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2 min lettura - read

Libri. Sfogliare, cliccare, ascoltare o modellare?

Quando mi è capitato di chiedere “preferisci il libro tradizionale o l’e-book?” finora ho ricevuto sempre la stessa risposta.

Ma in fondo il tempo passa, le abitudini cambiano, e le condizioni si evolvono, quindi vorrei allargare il sondaggio aggiungendo anche gli audiolibri.

Ho già raccontato della mia iniziazione ai libri, e anche per quanto riguarda gli e-book l’origine è legata agli affetti: ho ricevuto l’e-reader come dono di Natale da parte di mio fratello e conteneva un sua particolarissima creazione che mi ha accompagnata ogni singolo giorno di quell’anno.

Successivamente il primo libro letto su Kindle è stata una esclusiva di Gabriella, dunque il tipo di letture in entrambi i casi ha fatto sì che io sorvolassi sulle inevitabili sensazioni che si incontrano nel maneggiare qualcosa di completamente diverso dalle pagine che siamo abituati a sfogliare.

Se invece associo l’idea di ascoltare, il mio pensiero di istinto si rivolge alle fiabe, anche se ormai si può ascoltare qualsivoglia genere di libro.

Prima che si diffondessero i podcast, io ero presa in particolare dalla narrazione trasmessa su Radio 24: Destini incrociati, che curiosamente è diventata libro soltanto in un secondo tempo.

Via via poi i podcast ci hanno concesso la possibilità di ascoltare nei momenti e negli orari che preferiamo e dunque ormai i libri mi fanno compagnia anche mentre faccio i mestieri o cucino, alternandosi alla musica che è imprescindibile ovviamente.

Recentemente ho conosciuto le storie di Black Ink con le loro atmosfere decadenti del Black Mississippi.
Tu che cosa ascolti?

Oltre che nell’immaginazione, Samantha Bonanno, con le sue opere che trovo incantevoli, ci dimostra come libri possano prendere vita anche in un altro modo.

E se invece ti dicessi blook?

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