e fauna.

Divenuto paesaggio sotto tutela ambientale per Brdy si era resa necessaria la sistemazione di un canale di scolo costruito dall’esercito e il ripristino delle zone umide.

Opere ingenti e oltremodo costose i cui progetti si erano arenati sotto il peso di burocrazia e attesa di stanziamenti.

Ma i castori hanno magicamente risolto la questione costruendo una diga!

Costo zero e una grande lezione da imparare.

La Natura ci insegna la vita in armonioso equilibrio.

“I castori sanno sempre cosa è meglio. I luoghi in cui costruiscono le dighe sono sempre scelti nel modo giusto, meglio di quando li progettiamo sulla carta” queste parole sono di Jaroslav Obermajer, responsabile dell’ufficio della Boemia centrale dell’Agenzia ceca per la protezione della natura e del paesaggio (AOPK).

Castori

Che dire?

Userei le parole di Jules Verne:
La forza creatrice della natura vince l’istinto distruttore dell’uomo.

Tu conosci un altro caso simile?

FILOSOFEGGIANDO IN ALLEGREZZA

FILOSOFEGGIANDO IN ALLEGREZZA

Filosofeggiando in allegrezza è il blog che ci regala una nuova tappa del Viaggio di tazzina in tazzina, e ora di serenità gioiosa ne ho parecchia anche io per queste immagini!

Come avrai capito, la foto sotto al titolo viene dalla Spagna: Galizia, e per la precisione viene dal Festival del libro di Vigo

As Feiras do Libro de Galicia si svolgono ogni anno in vari paesi e città della Galizia, nei mesi primaverili ed estivi, con bancarelle gestite da librai, e un ampio programma di attività parallele, come conferenze, incontri con autori, mostre, presentazioni di libri, ecc., che fanno di questi eventi un incontro di grande interesse culturale.

Lo scrittore che più ha universalizzato Vigo è stato Jules Verne,  in un passaggio di 20.000 leghe sotto i mari.

Tu lo hai letto?
Pensa che io ho avuto il coraggio di perdermelo finché non lo ha portato a casa mio figlio dalla biblioteca della scuola elementare, ma c’è sempre tempo per rimediare, giusto?

Nel romanzo di Verne, l’estuario di Vigo nasconde ricchissimi tesori provenienti dalla battaglia della baia o battaglia di Rande.

“Allora, signor Aronnax (…), siamo in quella stessa baia di Vigo. Sta a voi svelare i suoi misteri”.

La battaglia ebbe luogo il 23 ottobre 1702 tra le coalizioni anglo-olandese e ispano-francese, durante la guerra di successione spagnola. I galeoni spagnoli giunsero all’estuario di Vigo carichi del più grande tesoro che avesse mai attraversato l’Atlantico: oro e argento, gioielli…


“La sabbia era disseminata di quei tesori. Poi, carichi di quel prezioso bottino, quegli uomini tornavano al Nautilus, depositavano i loro fardelli e riprendevano quella pesca inesauribile di oro e argento”.


Da allora centinaia di immersioni sono state effettuate nelle acque dell’estuario di Vigo alla ricerca di tesori. Senza andare oltre, nel 2011 sono stati individuati e identificati sei relitti legati alla battaglia.


Non trovi dunque che la frase scelta per presentare il Festival:

LE MIGLIORI STORIE INIZIANO CON UN BUON CAFFÈ

sia semplicemente perfetta?

Se vuoi proseguire nella scoperta di aneddoti interessanti sulla Galizia non ti perdere il racconto del viaggio qui su Filosfeggiando in Allegrezza

A proposito di cose preziose poi, ecco due caffè da Monforte de Lemos!

Dunque dopo Verne possiamo citare anche El ingenioso caballero don Quijote de la Mancha di Miguel Cervantes, proprio con riferimento al Conte di Lemos.

Ma di Monforte di Lemos ci racconta dettagliatamente Filosfeggiando in allegrezza nella seconda parte del suo reportage.

E tu?
Dove hai bevuto il caffè ultimamente?

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