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In questi giorni in cui siamo sottoposti a centrifughe di informazioni sparate a velocità accelerata, ci si ritrova a pensare anche a quanti diritti sanciti dalla nostra Costituzione sono stati sospesi dai decreti con quella sigla finora inusuale: DPCM.
La nostra Costituzione in effetti non prevede la dichiarazione dello stato di emergenza, e rimanda semplicemente al Codice della Protezione Civile, a tale Codice infatti si fa riferimento nella ormai famigerata pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 31 gennaio.
I nostri padri costituenti non ritennero opportuno inserire clausole di emergenza ritenendo che l’eventuale conferimento di pieni poteri ad un organo specifico, oppure la legittimazione della limitazione, o addirittura della sospensione dei diritti dei cittadini, avrebbero potuto rappresentare un pericolo nel caso di possibili rischi di dittatura.
Emergenza è per definizione una circostanza imprevista, un concetto dunque che di fatto rimanda ad un momento critico, ad una particolare condizione che richiede intervento immediato.
Indubbiamente quella che stiamo vivendo è una serie di eventi del tutto incomparabili e sarebbe opportuno cercare di mantenersi focalizzati sui punti fermi: cioè i dati certi.
Costa solo qualche secondo andare a leggere dalle fonti ufficiali.
Ciò che è reale e corretto aiuta chiunque a fare le proprie riflessioni al riparo della grancassa di alcuni media che alimentano panico e conseguenti comportamenti fuori luogo e, dal verso opposto, contribuisce a rispondere alla domanda del titolo.
La rana bollita è il famigerato principio metaforico di Noam Chomsky secondo il quale se
Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita. Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.
Questo pentolone ha una ulteriore caratteristica inquietante: le sue dimensioni. Coinvolge tutto il mondo.
“Essere bolliti” ha però anche un altro senso gergale, almeno a quello possiamo senza dubbio porre rimedio.

 

 

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