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Sono molto grata a Monica per la lettura di La Levatrice di Bibbiana Cau edito da Nord.

L’autrice, dal nome piuttosto singolare, è al suo esordio letterario ma soprattutto ha lavorato per molti anni come ostetrica.

Questo aspetto a mio avviso emerge forte e chiaro dalla lettura, non tanto per la cognizione di causa quanto per la sensibile visione rispetto al valore della vita.

Il cognome invece ci porta dritti in Sardegna trasportandoci nel tempo ma anche nella natura preziosa e spontanea, ricca di profumi, fiori e piante del tutto caratteristici.

La Levatrice ci mostra la guerra dal lato che non si vuole mai mostrare.

La Levatrice ci mostra anche la condizione della donna e la contrapposizione tra posizioni opposte e antagoniste composte da ambivalenze fatte di lati oscuri e sete di giustizia allo stesso tempo.

Triste denominatore comune: gli ostacoli che le donne, ognuna all’interno della propria generazione, incontrano ogni volta che si battono per sconfinare dagli ambiti all’interno dei quali sono relegate.

Mi complimento con l’autrice perché questo libro scuote, alcuni passaggi sono durissimi, sebbene il buio non possa mai calare sulla forza dell’amore vero e puro.

Tante sono le riflessioni che tuttora conservo tra i miei pensieri.

Se lo hai letto, o lo leggerai, mi farà piacere conoscere le tue impressioni.

Nel frattempo, a proposito di ostetricia, cosa ti è stato raccontato sulla tua nascita?Io sono homemade 🙂 già sai …

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