PROCESSO DI GARLASCO: DIRITTO ALLA VERITÀ

PROCESSO DI GARLASCO: DIRITTO ALLA VERITÀ

 

Ci sono nuovi argomenti di valutazione, a nostro avviso molto importanti
L’avvocato di Alberto Stasi ha recentemente spiegato in una intervista la richiesta di revisione del processo che francamente giunge inaspettata.

Nel 2017 la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario depositato dalla difesa di Stasi, dopo aver respinto il ricorso nel 2015 e dopo la condanna a 16 anni della Corte di Assise di Appello nel 2014.

Tutti, anche chi segue meno assiduamente i casi di cronaca, siamo rimasti colpiti da questo delitto che ha squarciato il clima vacanziero nell’agosto del 2007.
Un paesino tranquillo, una ragazza semplice, una banale bicicletta, e la casa: il luogo dove ci si sente più al sicuro, improvvisamente riempito di orrore. Un orrore inspiegabile che ha trasmesso inquietudine, sdegno e una lunga serie di interrogativi.

Io ho trovato risposte e precise spiegazioni nel libro di Gian Luigi Tizzoni, che racconta in maniera semplice il susseguirsi degli eventi che per lui rappresentano dieci anni di vita.
Tanto che personalmente ho avuto la sensazione di leggere pagine di un diario, piuttosto che fredde esposizioni legali.

Il libro inizia dal 18 agosto 2007: non la data dell’omicidio, ma il giorno del funerale di Chiara, quando ancora l’avvocato Tizzoni non aveva ricevuto l’incarico di tutelare la famiglia Poggi. E si suddivide in sei capitoli, tanti quanti sono stati i gradi di giudizio.

“Credo abbiano ucciso una persona, ma forse è viva, è così che Stasi ha descritto la morte della ragazza di cui era innamorato.”
Queste sono parole di Gian Luigi Tizzoni, come potrebbero essere parole tue o mie. Non è il racconto di un avvocato, è il racconto di un uomo, “di un lungo viaggio, di una vera e propria odissea.”

Te lo consiglio: io ad esempio, nonostante avessi sempre seguito la vicenda, ho finalmente avuto modo di comprendere bene la questione del pedale e di riordinare con esattezza tutte le varie tessere del puzzle, o meglio, per usare nuovamente le parole dell’autore:

ciascun indizio si è integrato perfettamente con gli altri, come tessere di un mosaico, creando un quadro di insieme…”

in caso, poi, se vorrai, potrai dirmi qual è il quadro che vedi tu.

 

 

EMMA WATSON: DA HERMIONE A BLING RING? NO! A KE RING!!

EMMA WATSON: DA HERMIONE A BLING RING? NO! A KE RING!!

 

Coffee?”
A cappuccino please.”
You?”
What she said.”
Same.”

laughing ovviamente io parto sempre dal caffè e ovviamente avrai già indovinato dove avviene questa conversazione e tra chi.
Potremmo quasi chiamarla una situazione da “keep calm” anche se la calma dura poco …

Del Luchino Caffe adoro il pavimento a scacchi, ma potendo trovarmi a quel tavolo rosso invece di caffé o cappuccino io vorrei una polisucco!

Qualcuno ha visto un rospo?”
Hermione ci ha conquistati immediatamente: i suoi capelli, il suo modo di muovere la testa a sottolineare ancor di più la sua arguzia, il suo “sapere tutto” pienamente meritato.

Va detto che Emma Watson è stata brava nella interpretazione, tanto quanto nel non rimanere legata al personaggio, accompagnando la sua crescita personale a quella professionale con un percorso del tutto unico.

Emblematico il suo caffé completamente differente, in Bling Ring. Una caratterizzazione opposta, nella quale emerge una certa inclinazione per il mondo della moda, che è il motivo per cui ti sto parlando di lei.

Prima però vorrei sottolineare come Il suo sia uno stile del tutto personale, che passa attraverso scelte ben precise e iniziative rilevanti tra le quali va senz’altro ricordato il discorso all’ONU come ambasciatrice delle donne a favore della campagna HeForShe per UNwoman a difesa della parità di genere.

Eppure lei rimane sempre semplicemente magica, e diventa fata dei libri lasciando copie del libro “Mom & Me & Mom” nella metropolitana di Londra per il booksharing Books On the Underground

Oppure organizzando un gruppo di lettura, una sorta di club del libro con il quale promuove una condivisione al femminile. 

E nonostante sia entrata a soli 19 anni nel Guinness dei record per essere l’attrice del decennio che ha ottenuto i maggiori incassi, lei mantiene una linea precisa anche in fatto di moda: appassionata di look e tendenze, ma solo rigorosamente eco-friendly.
La puoi seguire qui

Moda dunque, ma moda etica, ben lontana dai guardaroba saccheggiati nel film di Sofia Coppola!

Un binario molto preciso, un binario concreto, un viaggio unico la cui ultima fermata è

Kering

Emma Watson è entrata a far parte del consiglio di amministrazione.

Sei davvero la strega più brillante della tua età!”

 

 

RADIO FREE EUROPE

RADIO FREE EUROPE

 

Se dico Radio Free Europe tu a cosa pensi?
Io non posso fare a meno di sentire immediatamente la voce di Michael Stipe sulle note della canzone tratta da quella che è la loro svolta con Murmur, recentemente valsa il sesto posto nella classifica dei 100 più grandi singoli di debutto di tutti i tempi,   nonostante la diatriba dei fans per stabilire se sia meglio la versione originale o quella remixata due anni dopo che probabilmente non si concluderà mai, ma questa è un’altra storia.
È la terza volta che cito i R.E.M. dopo What time is the end of the world? e Shiny happy people, a parte il fatto che sono fissata, perché?
Perché Radio Free Europe è una radio istituita all’inizio della Guerra Fredda per trasmettere notizie e informazioni senza censure al pubblico dietro la cortina di ferro, Radio Free Europe / Radio Liberty (RFE / RL) ha svolto un ruolo significativo nel crollo del comunismo e nell’ascesa delle democrazie post-comuniste in Europa.
Oggi, RFE / RL è una delle organizzazioni mediatiche più complete al mondo, che produce programmi radiofonici, Internet e televisivi in paesi in cui una stampa libera è vietata dal governo o non è completamente istituita.
Fu fondata nel 1950 con l’intento di offrire quantomeno una alternativa, una possibilità di valutare una visione diversa.
Eppure 70 anni dopo sembriamo esserci dimenticati dell’importanza della pluralità di espressione dal momento che sempre più spesso si verificano episodi di censura.
L’ultimo in ordine di tempo ha visto protagonista proprio una radio: o meglio il canale YouTube di Radio Radio, che è stato chiuso con una dinamica decisamente strana, come spiegato nel dettaglio dall’autore Fabio Duranti.
Perché riteniamo le persone incapaci di confrontarsi con pensieri alternativi? Perché si censura invece di argomentare ed eventualmente confutare con spiegazioni fondate?
La famigerata frase “non sono d’accordo con quello che dici ma darei la vita perché tu possa dirlo” erroneamente attribuita a Voltaire, si è rivelata imprecisa rispetto all’originale disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo, realmente scritta da Evelyn Beatrice Hall, ma rimane essenziale nel suo concetto a mio avviso imprescindibile.

 

 

“ROSSO A PIÙ NON POSSO”

“ROSSO A PIÙ NON POSSO”

 

Che cos’è il rosso? Un colore? No, direi molto di più, il rosso è uno stato d’animo, il rosso è energia, il rosso stimola la creatività.
Ma la persona più adatta a spiegarci il rosso è Emanuela!
Colgo l’occasione per esprimere la mia gratitudine: la tazzina nella foto è sua, ed è lei che mi ha dato l’ispirazione per una sorta di “viaggio” itinerante di tazzina in tazzina.
Grazie ad Emanuela questo viaggio parte dalla Sicilia: tra le tantissime citazioni che la decantano, ho scelto questa di Goethe
L’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto … La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra … chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita.”

Emanuela, ci racconteresti un po’ del tuo rosso e della tua Sicilia?

Il rosso è un colore che non passa mai inosservato e che colpisce subito, spesso fa pure innamorare! 😍 A me capita quando vedo per esempio gli oggettini di artigianato tipici della mia terra, la Sicilia, ovvero quei souvenir tipo bijoux, carretti, calamite, ecc. in cui la fantasia non ha limite! Il rosso è un colore onnipresente ed è fra l’altro il colore della lava che spesso fuoriesce dal vulcano Etna 🌋 il quale è ben visibile da dove abito io, nell’area del Catanese… il rosso è un colore vivo, allegro, con un bel caratterino, direi… Fino a qualche anno fa lo associavo quasi esclusivamente al Natale, da non molto tempo invece ho imparato ad apprezzarlo come colore da indossare e da utilizzare tutto l’anno perché è un colore deciso e divertente, anche… Mi mette allegria e non mi annoia mai… Ecco perché ho voluto creare una pagina dedicata a questo colore, prendendo spunto dai tanti oggetti in rosso che possiedo e che continuerò ad acquistare man mano che mi capitano in giro per negozi o bancarelle… Come questo simpatico galletto con la scritta Etna (acquistato in un paesino etneo) e che mi ha colpito subito proprio perché piccolo e rosso (colore della lava), devo dire che è stato lui a farmi balenare l’idea di aprire una pagina sul rosso, non a caso l’ho messo come primo oggetto che la inaugura! Credo fortemente che il rosso sia uno dei colori tipici della mia terra, oltre all’azzurro (colore del mare) e a qualcun altro, certo, tuttavia il rosso lo associo di più al colore della terraferma e della terra che arde di fantasia quando si tratta di creare cose tipicamente made in Sicily! E che dire della coppia rosso + nero della mia bevanda preferita, il caffè? 🌋☕ Per me è una doppia esplosione di allegria! 🎉🎊!

Sicuramente l’allegria di Emanuela si percepisce in tutta la sua esplosione e io la ringrazio perché questo è solo uno dei tanti caffè speciali che mi ha dedicato!
ROSSO A PIÙ NON POSSO è la sua pagina:  colore, calore, energia, fantasia e rosso ovviamente!

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