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Carboplatino: posso dire che se non conosci questa parola sei fortunata/o?
Noi non la avevamo mai sentita, finché un giorno abbiamo incontrato un’enorme montagna che sbarrava il nostro cammino: una mattina, all’improvviso, mio marito si è svegliato senza respiro.
Quello era uno di quei momenti dopo i quali la tua vita non è più la stessa.
Niente caffè quel mattino e soprattutto niente keep calm.
Dottori, medicine, ospedali, visite, esami e una parola tra le più nemiche: spaventosa, ostica, oscura.
Rabbia, timore, rifiuto, stanchezza, dolore.
Eppure Massimo sta affrontando tutto e non ha difficoltà nel dire “ho un tumore.”
Carboplatino è una delle armi per combatterlo.
Un farmaco, un liquido, un chemioterapico.
Nel reparto di oncologia stiamo incontrando tante persone, ognuna di loro ha una storia diversa, ognuna di loro racconta una esperienza differente.
Reazioni disparate: c’è chi accoglie e condivide, chi si chiude a riccio, chi saluta, chi non degna di uno sguardo, chi è totalmente stranito, chi si professa tuttologo e c’è anche chi nonostante tutto riesce a sorridere.
E allora keep calm e un giorno alla volta.



Vorrei dire che non l’ho mai conosciuto. Purtroppo non è così. È un bastardo che annienta, ma aiuta: mia sorella ha fatto diversi cicli e ora è in remissione totale. Il mio tumore invece reagiva alla radioterapia.
Con il cancro ci vuole fortuna, guarire è un percorso duro fatto di chirurgia, terapie pesanti, pazienza, cadute e risalite. Avere chi ti supporta fisicamente e moralmente aiuta tantissimo. In bocca al lupo.
Carissima Pat, abbraccio sia te che tua sorella con affetto.
Tantissime famiglie in un modo o nell’altro sono colpite, ma voi, entrambe … non apro nemmeno il discorso sull’ingiustizia, il destino, e tutto il resto.
So bene che anche la radioterapia è una grande sfida da affrontare.
Hai ragione: la fortuna gioca un ruolo importante mentre ognuno combatte con tutte le proprie forze.
Non ci arrendiamo.
Tu come stai?
Viva il lupo.
Ci sono parole che nessuno vorrebbe imparare e che, invece, entrano nella vita senza chiedere permesso. Hai raccontato tutto questo con una delicatezza che non nasconde la paura, ma nemmeno le concede l’ultima parola. Mi ha colpito soprattutto quel “un giorno alla volta”… non è una frase fatta, è una forma di coraggio che si rinnova ogni mattina. A Massimo auguro che ogni cura possa diventare davvero un passo verso la guarigione, e a voi la forza di continuare a camminare insieme, perché certe montagne, anche quando sembrano insormontabili, si affrontano meglio quando nessuno è costretto a salirle da solo. Un abbraccio sincero.
Francesco ti ringraziamo molto enrambi.
Personalmente “un giorno alla volta” è il modo per raccogliere e concentrare le forze.
Mi sono detta che in fondo nessuno conosce il proprio futuro. La certezza è “qui e ora.”
Ancora grazie.
Claudia. Un giorno alla volta non è una rinuncia al futuro, ma un modo per non permettere al domani di rubarci il presente. In fondo è proprio nel qui e ora che la vita accade davvero.
Ti comprendo profondamente. Ci sono passato da poco e porto ancora addosso la lentezza di quei giorni e lo smarrimento della persona che amo mentre soffriva a vedermi star male. È stato allora che, quasi senza accorgermene, mi sono imposto una sola regola.. il giorno finiva lì. Non avevo il controllo del domani, ma potevo scegliere di vivere pienamente quel frammento di tempo che mi era stato affidato.
Ed è sorprendente come, un giorno dopo l’altro, la forza torni in punta di piedi. Non tutta insieme, ma quanto basta per affrontare il passo successivo. È così che, senza rendercene conto, ricominciamo a camminare.
Ti ringrazio di cuore per aver condiviso questa riflessione. Ti auguro che ogni nuovo giorno possa lasciarti un po’ più di serenità e ricordarti che, anche quando tutto sembra fermo, la vita continua silenziosamente a costruire la speranza. Nessun grazie solo ricordarvi che ci sono.
Il caso mi ha portata a leggere il tuo articolo L’alba.
Aggiungo il link proprio per lo spunto di riflissione: ricominciare ogni giorno partendo dal dono della luce.
Ancora grazie.
Hai descritto perfettamente la situazione, c’è chi addirittura si vergogna come se fosse una colpa. Non lo è, è solo qualcosa che capita e che, per fortuna oggi, nella maggioranza dei casi, si cura. Un giorno dopo l’altro con determinazione e voglia di uscirne senza mai perdere la speranza e senza mai perdere il sorriso. Un forte abbraccio a entrambi.
Cara Silvia, ti ringraziamo entrambi e entrambi seguiamo il percorso che hai descritto: “un giorno dopo l’altro con determinazione, speranza e sorriso.”
Contraccambiamo l’abbraccio con affetto.
Ciao Claudia, spero che proceda tutto bene, un abbraccio 😘
GRAZIE di cuore Silvia, purtroppo la maledetta tosse non concede tregua, ma tutto procede bene e Massimo resiste e combatte.
Voi come state? Mi auguro che siate in vacanze in qualche posto bello.
Ti abbraccio con affetto <3
Forza e coraggio amica mia! Non importa andare in vacanza, l’importante è stare con chi ci vuole bene ❤️
Hai assolutamente ragione cara Silvia!
Anche per noi è così da anni ormai: ferie a casa eppure preziose per la serenità, la lentezza e la calma dello stare semplicamente insieme.
Mi dispiace tantissimo per Massimo e per te, perché queste situazioni coinvolgono tutti, anzi, stravolgono tutto. Si vive come sospesi, un giorno alla volta, come dici tu, e si mette in pausa tutto il resto. Ma se c’è una cosa che ho imparato è che se ne può uscire. E vi auguro di uscirne presto, per poterlo raccontare. Un abbraccio
Vero cara Raffa.
Speriamo di spezzare presto questa “sospensione” e di ridiscendee sul cammino dopo aver scalato la montagna camminando con una visione diversamente consapevole.
Contraccambio l’abbraccio con affetto.
Mi dispiace tantissimo.
Spero che ne possiate uscirne fuori
Un abbraccio sincero
Grazie di cuore Allegro!
Contraccambiamo l’abbraccio
da lontano… ti sono vicina…
capisco e comprendo come si potrebbe sentire tuo marito Massimo… io… l’avevo vissuto con la mia mamma… aveva avuto un tumore allo stomaco… era stata operata… ma poi per prevenzione aveva fatto la chemioterapia… quella terribile… dove c era il farmaco che le aveva fatto perdere tutti i capelli… poi è ritornato… e se l è portata via… (l’aveva colpita alle ossa… la radioterapia non era servita a nulla)…
io… il tumore… continuo a chiamarlo… l’alieno… la bestia cattiva…
sei stata molto coraggiosa a raccontare questa esperienza dolorosa…
un abbraccio e un sorriso per affrontare un giorno alla volta… a entrambi… 🫂💝
GRAZIE Cinzia per la tua vicinanza, per il tuo abbraccio e per il tuo sorriso.
Io ti abbraccio per la tua Mamma e per il dolore che la bestia cattiva ha provocato.
Mi dispiace tantissimo Claudia, un abbraccio di cuore ❤️ sono vicina a te e a tuo marito
Grazie GRAZIE davvero di cuore cara Valeria.
Qualunque cosa possa fare (anche se, a distanza, sarà solo farti fare due risate, come faceva Robin Williams con Spielberg durante la lavorazione di Schindler’s List) non esitare a contattarmi!
Magari arrivo “tardi” ma arrivo!
GRAZIE davvero Nick.
Sai che non sapevo questa cosa di Robin WIlliams per Spielberg?
Hai ragione, riidere è sempre fondamentale, io e Massimo ridevamo anche ieri, in reparto.
Quindi il GRAZIE che ti dico è grande come la bravura di Robin!
Sull’arrivare tardi, non dirlo nemmeno: è il mo marchio di fabbrica, per cui non esiste tardi per me 🙂