Aktion geht unter die haut significa l’azione entra sotto la pelle.
Letteralmente, in questo caso.
Quale caso? Quale azione?
Il caso si riferisce alla campagna di pubbliche relazioni della ministra federale austriaca Gewessler.
L’azione consiste in un tatuaggio da fare in cambio di un biglietto annuale valido per il trasporto pubblico: un Klimaticket.
Klimaticket tattoo, dunque.
Questa campagna ha avuto luogo all’Electric-Love Festival nel 2023. La società esecutrice è la One Mobility GmbH, fondata appositamente per il Klimaticket e di proprietà della Repubblica d’Austria al 64,417%.
Leonore Gewessler è stata al Frequency Festival per promuovere di persona il Klimaticket tattoo con il motto: aktion geht unter die haut “questa campagna ti entra nella pelle”.
I volontari hanno potuto scegliere uno tra una serie di motivi e farsi tatuare direttamente sul posto.
Tutti i temi avevano a che fare con il biglietto “per il clima” o con l’ambiente.
Tra gli altri, ad esempio la parola “Go Green”, circondata da un cuore ma anche la scritta Klimaticket.
Le prime tre persone che si sono tatuate sul posto hanno ricevuto ciascuna un biglietto gratuito valido per un anno.
La promozione dei mezzi pubblici, non è in discussione, ma il modo?
Io lo trovo offensivo nei confronti dei giovani in primis, visto che luogo e condizioni indicano loro come destinatari principali.
Ai ragazzi stiamo davvero facendo vedere il peggio: la nostra inadeguatezza, la nostra incompetenza, la nostra mancanza di criterio, di valori, di buon senso.
Womad è l’acronimo di World of Music, Arts and Dance, fondazione internazionale di musica e arte nota principalmente per i suoi festival, che si tengono ogni anno in più località in tutto il mondo.
“Non sai mai da dove può arrivare una notizia interessante” è il concetto che ho imparato in tutte le mie primavere.
A conferma ti dirò che la prima volta che ho trovato informazioni sul Womad stavo leggendo con mio figlio il suo libro scolastico di inglese.
Dobbiamo l’idea di questo festival di musica arte e danza a Peter Gabriel.
Nel 1982 l’autore dell’immortale brano in 7/4 con quel motivo armonico che ha portato i pensieri di tutti su quel verde perfetto verso il cielo, insieme ad un gruppo di persone ha dato il via al primo festival proprio nel Somerset, a Shepton Mallet.
Successivamente il progetto si è evoluto in una missione: creare opportunità di scambio culturale e apprendimento per portare le arti di culture diverse al pubblico più vasto possibile sviluppando progetti di educazione artistica e apprendimento creativo.
Del resto lo spirito di contaminazione di Peter Gabriel ci è apparso forte e chiaro nella commistione tra percussioni tribali e suoni elettro-sintetici di Shock the monkey.
L’aspetto strepitoso del festival Womad che si sta tenendo in questi giorni, è che Carmen Consoli ha annunciato la sua partecipazione con questa foto.
La Cantantessa.
Direi che lei è perfetta per rappresentare la forza delle radici e la ricchezza delle collaborazioni.
Carmen è la prima artista italiana che si esibisce al world music festival.
27 / 30 luglio – Charlton Park sono le coordinate del Womad 2023.
In attesa possiamo guardare gli highlights dell’edizione dello scorso anno: la quarantesima.
Un anno fa, precisamente il 6 luglio 2022, una esplosione distruggeva le Georgia Guidestones e a oggi non è stato trovato nessun colpevole.
Le Georgia Guidestones erano un monumento in granito cretto nel 1980 in una zona che per il popolo Cherokee è Al-yeh-li A lo-Hee che si traduce in “centro del mondo,” sul territorio di Elberton, più precisamente.
Per anni le Guidestones hanno rappresentato un’attrattiva turistica tanto da conquistarsi l’appellativo di Stonehenge d’America.
Ok, questa è una indubbia esagerazione, ma ipotizzo che le Guidestones costituissero un ottimo biglietto da visita per una località che riporta sul proprio sito lo slogan “La capitale mondiale del granito.”
Un monolito di circa 119 tons è senz’altro notevole.
Il riferimento a Stonehenge si deve ad alcune caratteristiche particolari tra le quali ad esempio la collocazione dei quattro grandi blocchi verticali rivolti verso l’esterno che erano orientati ai limiti della migrazione della luna durante il corso dell’anno.
Un foro obliquo all’altezza degli occhi permetteva che la stella polare fosse sempre visibile, a simboleggiare la costanza e l’orientamento con le forze della natura.
E una fessura al centro della pietra formava una “finestra” che si allineava con le posizioni del sole nascente ai solstizi d’estate e d’inverno e all’equinozio in modo che il sole di mezzogiorno risplendesse per indicare il mezzogiorno su una linea curva.
I creatori volevano che le pietre funzionassero come bussola, calendario e orologio.
Ma ciò che connotava maggiormente le Guidestones era il messaggio proclamato sul monumento in 12 lingue, tra cui lingue arcaiche come sanscrito, cuneiforme babilonese, geroglifici egiziani e greco classico, oltre a inglese, russo, ebraico, arabo, hindi, cinese, spagnolo e swahili.
Il testo era costituito da dieci punti, dieci consigli, dieci indicazioni per la conservazione dell’umanità e delle generazioni future.
Mantenere l’umanità al di sotto di 500.000.000 persone in perenne equilibrio con la natura.
Utilizzare saggiamente la riproduzione, migliorando la forma fisica e la diversità.
Unire l’umanità con una nuova lingua “viva.”
Regolare passione, fiducia, tradizione e tutte le cose con ragione.
Proteggere le persone e le nazioni con leggi e tribunali giusti.
Lasciare che tutte le nazioni si governino internamente, risolvendo le controversie esterne in un tribunale mondiale.
Evitare leggi meschine e funzionari inutili.
Bilanciare i diritti personali con i doveri sociali.
Ricercare l’armonia con l’infinito valorizzando verità, bellezza e amore.
Non essere un cancro sulla terra. Lasciare spazio alla natura. Lasciare spazio alla natura.
Anche il monologo dell’agente Smith definisce l’umanità come un cancro nel film Matrix del 1999.
In generale sono concetti che ricorrono rimanendo sempre attuali e che si prestano a interpretazione secondo il punto di vista di chi li legge.
L’unica indicazione specifica è la prima.
Quando è stata scolpita, la popolazione mondiale superava ampiamente i quattro miliardi di persone.
Chi può aver pensato di scrivere una cosa del genere dunque?
La storia descritta dalla stessa Elberton Granite Finishing Corporation spiega che il committente fu “un misterioso gruppo di sponsor” rappresentati da un uomo: Mr. Christian, presentatosi come R.C. Christian.
Messaggio e mistero per l’umanità
questo lo slogan riportato sulla brochure esplicativa.
Mr. Christian disse soltanto che questo monumento era stato progettato per anni e che le dieci “guide” per la conservazione dell’uomo e della terra erano state attentamente formulate come un appello moralistico a tutti i popoli senza distinzione di nazionalità, religione o politica.
Linee guida che sono state definite come “applicabili alla vita.”
Finchè nel maggio 2022 una senatrice ha incluso tra i punti della sua campagna elettorale la demolizione delle Guidestones, anzi, delle sataniche Guidestones.
Anche Kandiss Taylor ha rilevato una coordinata particolare rispetto alla collocazione delle Guidestones come spiegato in questo tweet del 3 maggio 2022:
Il 6 luglio poi ha ringraziato Dio sempre tramite tweet.
Il video di una telecamera di sorveglianza mostra il momento della distruzione:
I resti sono stati rimossi per motivi di sicurezza.
C’è chi parla di ricostruzione e chi infiamma polemiche e teorie.
Quale sarà la verità? Attendiamo di essere illuminati …
Glastonbury Festival è un altro iconico appuntamento musicale che si svolge nei giorni successivi al solstizio d’estate.
Glastonbury si trova a circa un’ora da Stonehenge ed è celebre per la Glastonbury Tor ovvero una collina sulla quale si trova la Torre di San Michele.
Su questo luogo ci sono leggende che riconducono ad Avalon, Ynys yr Afalon, la famosa isola legata al mito di Re Artù che appassiona moltissimo da sempre.
Glastonbury sorge inoltre su una Ley line: una linea temporanea ovvero una delle linee che collegano virtualmente luoghi di rilevanza storica legati alla sfera spirituale.
Il Glastonbury Festival invece riguarda la sfera musicale e nasce nel 1970 dall’ispirazione di Michael Evis dopo aver assistito ad una esibizione dei Led Zeppelin.
Che dire … c’è da capirlo.
In tutti questi anni si sono avvicendate esibizioni memorabili, difficile persino stilare una classifica, su tutte vorrei citarti questa
Tu sapresti scegliere? Oppure hai una tua esibizione preferita di qualche altro artista?
Anche il Glastonbury Festival è una occasione caso per sbizzarrirsi con outfit particolari, che risultano però diversi rispetto a quelli sfoggiati al sole della California per il Coachella.
Il clima inglese richiede impermeabili e stivali: ecco una carrellata di look tra i quali possiamo ammirare Emma Watson.
Che ne dici? Sole o pioggia purché ci sia buona musica!
Pachinko パチンコ è il nome di qualcosa che per gli occidentali risulta forse meno comprensibile, ma soltanto perché noi abbiamo altre manifestazioni di alienazione e ludopatia.
Pachinko パチンコpotrebbe essere sinonimo di beffa.
Verbal Kint ci ha insegnato che la beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stata convincere il mondo che lui non esiste e, come niente … sparisce.
Anche il gioco d’azzardo in Giappone “non esiste” perchè è vietato. E sparisce sotto il nome di “divertimento” definizione con la quale viene classificato il Pachinko.
Il Pachinko è un gioco ibrido, potremmo dire che è la rappresentazione plastica della contaminazione: a metà strada tra un flipper è una slot machine.
Il trucco sono proprio le palline che da protagoniste del gioco diventano oggetto stesso della vincita ma che non possono essere cambiate in denaro.
Giocando al Pachinko si possono ottenere soltanto dei premi di varia natura: barrette di cioccolato, penne, accendini, caramelle, magliette, cosmetici, biciclette, buoni spesa, fino ai premi cosiddetti “speciali” cioè oggetti in argento o oro racchiusi in buste di plastica.
Questi premi speciali possono essere scambiati in punti esterni ma nelle vicinanze dei Pachinko Parlours: i TUC Shop = Tokyo Union Circulation.
Ho trovato regolamentazioni precise per quanto riguarda l’installazione di questi fantomatici flipper verticali, ma il rischio di dipendenza?
Questi Pachinko Parlors sono luoghi in cui le persone sono sottoposte a un livello di rumore altissimo e a luci molto forti.
I giocatori appaiono seduti inermi, completamente estraneati, come senza identità nel flusso di questi movimenti meccanici e lenti che annullano il tempo.
Mi colpisce molto lo slogan di una società che gestisce i Pachinko Parlors:
We resolve to bring joy to the lives of our staff, our customers, and society as a whole through our business.siness. Decidiamo di portare gioia nella vita del nostro personale, dei nostri clienti e della società nel suo insiemeattraverso la nostra attività.
Io non vedo gioia.
Ho trovato un sondaggio dal quale emerge principalmente che il Pachinko Parlour è un luogo in cui andare da soli.
Una pallina pesa 5,4 gr. una scatola da un dollaro contiene duemila palline, quindi il peso corrisponde a kg. 10,8!
Pensavo … con dieci kg. di caffè quante tazzine possiamo ottenere?
Sand coffee o, più precisamente Turkish sand coffee è il tipico caffè turco preparato nella sabbia calda.
Innanzitutto ringrazio Lu: fonte inesauribile di dritte, e casomai tu non avessi ancora visitato il suo blog The Caustic Misanthrope, sii consapevole che ti stai perdendo letture molto interessanti.
Bir fincan kahve ovvero la tazza di caffè viene preparata nel cezve.
Il cezve è una sorta di pentolino bollitore dalla classica forma panciuta sul fondo, a manico lungo con beccuccio progettato appositamente per fare il caffè turco.
Il caffè turco viene preparato in maniera diversa rispetto alla nostra: il caffè macinato e l’acqua si mescolano direttamente nel cezve e la polvere di caffè non viene filtrata.
Per questo motivo a volte viene zuccherato o speziato prima: quando il caffè è pronto la polvere di caffè si deposita rapidamente sul fondo ma non bisogna mescolare.
Ma, a proposito di granelli, veniamo alla sabbia!
Cosa c’entra la sabbia in tutto ciò?
Pare che il caffè venne introdotto a Istanubul da commercianti siriani nel XVI secolo, tuttavia inizialmente veniva considerato una droga, quindi era proibito.
Il caffè guadagnò comunque popolarità e il divieto venne revocato.
Sultani e nobili iniziarono a farlo preparare dai loro lavoratori usando il metodo della sabbia calda.
Perché nella sabbia calda il calore risulta avvolgente e completo rispetto alle fiamme di un fuoco, e permette di ottenere un caffè dalla consistenza cremosa.
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