@muse

@muse

@muse fino a qualche tempo fa era l’indirizzo Instagram e X di Matthew Bellamy, Dominic Howard e Chris Wolstenholme, ovvero i Muse.

Milioni di followers, ça va sans dire.

Eppure persino loro hanno dovuto modificare il loro indirizzo social per lasciare il nickname a “qualcuno.”

Qualcuno più importante?
No, qualcuno più influente.

Quindi ora i Muse si raggiungono al link @museband, e @muse viene occupato dal nuovo prodotto IA.

Muse è un assistente personale basato sull’intelligenza artificiale sviluppato da Meta che, cito la descrizione ufficiale: ti aiuta a gestire ogni aspetto della vita.

Sulla questione Matt Bellamy in una intervista a iHeartRadio ha dichiarato di averne parlato direttamente con Mark Zuckerberg: “don’t touch the music” è ciò che gli ha detto dopo aver visto la versione Beta prima del lancio.

 

@museinfo_fr

Matthew Bellamy about the Meta AI name “Muse” and the change for “Muse band”. via iHeartRadio #muse #museband #mattbellamy #la #meta

♬ son original – museinfo_fr

Ufficialmente una questione di marchio.

In pratica una questione di soldi.
Come sempre.

La leggenda narra che Meta abbia scelto il nome Muse proprio per evocare una musa ispiratrice.

@muse dovrebbe essere un assistente interattivo evoluto capace di organizzare la giornata ad esempio spostando la prenotazione di un volo, compilando moduli, scrivendo e-mails e cose di questo genere attraverso l’interconnessione tra app.

Che ne pensi?

Utile o inquietante?

Pensierini ha proposto una discussione a proposito dei rischi dell’Intelligenza Artificiale, nel caso in cui tu l’abbia persa, la trovi qui.

Vuoi ridere?

Secondo Reuters dietro Muse c’è personale umano, cioè ci sono persone che portano a termine determinate operazioni che a quanto pare rimangono ancora “fantascienza” per l’IA.

Quindi l’intelligenza artificiale cosa può fare veramente?

Sicuramente ChatGPT ora chiacchiera con molte persone.

E ti ricordi i Diny dancers?

Ecco, durante il mega evento Vogue World Milano due robot hanno sfilato tra indossatori artisti e ballerini.

@muse

L’espressione di Miuccia Prada è già storia.

Mi piacerebbe conoscere anche la tua reazione.

In realtà il tema di questa quinta edizione di Vogue World a Milano era proprio una celebrazione dell’ingegno umano nell’era dell’AI.

Ti consiglio di dare un’occhiata al video nella sua interezza per renderti conto dell’excursus tra passato e presente che rende omaggio all’arte in generale, non soltanto alla moda.

Per chiudere il cerchio, a proposito di muse io direi: teniamoci stretta la bellezza.

TELEGIORNALISMO VIRTUALE

TELEGIORNALISMO VIRTUALE

Telegiornalismo virtuale: realtà o fantascienza?

Quando si parla di Intelligenza Artificiale, si pensa subito a tecnologie all’avanguardia, a robot in grado di comprendere e decidere le azioni da compiere e di un mondo futuristico in cui macchine e uomini convivono. In realtà, l’Intelligenza Artificiale e il suo utilizzo sono molto più reali di quanto si possa immaginare e vengono oggi utilizzati in diversi settori della vita quotidiana. Si tratta tuttavia di utilizzi meno invasivi di quello che si pensa o di quanto viene mostrato spesso dai film di fantascienza che hanno trovato nel tema dell’Intelligenza Artificiale lo spunto per molte serie più o meno di successo.

Questa è l’introduzione pubblicata sul portale dedicato Intelligenza Artificiale. 

Ma siamo proprio sicuri che si tratta veramente di “utilizzi meno invasivi di quanto viene mostrato nei film?”

Nel video di seguito appare la presentazione del primo anchorman virtuale per XINHUA, siamo nel 2018

Il 20 dicembre 2021 un giornalista di National Business Daily annuncia di essere virtuale dopo settanta giorni, lo scrivo anche in numero: 70 giorni di programmazione, durante i quali è andato in onda senza che nessuno notasse nulla.

Il media statale cinese NBD ha poi illustrato, in collaborazione con la società di intelligenza artificiale Xiaoice, il lancio ufficiale dei loro programmi TV: trasmissione di notizie in diretta gestiti interamente da Intelligenza Artificiale.

Xiaoice 微软小冰 , che si definisce L’unicorno nato da un gigante, è legata a Microsoft, che la ha trasformata in società indipendente il 13 luglio 2020. 

Qui trovi il video ufficiale e la descrizione del progetto che rientra nel 14° Piano quinquennale della Cina alla voce Tecnologie digitali chiave: innovazione e applicazione

Il nostro focus sarà su chip di fascia alta, sistemi operativi, algoritmi chiave di intelligenza artificiale, sensori e altri campi chiave. Continua. 

Ora, verrebbe da dire che considerato il livello di molti giornalisti, purtroppo, una condizione del genere non farebbe molta differenza … ma c’è poco da scherzare.

Tu cosa pensi?
C’è un giornalista presente o passato che, al contrario, stimi particolarmente?

 

SOLSTIZI COMARI E TAROCCHI

SOLSTIZI COMARI E TAROCCHI


Nei giorni scorsi mi si sono incrociati vari pensieri, partendo dal post di Gabriella sull’Acqua di San Giovanni ma anche sul rito del fuoco per diventare comari non nel senso che io avevo finora dato a questa parola.

Acqua e fuoco dunque.
Acqua e fuoco che secondo Cicerone “non ci sono utili in più circostanze che l’amicizia.”
Acqua e fuoco, due dei quattro elementi della vita.

L’acqua e il fuoco che i druidi definiscono Litha cioè luce della riva perché il fuoco, o meglio il sole, che ha raggiunto lo zenit ed è arrivato al suo punto massimo, si tuffa nelle acque, sulla spiaggia, nel punto d’unione tra terra e mare.

Del solstizio d’estate, che Alidada ha descritto magistralmente nel suo Spicchio di cielo, mi sono innamorata tanti anni fa leggendo Sarum di Edward Rutherfurd che partendo dall’era glaciale vede proprio la nascita di Stonehenge che nel mio immaginario va ben oltre lo status di “ringing rocks” ad esempio, e si riveste di mistero con quel retrogusto di leggenda che amo.

Ma tornando a Litha, vorrei riprendere un po’ il concetto di Samhain: momento in cui il velo tra i due mondi è più sottile, però spostando la contrapposizione tra “sopra e sotto” proprio come una celebrazione del contrario, che ovviamente io adoro. Non a caso Litha viene definito anche giorno fuori dal tempo.

In questo capovolgimento, è come se gli elementi fuoco e acqua ribaltassero i loro ruoli in una unione magica.
Una suggestiva immagine a rappresentazione di questa magia si concretizza nelle candele galleggianti.

Fuoco, acqua.
Falò e rugiada.
Flutti e fuochi.

Così Shakespeare nel suo Sogno di una notte di mezza estate ci descrive la risposta di una fata:
Sui boschi e sulle valli
nei boschi e nei roveti
sui parchi e sui recinti
per flutti e per fuochi,
della sfera della luna
più presta men vado.
E servo la Fata Regina,
irrorando di rugiada
le sue impronte sull’erba.

Fuoco, acqua.
Sole e luna.

E poi mi sono ricordata del consiglio che mi aveva dato QueenFaee Studio nei commenti qui. Dove sole e luna traggono ispirazione dalle carte dei tarocchi Visconti Sforza, tanto per rimarcare le curiose coincidenze, e il mio legame con il territorio …

Questo corto di Garrone per Dior incanta come il fluttuare magico delle stelle sotto alla meravigliosa volta del castello toscano di Sammezzano che esattamente come in rovesciamento sottosopra, le conduce a galleggiare nell’acqua della fontana.

Maria Grazia Chiuri ha voluto dare una rilettura ai tarocchi trasportandoli in una dimensione fiabesca ma anche artistica, nella quale i preziosi ricami e le trame ricercate dei tessuti danno vita a opere d’arte: quadri viventi, che non si lasciano soltanto osservare, ma trascinano in un percorso alla ricerca di risposte.

Il primo abito tra l’altro mi ha folgorata: foglie su pizzi, una sorta di commistione tra moda e natura che non a caso ho immediatamente trovato magica, e che mi ha fatto pensare in particolare all’albero della foto sotto al titolo, con il suo abito di edera, perché la Natura si veste meravigliosamente.

Ma forse quello che preferisco in assoluto è Le Pendu.

Tu a questo punto mi dirai “ma cosa c’entra tutto ciò’”

In realtà incrociando tradizioni, leggende e atmosfere fiabesche vorrei interpretare questa estate come una serie di carte che possono regalare una chiave di lettura che consenta il riappropriarsi della magia di sentirsi allineati al sole, pronti ad accogliere la luce.

E tu?
Cosa vedi o prevedi nelle tue carte?
Acqua, fuoco, o cos’altro?

P.S.: nei commenti la versione Keep Calm di Le Fou … ovvero una creatura sottosopra che vorrebbe essere una comare, che non tace come una cicala, che accumula come una formica e che sa essere pesante come una pietra, ma anche mooooolto più “sospesa” di Stonehenge laughing

GOOGLE NEWS SHOWCASE

GOOGLE NEWS SHOWCASE

Googler: googlare in francese inizia ad avere un significato diverso se si entra nell’ambito di notizie editoriali certificate IPG.

I nostri cugini d’oltralpe hanno messo a segno una ulteriore piccola vittoria nei confronti dei colossi del web. 

É stato infatti siglato un accordo tra la Alliance de la Presse d’Information Générale: APIG e Google France che prevede una remunerazione per i contratti di licenza degli editori di testate giornalistiche all’interno di un nuovo programma: News Showcase. 

La remunerazione prevista nei contratti di licenza tra ciascun editore di testata giornalistica e Google si basa su criteri quali, ad esempio, il contributo all’informazione politica e generale, il volume giornaliero di pubblicazioni o l’audience Internet mensile.

Questo è un passo molto importante anche nell’ambito della controversa questione per la Legge sul Copyright in Europa e vede la Francia come primo paese ad adottare una normativa legale.

Viene ribaltata la concezione in base alla quale Google ha sempre sostenuto che le notizie non portano vantaggi al motore di ricerca, ma soltanto una indicizzazione per le testate.

Ed è la conclusione di una battaglia portata avanti dalla stampa francese che si è rivolta alla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e successivamente alla Corte di Appello di Parigi e apre la strada anche agli altri stati membri.

Il tweet di Alliance de la Presse parla di riconoscimento effettivo di #droitvoisin ovvero diritto di vicinato che come ci spiega l’Irpa permette agli editori di ottenere dai motori di ricerca e dalle piattaforme online un equo compenso, stabilito tramite accordo appunto, derivante dall’utilizzo degli estratti delle notizie. Tra questi rientrano anche le anteprime (snippet) ampiamente sfruttate dal motore di ricerca.

Tu dove segui le notizie?

FONDO EMERGENZE EMITTENTI LOCALI

FONDO EMERGENZE EMITTENTI LOCALI

Se dico “fondo emergenze” tu a cosa pensi?
Io lo associo al pensiero di un aiuto speciale, a una sorta di protezione che permetta di far fronte ad una situazione finanziaria delicata e difficoltosa.

In questo periodo varie parole stanno assumendo significati nuovi e legati al contesto attuale: bonus, ristori …
La Treccani definisce fondo un
insieme dei mezzi monetari che si detiene in un dato periodo per uno scopo determinato.

“Fondo emergenze emittenti locali” ecco io mi ero immaginata qualcosa di un po’ diverso rispetto a quanto comunicato dal Mise, che in effetti scrive la dicitura esattamente tra virgolette sotto al titolo:
Fondo emittenti locali – Contributo straordinario per la trasmissione di messaggi di comunicazione istituzionali (emergenza sanitaria).

Il decreto 12 ottobre sulla Gazzetta Ufficiale spiega ampiamente che:
le emittenti radiotelevisive locali beneficiarie si impegnano a trasmettere all’interno dei propri spazi informativi i messaggi di comunicazione istituzionale relativi all’emergenza sanitaria che saranno resi disponibili tramite la piattaforma messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico.

Vale la pena anche leggere l’allegato: un tariffario con cifre variabili secondo il numero di passaggi da trasmettere ad orari prestabiliti. 

Sono perplessa, quanto siamo lontani dal paragone con l’acquisto di spazi pubblicitari?
Sì, lo so, è brutto fare questi discorsi quando ci sono di mezzo questioni morali, ma io davvero vorrei capire.

Qual è il tuo parere?
Hai mai ascoltato qualcuno di queste trasmissioni? Vengono annunciate come comunicati istituzionali?
Davvero non basta la RAI?

Perché questo “aiuto condizionato” quando da mesi già ogni tg diffonde ampiamente notizie e interviste ai membri del governo, per non parlare della quantità di programmi dedicati e talk show?

Forse sono io che sbaglio, tu correggimi sempre.

RADIO FREE EUROPE

RADIO FREE EUROPE

 

Se dico Radio Free Europe tu a cosa pensi?

Io non posso fare a meno di sentire immediatamente la voce di Michael Stipe sulle note della canzone tratta da quella che è la loro svolta con Murmur, recentemente valsa il sesto posto nella classifica dei 100 più grandi singoli di debutto di tutti i tempi, nonostante la diatriba dei fans per stabilire se sia meglio la versione originale o quella remixata due anni dopo, che probabilmente non si concluderà mai, ma questa è un’altra storia.

È la terza volta che cito i R.E.M. dopo What time is the end of the world? e Shiny happy people, a parte il fatto che sono fissata, perché?

Perché Radio Free Europe è una radio istituita all’inizio della Guerra Fredda per trasmettere notizie e informazioni senza censure al pubblico dietro la cortina di ferro, Radio Free Europe / Radio Liberty (RFE / RL) ha svolto un ruolo significativo nell’ascesa delle democrazie in Europa.
Oggi, RFE / RL è una delle organizzazioni mediatiche più complete al mondo, che produce programmi radiofonici, Internet e televisivi in paesi in cui una stampa libera è vietata dal governo o non è completamente istituita.
Fu fondata nel 1950 con l’intento di offrire quantomeno una alternativa, una possibilità di valutare una visione diversa.

Eppure 70 anni dopo sembriamo esserci dimenticati dell’importanza della pluralità di espressione dal momento che sempre più spesso si verificano episodi di censura.
L’ultimo in ordine di tempo ha visto protagonista proprio una radio: o meglio il canale YouTube di Radio Radio, che è stato chiuso con una dinamica decisamente strana, come spiegato nel dettaglio dall’autore Fabio Duranti.

Perché riteniamo le persone incapaci di confrontarsi con pensieri alternativi? Perché si censura invece di argomentare ed eventualmente confutare con spiegazioni fondate?

La famigerata frase “non sono d’accordo con quello che dici ma darei la vita perché tu possa dirlo” erroneamente attribuita a Voltaire, si è rivelata imprecisa rispetto all’originale disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo, realmente scritta da Evelyn Beatrice Hall, ma rimane essenziale nel suo concetto a mio avviso imprescindibile.

 

 

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