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Non so tu, ma io per il primo caffè devo decisamente darmi un tono, dunque sarà meglio metterci degli occhialoni.
Il primo caffè deve essere forte, perché occorre una buona dose di carica, e deve assolutamente essere allegro perché sorridere, o meglio ancora ridere, è sempre un grandioso antidoto.
Che tu arrivi sfatta/o per i festeggiamenti o direttamente in pigiama; che tu arrivi entusiasta della vita o con il peso della tristezza sul cuore; questo caffè deve essere rock.
Deve essere un caffè che faccia recuperare energie.
Deve essere un caffè per smaltire tossine, lo sapevi che la caffeina stimola il rilascio di catecolamine che inducono un aumento del metabolismo basale del 10-15%? Tu mi dirai: chissenefrega.
Esatto.
Deve essere il caffè del chissenefrega.
Può anche essere il caffè dell’oggi voglio stare spento: magari questo avvio lo possiamo post-porre, no?!
Purché rimanga un caffè speciale.
Il caffè della fiducia, e anche se sei al punto di maledire la prossima volta che sentirai che “non può piovere per sempre”, ti ricordo che invece è proprio così, e dato che l’esempio di quella granculo di Cenerentola è già stato citato, ti dico: e Sarah Connor allora?
Alla fine cavolo se lo stritola sotto la pressa sto dannato cyborg!
E tieni presente che sotto la pressa ci possono finire svariati tipi di cose, per cui non sentirti sotto pressione tu, pensa piuttosto di “pressare il problema”.
Pressappoco può sembrare una minaccia, ma è a fin di bene.
Senza presunzione, ti prescriverei il caffè del non aspettare che domani sia un altro giorno, inizia da oggi, perché tu hai tutto il diritto di essere felice e di stare bene, sempre.
Tenendo sempre come piano B il classico “vai avanti tu che a me viene da ridere”. Da sotto agli occhialoni ci sta.

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