STRANGER THINGS per Bialetti

STRANGER THINGS per Bialetti

Stranger Things per Bialetti: una collezione in edizione limitata davvero molto carina.

È innegabile che l’evento di questa fine novembre sia l’uscita dei primi quattro episodi della quinta stagione di Stranger Things.

 

 

Moltissimi fan in trepidante attesa, eventi, indiscrezioni, ipotesi e hype.

Bialetti, non nuova a collaborazioni di questo tipo, dedica alcuni prodotti al mondo del Sottosopra a partire dalle tazze termosensibili che a contatto con il calore cambiano colore.

Che ne dici?

Il pezzo forte della capsule collection però è la Moka Express Sound che abbina la famosissima sigla di Stranger Things al borbottio del caffè che sale.

 

 

Forte, vero?

La moka musicale diventa iconica.

Stranger Things e caffè dunque, di nuovo.

Abbiamo già parlato della morning routine di Millie Bobby Brown, piuttosto in contrasto con i waffle di Undici in effetti.

Del resto, se vogliamo parlare di contrasti, come vogliamo inquadrare sregolatezza e perfezione della mitica scena nella quale Il Capo Hopper dichiara: mornings are for coffe and contemplation

Che dire? Storia.

Sei anche tu fan di Stranger Things?
Hai un personaggio preferito?

Il mio è Joyce: Winona Ryder mi piace da sempre e trovo che interpreti il ruolo di Mamma con un perfetto equilibrio tra una somma di imperfezioni e inarrestabile determinazione.

Milano ha dedicato le luminarie in Via Dante proprio alle luci di Natale di Joyce Byers.

Forza e fragilità.
Difetti e totale empatia.
Bellezza e caos.

Un po’ sottosopra … in un certo senso.

Ma tornando alla Bialetti e alla moka che riproduce la sigla di Kyle Dixon e Michael Stein, vorrei cogliere l’occasione per sottolineare che anche la colonna sonora non originale è grandiosa: una immersione nei gloriosi anni 80 che suscita nostalgia e allo stesso tempo orgoglio.

Wuthering Heights di Max, Should I stay or should I go di Will e Master of Puppets di Eddie, sono praticamente ormai dei cult, ma avrai sicuramente notato anche tu molte altre canzoni memorabili,vero?

Vuoi citarne qualcuna?

Io intanto preparo il caffè 🙂

 

 

LE ASSAGGIATRICI

LE ASSAGGIATRICI

Le assaggiatrici è il film per la regia di Silvio Soldini uscito nelle sale la scorsa settimana.

 

Sono andata al cinema con Monica e questa è una delle volte in cui vedo il film prima di leggere il libro.

 

Alla sceneggiatura hanno collaborato tra gli altri Cristina Comencini e Ilaria Macchia, che io sono sempre curiosa di scoprire.

 

Le assaggiatrici è basato sul romanzo scritto da Rosella Pastorino, ispirata dalla storia di Margot Wölk che solo a 95 anni ha rivelato di essere l’unica superstite di un gruppo di donne selezionate per verificare che il cibo non fosse avvelenato.

 

Il blog di Tony ha pubblicato una lista di dieci film angoscianti, lì per lì non mi era venuta nessuna idea, ma ora sicuramente posso citare Le assaggiatrici: un’ora e non so quanti minuti di angoscia.

 

 


Per sottolineare ancora di più il senso di ineluttabilità, a tratti le immagini vengono intervallate da stacchi di nero.


Le musiche della colonna sonora incombono con altrettanta efficacia.


Il regista ha scelto di lavorare con attori tedeschi, proprio per rimanere il più possibile fedelmente allineato a ogni singolo dettaglio.


Ma ciò che emerge è che le persone, di qualsiasi nazionalità, di qualsiasi colore, di qualsiasi origine, durante la guerra soffrono.


So di aver scritto una banalità, eppure sembra che tutto ciò che è accaduto per la seconda guerra mondiale, così come in tutte le altre guerre della storia dell’umanità, non sia servito a nulla.


Non abbiamo imparato nulla.


E ci cibiamo del veleno dei potenti di turno.

I WANNA TAKE HUGH THERE

I WANNA TAKE HUGH THERE

I wanna take Hugh theregioco di parole che si ispira al famosissimo testo di una canzone che non ha certo bisogno di presentazione:

When you call my name, it’s like a little prayer
I’m down on my knees, I wanna take you there

Canzone che è praticamente impossibile non cantare, canzone universale.

Così come è universalmente noto Hugh.

Anche questa volta io vorrei parlare della colonna sonora non originale.

Eccola.

Che dire?
Un fantastico excursus nella storia pop.

Cito ad esempio You’re the one that I want a sua volta soundtrack di un film che ho visto innumerevoli volte nell’arco della mia vita.

Grease è stato il primo film con le amiche nel cinema del paese dove sono nata, ovviamente amore a prima vis…ione.

Un film in cui le automobili assumono il ruolo di status symbol per i ragazzi, che le elaborano, le usano per il drive in e anche per i loro “incontri.”

Ecco, anche la scena di Deadpool & Wolverine con il sottofondo della canzone di Grease si svolge in auto … ancora un simbolo se vogliamo, ma sfigatissimo.

E “l’incontro” è pur sempre fisico e attinente all’amicizia, ma sul livello che caratterizza tutto il film: totalmente folle.

Amicizia e follia si mescolano come affinità elettive tra questo trio che riesce a mettere insieme una serie di situazioni che piacciono alla gente, per non parlare dei camei.

Il terzo elemento è Shawn Levy, che ci ha regalato quella perla di Stranger Things

Gli altri due, attenti a quei due: Hugh e Ryan interagiscono come due metà opposte e colorate, proprio come in questo piccolo gadget.

Rappresentano bene il tempo che passa, con la voglia di rimanere sempre sé stessi, supereoi, nerd, o entrambi.

E alle prime note di Good Riddance ti ritrovi con la nostalgia: something umpredictable but it in the end is right.

Vuoi raccontarmi tu qualcosa legato a qualcuna delle altre canzoni?

Le trovi direttamente su Spotify.

In entrambi i casi compaiono i brani come da tracklist del sito Disney che vende i due LP brandizzati.

In realtà c’è altro.

Impossibile non citare Hells Bells … ti lascio immaginare appena partono le prime note.

E poi c’è I wanna take Hugh there
La gentile concessione di Madonna.

Non è che sia una cosa da niente.

Ryan Reinolds in un’intervista ha raccontato che non sapeva come chiederlo: “cosa faccio, chiamo e dico ciao sono Ryan?”

Pare che sia andata proprio così, ma per sua fortuna anche ai figli di Madonna piacciono i supereroi Marvel.

E a te?

C’È ANCORA DOMANI

C’È ANCORA DOMANI

C’è ancora domani che vede l’esordio alla regia di Paola Cortellesi è il film vincitore di Premio del Pubblico, Premio Speciale della Giuria e Menzione come Migliore Opera Prima alla Festa del cinema di Roma

Paola Cortellesi non necessita certo di presentazione, io ricordo sempre una delle sue gag nelle quali ironicamente elencava tutte le cose che ha fatto, che sono davvero tantissime e molto diverse tra loro, ma che hanno un costante elemento in comune: sono tutte fatte bene.

Devo ringraziare Elisa e la sua proposta: siamo andate al cinema insieme temendo di dover usare fazzoletti e invece ci siamo soprattutto sorprese.

Le Amiche.
Nel film: Delia e Marisa.

La commozione comunque non è mancata.

Per quanto mi riguarda io mi sono emozionata di fronte alla rappresentazione dell’amore materno nei confronti della figlia, che nel film viene interpretata da Romana Maggiora Vergano.

Un amore al di sopra di ogni cosa, un amore per il quale nulla è impossibile, un amore puro e incrollabile.

Fragilità e forza in un vortice di sopportazione e determinazione nel quale la capacità di portare il peso schiacciante di una lunga interminabile serie di ingiustizie e angherie verbali e fisiche, si catalizza nella risoluta volontà di ricercare un destino migliore per Marcella.

Madre e figlia.
Una madre schiacciata e una figlia modello che non comprende la sottomissione di Delia.

Soccombere e resistere allo stesso tempo, in una danza che è melodia spezzata, è rock, è hip hop rap, è retrò.

Marcella non capisce, ma capirà.

Marcella guarderà la madre Delia e vedrà l’affermazione di un gesto apparentemente semplice ma estremamente importante, come un diritto, come un inizio.

Ogni cambiamento ha un inizio.

C’è ancora domani rappresenta “la musica che cambia” in senso letterale: non posso non citare i brani di repertorio della colonna sonora:

Aprite le finestre Fiorella Bini
Nessuno Musica Nuda
Perdoniamoci Achille Togliani
A bocca chiusa Daniele Silvestri
M’innamoro davvero Fabio Concato
La sera dei miracoli Lucio Dalla
Calvin The Jon Spencer Blues Explosion
B.O.B. – Bombs Over Baghdad Outkast
The little things Big Gigantic featuring Angela McCluskey
Swinging on the right side Lorenzo Maffia e Alessandro La Corte
Tu sei il mio grande amor Lorenzo Maffia, Alessandro La Corte e Enrico Rispoli.

Soprendente, non trovi?

Soprendente come ciò che non ti aspetti da C’è ancora domani: il finale.

In effetti in cuor mio speravo che il progetto di Delia non fosse quello più scontato, ma allo stesso tempo non avrei indovinato un epilogo come quello con il quale Paola Cortellesi invita tutti ad una bella riflessione.

Leggera eppure esplosiva, semplice ma dirompente, proprio come Delia, proprio come Paola.

Sì perché Delia è Paola, è Marcella, ed è la nostra nonna.

Delia è tante vite di rinuncia, Delia è tanti anni di sofferenza.

Come niente fosse.

1899

1899

1899 è una serie di otto episodi, o meglio, è “un breve viaggio” così come descritto in bio, creato da Jantje Friese & Baran bo Odar per Netflix.

Breve viaggio perché, come comunicato dagli stessi autori, la serie è stata interrotta al termine della prima stagione, nonostante ne fossero previste altre due, come per Dark

Si fa riferimento a Dark perché gli autori di 1899 sono: Jantje Friese & Baran bo Odar, i cui profili tra l’altro al momento risultano inesistenti …

Peccato: questa serie è sicuramente ICONICA in primis per questo libro:

May your coffee kick in before reality does.

Possa il tuo caffè fare effetto prima che lo faccia la realtà.

È già perfetto così.

Eppure io alla fine del primo episodio ho avuto uno di quei momenti di grande soddisfazione a livello musicale.

Una sorpresa che si è ripetuta nel concetto, con espressioni però diverse per ogni episodio.

Se hai già visto la serie, possiamo parlarne nei commenti: tu hai riconosciuto ogni volta?

La sigla poi è una cover nella interpretazione calzante di Eliot Sumner … cognome che sicuramente ti dirà qualcosa, vero? 

Inoltre ça va sans dire: anche in questo caso le citazioni e i rimandi si rincorrono, tanto che ho incontrato uno dei temi che mi appassionano particolarmente, oltre agli indizi legati ai codici binari informatici.

Uno di questi coincide con una scena che mi è piaciuta tantissimo: tazze sollevate all’unisono!!

Hai notato il glitch in questo frame?

Dunque tre cose per le quali io ho un debole, eppure incredibilmente ce n’è un’altra!

I triangoli … non aggiungo altro.

 

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