NUOVA CAMPAGNA EMPORIO ARMANI

NUOVA CAMPAGNA EMPORIO ARMANI

 

 

Nuova campagna Emporio Armani autunno inverno 2022-2023: ho già detto che mi piace Re Giorgio? Claro que si!

Ho già pubblicato una sfilata Emporio Armani? Claro que si!

Ed è chiaro anche che ho una predilezione particolare per i toni del grigio di Armani e per le sue inconfondibili linee senza tempo, proprio come il taglio dei pantaloni che aprono questo video

Queste immagini mi hanno fatto immediatamente pensare a una delle sequenze che amo da quando ero bambina

Tu come ti vedi?

Hai un amico a quattro zampe che ti somiglia?
Come vi siete incontrati?
Passeggiate anche voi in simbiosi?

Il fotografo Gerrad Gethings, specializzato in questo tipo di ritratti, ha pubblicato una serie di scatti proprio incentrati su questo concetto.

Un articolo della BBC descrive questo fenomeno denominato canine mini-me basato sugli studi del professor Michael Roy

Quarantacinque cani e i loro proprietari sono stati fotografati separatamente e ai giudici è stato mostrato un proprietario, il cane di quel proprietario e un altro cane, con il compito di scegliere la vera corrispondenza. I risultati erano coerenti con un resoconto di selezione: gli osservatori sono stati in grado di abbinare solo cani di razza ai loro proprietari e non c’era alcuna relazione tra la capacità di accoppiare una persona con il suo animale domestico e il tempo in cui avevano convissuto. La capacità di abbinare persone e animali domestici non sembrava basarsi su alcun semplice abbinamento di tratti (ad es. taglia o pelosità). I risultati suggeriscono che quando le persone scelgono un animale domestico, ne cercano uno che, a un certo livello, assomigli a loro e quando ottengono un purosangue, ottengono ciò che vogliono.

Cosa pensi in proposito?

Tra i protagonisti del video di Emporio Armani c’è un bassotto tedesco, come il nostro Rocky: i miei genitori lo avevano adottato perché “l’umano” con il quale viveva voleva sbarazzarsene.

Rocky aveva paura di svolgere quello che era il suo “compito” cioè infilarsi nelle tane e per questo motivo veniva picchiato.

Purtroppo gli è rimasta per sempre una estrema diffidenza per le persone, ma con noi era dolcissimo.

Ecco, forse potrei dire che i toni del grigio sono belli solo se si parla di abiti, che ne dici?

GENOVA JEANS

GENOVA JEANS

 

Ti segnalo la manifestazione che si terrà da oggi fino al sei settembre: Genova Jeans un progetto multiforme e ambizioso che inaugura la via del jeans.

Una iniziativa del genere non poteva che svolgersi a Genova, città che ha dato il nome e l’origine al capo di abbigliamento più diffuso e universale in assoluto.

Blu di Genova.

Perché noi al De Nimes non prestiamo attenzione giusto? E non per tirare fuori la solita rivalità con i cugini d’oltralpe … 

Curiosa di sapere in cosa consiste questa “via del jeans” che viene definita futura Carnaby Street genovese, mi sono ritrovata a pensare a come i jeans sono cambiati dal primo paio indossato da bambina a oggi.

Così ho provato a ripercorrere la trasformazione dei modelli:
anni 50, Marylin, un mito

anni 60: B. B. incarna la libertà

l’immagine simbolo degli anni 70 è indiscutibilmente rappresentata dai jeans a zampa di elefante

che negli anni 80 si stringono in fondo e qui non c’è il minimo dubbio: i jeans a vita alta di Re Giorgio.
Ma io che non me li potevo permettere amavo la versione balloon arricciata o in alternativa con la baschina.

alti e poi bassi? Mah! Negli anni 90 il must era larghi e lunghi fino a calpestarli …

anni 2000 ad abbassarsi è stata la vita … fin quasi a scomparire

anni 2010 risaliamo ma i centimetri recuperati spariscono in larghezza: versione skinny

E ora? Prosegui tu?
Quante paia ne possiedi? Quanto spesso indossi i jeans? Trovi che possano essere adatti a tutte le occasioni?

Il tuo lavoro prevede la possibilità di vestire anche un paio di jeans oppure hai un dress code? Penso ad esempio a quando sono stati banditi da Bush per i collaboratori della Casa Bianca.

Riesci a trovarli del tutto personali? Chiedo questo perché trovo singolare anche solo il fatto che esista un dibattito, riportato sul New York Times  secondo il quale basare indagini FBI sull’unicità del tessuto di jeans indossati da sospetti criminali, dal momento che ogni paio ha un modello di usura unico impossibile da replicare in maniera del tutto identica.

A proposito, è da qui che i 501 ci sono stati presentati in versione stone washed.

Ma troppa acqua è passata sotto i ponti per cui oggi la tendenza si dirige verso chi invece promuove comportamenti eco-sostenibili come ad esempio Howies, Monkee Genes, o addirittura Mud Jeans che li affitta dietro pagamento di una tariffa di noleggio mensile che può durare 12 mesi dopodiché i jeans sono tuoi.

Cosa ne pensi?

UN TUFFO NEGLI ANNI 80 CON GLI OCCHI A CUORE

UN TUFFO NEGLI ANNI 80 CON GLI OCCHI A CUORE

Sarò anche di parte, ormai lo sai, ma non ti perdere questa sfilata di Emporio Armani!

Ancora una volta la settimana della moda rimane all’insegna del phygital, ma Re Giorgio ci regala un viaggio nei favolosi anni 80 con tanto di tunnel e percorsi fluo!

Io ho guardato tutto con gli occhi a cuore: i pantaloni ampi a vita alta, le giacchine corte, le bretelle (vi ricordate l’utilizzo anche come martingala?) e poi il velluto nero, i tessuti operati, il viola, le file di bottoncini, le camicie bianche, gli spigati, le spalle imbottite

Immancabile il mio grigio in tante declinazioni una più bella dell’altra! E ho adorato anche la consistenza e il calore dei tessuti: qualcosa che possa dare una sensazione di vestibilità morbida e avvolgente, una coccola, se vogliamo.

Forse persino con un accenno athflow

Dunque eccomi qua per l’ennesima volta grata per lo spettacolo: bellezza da vedere, ma anche bellezza come mezzo per trasportare. Certo, non si può viaggiare nello spazio, ma si può viaggiare nei ricordi.

Tu cosa mi dici degli anni 80? Li hai vissuti? Li hai amati?

ATHFLOW

ATHFLOW

Athflow deriva dalla fusione di ATHLEISURE e FLOW.

Athleisure a sua volta è un termine ibrido composto da athletic, cioè sportivo e leisure, ovvero tempo libero, ed indica appunto uno stile di abbigliamento che sia pratico e indicato per fare sport ma allo stesso tempo alla moda, quindi adattabile anche ad altri contesti meno informali.

E il flow ora cosa aggiunge? Lo stile cozy: comodo, rilassato, apparentemente disinteressato.

L’idea di decontestualizzare gli indumenti, estraendoli dall’uso standard e ancor più la destrutturazione risale all’inizio degli anni 70 grazie a, ormai lo sai: Re Giorgio, ça va sans dire.

In questo ultimo anno però, lo smart working ha creato una nuova esigenza: adattare l’outfit da casa a una connotazione più formale all’occorrenza, nel caso di conference call, webinar, e via discorrendo.

Facendo una ricerca tra le maggiori tendenze, io, che ho un tot di primavere, ho però avuto un déjà vu: già nei gloriosi anni 80 utilizzavamo questo genere. Il mio ricordo si è fissato in particolare su una tuta bianca con la scritta rossa United Workers of Americanino che ho usato tantissimo, molto simile a quella indossata da Chiara Ferragni qui.

Un po’ tutti gli stilisti in effetti avevano presentato in maniera piuttosto universale abiti in maglia, proprio sull’onda del concetto di comodità.

E di nuovo io mi ritrovo a pensare ai maxi pull che imperavano agli inizi degli anni 80 … ad esempio questo dress di Salvatore Ferragamo li rievoca in pieno.

La novità che mi piace sono i pantaloni in maglia, qui direi che tra comfort e calore siamo al top.
Indovina? Ho scelto un colore a caso …

Tu cosa pensi di questa contaminazione?
Il tuo modo di vestire è cambiato?

In generale qual è il tuo outfit preferito?

A RIVEDER LE STELLE

A RIVEDER LE STELLE

Stavolta proseguo il post precedente e spero davvero che tu non ti sia persa/o uno spettacolo così strepitoso

Avevo già visto Tosca lo scorso anno, e in generale trovo che l’opportunità di poter seguire questi eventi abbia davvero una valenza rilevante.

Quest’anno le prove della prevista Lucia di Lammermore erano state interrotte come continuano ad essere interrotte le nostre vite in questo periodo che speriamo possa concludersi prestissimo, ma l’unione del lavoro di svariate e prestigiose eccellenze ha fatto sì che come in una magica miscela si creasse quella che per me è stata una alchimia perfetta

Penso alle Affinità elettive, non so se mi passi questo paragone che nasce dal mio entusiasmo per il crescendo di citazioni che ha composto una serie di sequenze artistiche da lasciare senza fiato.

Ho trovato ad esempio un momento che definirei perfetto con la Carmen di Bizet quando alla musica che semplicemente adoro si sono unite le immagini a creare un effetto pittorico e suggestivo con il valore aggiunto dell’abito di Re Giorgio.

Un’altra sorpresa fortissima: Davide Boosta Di Leo che ha curato la parte con l’esibizione di Roberto Bolle.
Apprezzo moltissimo le contaminazioni in questo senso.

E, come si è capito 🙂 ho un debole particolare per le citazioni, caratteristiche per le quali mentre guardavo mi sentivo come una bambina che trova moltissimi pacchetti sotto l’albero di Natale.

Danza

Cinema

Arte

Moda

Frame simbolici e letteratura

Elencare tutto sarebbe riduttivo e finirei comunque per scordare qualcosa, dunque chiedo piuttosto cosa ha colpito maggiormente te.

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