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Tazzina vecchia o tazzina nuova?
Se ricevi nuove tazzine, come ti comporti con quelle vecchie? Smetti immediatamente di usarle, le riponi nella credenza, te ne liberi?
Io non faccio testo, ho già descritto questa mia caratteristica un po’ fuori dal tempo.
Anacronistica. Vero.
E in generale, ritrovo sempre più incomprensibili le linee guida originatesi dall’evolversi di molte procedure.
Ad esempio non capisco la politica delle compagnie telefoniche secondo la quale vengono offerte condizioni favorevoli e costi ridotti soltanto ai nuovi sottoscrittori.
Se tu sei abbonato da anni, le tue tariffe sono lievitate nel tempo ma non puoi avere le agevolazioni riservate soltanto ai non clienti.
Non ne comprendo la ragione.
O meglio, certo, il motivo è sempre il guadagno, questo è un dato di fatto, ma ugualmente mi sfugge il senso.
Dunque ci si ritrova ad essere dati per scontati, come le tazzine di sempre, quelle che non si rompono, quelle che hanno superato decadi, mode e modelli.
Tu che hai sempre pagato, da anni, non sei importante, tanto sei lì, ci sei.
E anche il giorno in cui smetterai di esserci, rimarrai solo un limone al quale spremere fino all’ultimo centesimo con ogni pretesto: senza scrupolo continueranno ad emettere fatture ad oltranza, addebitando qualsiasi tipo di costo ipotizzabile.
Fatture intestate ad una persona che è stata cliente fin dai tempi in cui i telefoni sono entrati per la prima volta nelle case, grigi, con la rotellona e il filo.
Fatture intestate ad una persona deceduta.
Ma anche il rispetto è morto.
Ogni riferimento a fatti realmente accaduti non è per niente casuale.

 Per cui vale la pena continuare ad essere un cliente nuovo?
Chiedo.

 

 

 

 

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