KEEP CALM WE HAVE HEART

KEEP CALM WE HAVE HEART

Keep calm we have heart è il titolo di una mostra personale presso il comune di San Severo  a cura dell’artista Gianni Pitta

San Severo è una località che mi è rimasta impressa leggendo i libri di Giovanni Rinaldi, nei quali sicuramente il cuore non manca.

In questo caso però si tratta di cuore inteso in senso artistico, cito testualmente: Keep calm we have heart, vuole riproporre il tema centrale del cuore come simbolo, ma anche come linguaggio, come pensiero la cui finalità vuole essere principalmente di speranza, di amore e non solo amplificatore del tormento, conseguenza di questo malessere umano.

Indubbiamente di cuore e di speranza abbiamo molto bisogno, in questo periodo particolarmente.

E mi sono ritrovata a pensare alle volte in cui mi è capitato di disegnare un cuore: i miei cuori erano sempre imperfetti, asimmetrici, talvolta squilibrati proprio.

Eppure forse erano più veri, così: sghembi e schiacciati.

Se poi proviamo anche a scrivere heart in maniera diversa, otteniamo ad esempio heArt che è una piattaforma social dedicata all’arte, nata nel 2021 proprio con l’intento di dare visibilità e condivisione agli artisti.

Tu la conoscevi già?

Rimanendo in ambito artistico, QUANTE volte potremmo citare heart?

Qual è il primo cuore che ti viene in mente?

 

CAFFÈ DI TARASSACO

CAFFÈ DI TARASSACO

Mia zia di origini bellunesi: di Mel per la precisione, che ha sempre in serbo ottimi consigli riguardo all’utilizzo di erbe o frutti, mi ha mandato questo video

 

Tanto di cappello a Il Guardiano del bosco Ferruccio Féro Valentino, e ammirazione per Tuenno, la Valle di Tovel e la Val di Non.

Ovviamente la mia attenzione è andata sul caffè fatto con le radici di tarassaco

Hai mai bevuto caffè di tarassaco?
Sapresti prepararlo?

So che gli utilizzi del tarassaco sono molteplici, però io lo associo immediatamente al soffio

Il piccolo Etereo Cappuccio
Poggiato sulla Testa
Modisteria flessibile
Di un Dio sagace
Fin quando scivola via
Un nulla alla volta
E il Dramma del Soffione
Si estingue in uno stelo.
Emily Dickinson

Emily ne svela il dramma eppure io mi trovo a ripensare all’aspetto giocoso che il Dente di Leone mi donava durante l’infanzia, quando lo scivolare via doveva ancora venire.

Hai mai corso in un prato come questo?

Il pallido Gambo del Dente di Leone
stupisce l’Erba e l’Inverno d’un tratto diventa
un infinito Ahimè
sul gambo si leva un’inusitata Gemma e poi un chiassoso Fiore
il Proclama dei Soli
che la sepoltura è finita.
Emily Dickinson

Il Proclama dei Soli.

Questi “soli” ci regalano colore, speranza, a quanto pare anche il caffè, e poi?

Tu conosci altri modi di utilizzare il tarassaco?
Oppure sai impiegare altre erbe spontanee in qualche tipo di preparazione?

LIVIDI E MUSICA

LIVIDI E MUSICA

Lividi e musica è il nome del blog che ci regala il racconto di oggi per il calendario dell’Avvento

Oltre a Lividi e musica sul blog ho trovato la dose di ironia che a me piace molto e può darsi che oltre ai lividi ci siano anche le ossa rotte, così come può darsi che oltre alla musica ci siano racconti, sogni, idee, intuizioni, considerazioni, frasi a casacciocioè il mio habitat naturale.

In effetti mi ci sono ritrovata benissimo e ho gradito la particolare sorpresa alla fine del racconto.

E mi sono immersa immediatamente nella storia perché la storia è qui e ora, è la realtà, è l’imperfezione di un personaggio idealizzato, è la Magia formato tascabile.

Sì, la magia alla quale forse possiamo provare ad ambire, la magia ristretta, la magia ridotta, la magia che però può contenere la speranza.

Chi scrive non è un bot, chi scrive conosce piuttosto bene le paranoie, chi legge ed è come me, le capisce, ma soprattutto chi legge amerà Ippopotami per Natale:

Il nastro trasportatore si azionò con un sordo ronzio, e la prima cosa che vide arrivare fu un pacco di pannolini per cani. Il vecchio lo prese con riluttanza, se lo girò in mano per un paio di secondi come se stesse osservando una forma di vita aliena sconosciuta e alla fine lo fece scivolare nello scatolone, pronto per essere imballato … continua qui.

ACADEMY AWARD OF MERIT?

ACADEMY AWARD OF MERIT?

 

Academy Award of Merit?

Nuove regole per l’Oscar: notizia che occupa moltissimi titoli e testate.

Credo sia inutile spiegare ulteriormente, ormai è noto a chiunque che a partire dal 2024 per poter aspirare alla vittoria della prestigiosa statuetta della Academy of Motion Pictures Arts and Science, il cast, così come il personale di produzione, dovranno INCLUDERE persone appartenenti a determinate “categorie”.

Volendo rimanere su un tono ironico, verrebbe da chiedersi se il passato da direttore di casting del presidente della Academy Rubin possa aver influito, ma il sorriso immediatamente si smorza e non so tu, ma io mi sento più sulla lunghezza d’onda di Kirstie Alley che ha definito questa decisione “Orwelliana”.

Personalmente questo concetto delle categorie non mi appartiene a partire dalle famigerate “quote rosa”.

Per me la inclusione non deve avvenire per regolamento, e comunque c’è una distinzione tra meritare una determinata posizione o ottenerla per decreto, cosa che risulta ancor più discriminante a mio avviso.

É il pensiero comune che si deve evolvere, la concezione stessa di diversità non come estraneità ma come valore aggiunto, come libertà.

Comprendere nel senso di contenere in sé, abbracciare, racchiudere, accogliere spiritualmente, piuttosto che includere in un numero, in una serie, in un elenco.

Inserire come clausola la presenza di persone definendole come APPARTENENTI A UNA CATEGORIA non è essa stessa una discriminazione?

Nel momento in cui si definisce una persona secondo le proprie origini, secondo la propria natura o secondo il proprio orientamento, non si crea una suddivisione che invece non dovrebbe esistere?

Non dovremmo tutti pensare a qualcuno semplicemente ADATTO AL RUOLO O ALL’INCARICO, punto?

Io non vorrei essere una quota rosa, meglio il giallo luce, o qualcosa di verde, come la speranza.

 

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