PANTALONI KILLER

PANTALONI KILLER

Pantaloni killer? Una definizione un tantino azzardata, un trend, anzi direi più un tormentone.

Mi auguro davvero che questa storia dei pantaloni killer sia diventata virale forse perché qualcosa è sfuggito di mano, come si suol dire.

Pare che sul web si susseguano video e testimonianze fotografiche di ragazze che sono cadute a causa di un particolare modello di pantaloni prodotto da una nota marca.

Come puoi vedere nella foto, si tratta di pantaloni ampi e morbidi, che tutto sembrerebbero tranne che insidiosi.

Io li avrei catalogati come comodi.

Una versione dei famosissimi pantaloni palazzo.

Come non visualizzare immediatamente i particolarissimi look anni 60? Più precisamente erano definiti “pigiama palazzo” proprio perché coordinati a camicie o casacche dello stesso tessuto e colore.

Anche se in realtà il pantalone ampio è forse l’antenato del pantalone classico, in quanto ne è stato precursore in tempi in cui per le donne non era ancora contemplato un abbigliamento che non prevedesse una gonna.

Andando indietro nel tempo possiamo fermarci a Coco Chanel, tanto per citare un grandissimo nome, e ai suoi pantaloni ampi con la vita alta negli anni della guerra: non più solo indumenti per la equitazione o la spiaggia.

Altre icone del look con pantaloni potrebbero essere Marlene Dietrich o Greta Garbo, qui invece trovi alcuni outfit di Katharine Hepburn.

Come mai non si sono mai verificate queste cadute di massa?

Se posso azzardare una ipotesi, un tempo gli abiti erano rigorosamente confezionati su misura, successivamente con l’avvento del prêt-à-porter si adattava se non altro la lunghezza, con l’aiuto di una sarta o anche autonomamente.

Tu sai cucire un orlo?

Può essere che ora sia sdoganato anche il poter calpestare un gambale che cade sotto la scarpa? Chiedo.

Ne esistono di tante fogge e tessuti, ecco una selezione di Vogue.

Dunque cosa può avere di diversamente pericoloso quel modello in particolare?

Mentre aspetto che tu mi dica il tuo parere, concludo raccontando che mio marito mi ha regalato un paio di pantaloni del modello in questione, sono a righine con la baschina e anche i passanti sono ampi, tanto da poter eventualmente utilizzare qualche twilly al posto della cintura.

Speriamo di non cadere … sai che io adoro romanzi gialli e thriller, ma i killer pantaloni anche no 🙂

COFFEE CLUBBING

COFFEE CLUBBING

Coffee clubbing è la nuova tendenza dell’house clubbing definita soft clubbing.

Ovvero?

Ovvero nuovi orari per ascoltare musica con tanto di dj set e stare insieme.

Un po’ il “sottosopra” se vogliamo …

Niente più ore piccole: ci si ritrova la mattina!

Per alcuni è fattibile anche durante la settimana, se si ha margine prima che la giornata inizi, ad esempio dalle sette alle nove, diversamente la domenica.

Easy.

Pare che la ricerca dell’origine ci conduca al nord.

Per esempio su questo profilo @copenhagenfrow puoi trovare una serie di foto molto carine che rappresentano il concetto: gente stilosa, look molto trendy e sofisticati, ritratti davanti a vari caffè.

Ma ovviamente Milano non è da meno.

Qui c’è qualche appuntamento.

Tu che ne pensi?
Parteciperesti a uno di questi happy hour in versione “cappuccino e brioche?”

Ti ricordi di quando abbiamo chiacchierato a proposito dei vari tipi di colazione da cinema? 

Ora possiamo aggiungere anche la versione musicale.

MASSIMO MI HA DIPINTO LE SCARPE

MASSIMO MI HA DIPINTO LE SCARPE

Massimo mi ha dipinto le scarpe!


Ti piacciono?
A me da matti.


È stata una sorpresa grandiosa e molto molto gradita.

 

 

Sole e luna, mi accompagneranno ad ogni passo.


La risata è un raggio di sole dell’anima
.
Thomas Mann

 


La sua luce era un regalo caduto dal cielo. Prima del fuoco, degli attrezzi, del linguaggio, la luna rischiarava il buio del mondo e calmava la paura degli uomini. Le sue fasi avevano insegnato agli umani il concetto di tempo
.

Haruki Murakami

 


Avevi mai visto scarpe decorate in questo modo?
Avevi mai visto scarpe decorate in generale?


A me è capitato di notare stringhe personalizzate in vari modi ma mai scarpe dipinte.


Trovo che le Converse siano calzature particolarmente comode e versatili, le indossi anche tu?

 

 

Come sai io sono camicia bianca addicted, e con i jeans l’abbinamento viene naturale, ma in questo caso è forse un peccato non scatenare la fantasia, che ne dici?


Consigli?


A proposito di outfit Vitaincasa il lato rosa della vita, con il tuo gusto nel proporre outfit per la rubrica Alfabeto di moda, sentiti pure libera di suggerire 🙂


Intanto anche qui voglio ripetere: GRAZIE Massimo!

 

CRUELLA: TÈ A REGENT’S PARK

CRUELLA: TÈ A REGENT’S PARK

La recensione professionale la trovi qui sul blog Matavitatau, io vorrei fare due chiacchiere, stavolta va bene con il tè, anzi tea at Regent’s Park.

E in particolare vorrei parlare della colonna sonora che ho trovato calzante e che per quanto mi riguarda ha assolutamente sottolineato tutta la visione donando un indiscutibile valore aggiunto.

La parte originale è stata curata da Nicholas Britell. Jamie Fisher sul New York Times  riporta un’intervista a Barry Jenkins che lo descrive minuziosamente. La frase che mi ha colpita è “… c’è una leggera atmosfera di Willy Wonka nel suo studio” e direi che ciò è cosa buona.

Poi però c’è tutto un lungo “repertorio” di citazioni che definire “degne di nota” è assolutamente riduttivo.

Time of the season: Estella arriva ai grandi magazzini Liberty, tra l’altro alcune scene sono state registrate nella location reale

 

Feeling good  di Nina Simone: Estella è felice perché alla baronessa è piaciuta la sua vetrina e vuole che lavori per lei.

La baronessa. Emma Thompson. In effetti è molto Miranda Priestly ma io ho rimpianto Charlotte di The boat that rocked alias I love radio rock.

Alla prima visione: quando Emma / Charlotte arriva sulla nave, l’effetto WOW per me è stato di gran lunga maggiore.

Tu mi dirai: e cosa c’entra? Nulla, in verità.
Ma io ci ho trovato elementi in comune tipo la musica, il periodo, la swinging London … e mi era sembrata molto più “baronessa” Charlotte, tu però correggimi sempre se sbaglio.

Anzi, mi lascio correggere direttamente da lei che ha dichiarato che questi sono alcuni dei brani più belli di tutti i tempi I arrive to the sound of The Doors … which I never arrived to any cooler soundtrack.”

Rimanendo sul tema look mi sono chiesta come sia nata la scelta di Florence + The machine dato che Florence Welch stessa ha evidenziato le sue affinità:
“Sono sempre stata interessata ai vestiti e la moda mi è sembrata uno sbocco per la creatività, vestirsi, per me, è sempre stato una sorta di autorealizzazione dello spirito interiore. Sento che è un modo per indossare l’anima di te al di fuori di te stessa”.

Florence rivela anche di usare i vestiti come una sorta di “armatura” per proteggersi mentre la sua carriera si espande. Proprio come Cruella usa la moda.

Altra grande Donna che ha fatto moda, ma che soprattutto ha fatto storia: Debbie Harry con One way or another  infatti, come ho già scritto, ribadisco che dovremmo prendere esempio.

Così come vale sempre il concetto di These boots are made for walking di Nancy Sinatra forse scontatamente necessaria, in senso positivo ovviamente.

Meno prevedibili invece sono I love Paris di Georgia Gibbs e Peraphs, peraphs, peraphs di Doris Day.

La versione di Whole lotta love di Tina Turner e Ike si adatta bene direi.
Anche se io devo riascoltare l’originale: tra l’altro recentemente è stata votata come il brano contenente il miglior riff di chitarra di sempre

E dato che siamo in argomento classifiche, ricordo la versione Maneskin di I wanna be your dog, tenendo a sottolineare come la BBC abbia pubblicato il loro “storming” nelle classifiche inglesi, che è tanta roba per come generalmente viene considerata la musica italiana.

Lo so, mi sono già dilungata parecchio e non ho nemmeno citato Stone Cold Crazy, Hush, o Sympathy for the devil. E ancora non avrei concluso, in effetti ci vorrebbero singoli post dedicati perché è più forte di me: non so essere breve laughing

È vero che si era detto che questo sarebbe stato un tè anziché il solito caffè, ma mi impongo di lasciare spazio ai tuoi commenti perché sono curiosissima di conoscere le tue preferenze, anche se Cruella direbbe: “I’m just getting started, darling …”

PROFUMI PREZIOSI

PROFUMI PREZIOSI

 

Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno scelto l’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella a Firenze per presentare la loro ultima collezione di Alta Gioielleria, dedicando un pezzo particolare a Caterina de’ Medici.

Per la Regina Nera occorrerebbe un intero libro, o magari dovrei chiedere una biografia speciale a La ragazza approssimativa.

In questo momento però mi basta parlarti del profumo che Caterina de’ Medici commissionò ai frati domenicani nel 1533 e fu portato da lei in Francia in occasione delle sue nozze con Enrico di Valois. È un bouquet fresco e agrumato, a base di bergamotto di Calabria.

Questo profumo, conosciuto come Acqua della Regina successivamente venne rinominato Acqua di Santa Maria Novella  ed è tuttora in commercio.

La collana con due putti che tengono proprio una boccetta di profumo della foto, è uno speciale pezzo della collezione dedicato a Caterina de’ Medici.

Devo dire che di Dolce & Gabbana ammiro in particolare il modo di affermare sempre, e in maniera del tutto incisiva, la loro italianità. Attraverso tributi, rimandi, citazioni, richiami, e uno spirito innato che emerge da ogni creazione.

In particolare questa collezione è dedicata al Rinascimento ma anche alle botteghe artigiane di Firenze che ne rappresenta l’emblema:
Cultura, bellezza e storia si possono trovare in ogni angolo di Firenze.
Dal Fatto a Mano all’eccellenza del Made in Italy, Domenico Dolce e Stefano Gabbana rendono omaggio alla città del Rinascimento e alla Toscana nelle loro creazioni di Alta Gioielleria, Alta Sartoria e Alta Moda.
Scopri una nuova rinascita nell’incantevole città immersa nella meraviglia architettonica, dove le radici degli artigiani locali permeano e ispirano ogni capo.

Repubblica Firenze ha pubblicato una breve slide sui pezzi principali della collezione, e non so tu, ma io sono rimasta colpita da una creazione in particolare, che mi ha fatto pensare alla citazione di Albert Samain:
Quando siete in preda al pessimismo, guardate una rosa.

Wow. Il colpo d’occhio su questa collana diciamo che può bastare per sbaragliare mooooolto pessimismo.
Che ne dici?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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