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Per intrecciare due diversi filoni: libri di Monica e idee per i regali, ti propongo Il treno dei bambini che appunto ho ricevuto in dono da Monica lo scorso Natale, perché questo libro mi ha preso il cuore, dandomi mille spunti di riflessione.

Viola Ardone apre un uscio sui bassi napoletani, ma una volta varcata la soglia ci si trova dentro il mondo di un bambino, che assorbe, che impara, che conosce persone e cose entro i limiti che può raggiungere, e che allo stesso si spinge oltre, portando con sé anche il lettore.

Inesauribile il flusso di pensieri che si scatenano.
L’infanzia è un tema che mi è particolarmente caro per molti motivi, non ultimo il fatto che i bambini ci insegnano, ma troppe volte noi ce ne scordiamo.

Inesorabile il dilemma.
Personalmente non ero a conoscenza dell’esistenza di questi treni, o meglio, di questi trasferimenti nello specifico contesto narrato, anche se mi sono subito tornati in mente i bambini di Chernobyl che dopo il disastro sono stati ospitati da molte famiglie anche nel mio paese di origine.

Inevitabile l’ondata di considerazioni a cascata, dall’ambito generale fin nel profondo del livello personale, in tema di incomunicabilità e di barriere.

Imprescindibile l’ammirazione per la forza. Intrinseca, lieve eppure dirompente.

Implacabile l’analisi che ne scaturisce e il faccia a faccia con le reazioni e le emozioni personali sulla morte.

Ho pianto.

Sono stata catapultata anche io su quel treno ma non solo, insomma non so se è chiaro: questo libro mi è piaciuto e te lo consiglio.

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