TATÀ

TATÀ

Tatà è l’appellativo vezzeggiativo di Tante, che significa zia in francese.

Non c’è il due senza il tre, anche se Tre in realtà è il secondo tra i libri di Valérie Perrin  che ho letto.

Valérie ha raccontato di aver deciso di scrivere la storia di una zia dopo aver sentito un bambino che urlava “Tatà!”

Ti capita mai che un singolo particolare ti colpisca trasformandosi in una sorta di chiave di accesso a emozioni o pensieri molto più grandi?

Tu dove trovi la tua ispirazione?

Valérie sa bene come scrivere un libro di successo, io la immagino un po’ come una cuoca provetta che utilizza tanti ingredienti con la consapevolezza che sono giusti per il risultato finale.

Tatà è ambientato a Gueugnon in Borgogna, luogo di origine dell’autrice e profonda provincia

Gueugnon è famosa per la squadra di calcio locale che ha raggiunto livelli molto importanti. Il padre di Valérie era un calciatore in questa squadra.

Il cuore della storia è raccontato nella prima pagina: la protagonista scopre che sua zia è rimorta

Sì: rimorta, termine coniato per rappresentare il fatto che viene comunicato il decesso della zia che in realtà è già morta da tre anni.

Capire come sia possibile porta alla scoperta di una zia tanto immensa quanto sommersa come un iceberg.

E tu? Hai una zia del cuore?

FARAWAY

FARAWAY

Ringrazio Jessica Pini e Manuale di Mari per Faraway.

Faraway, lontano.

Ripetiamo spesso che la lettura ci porta lontano, in questo caso, il viaggio parte già dal titolo.

Sai che io non anticipo mai ciò che si scopre leggendo, quindi ti chiedo: a cosa corrisponde il tuo “lontano”?

Un luogo?

Oppure un concetto, magari: qualcosa di lontano da te.

Si può creare distanza nello spazio, nel tempo, nel cuore, nella mente.

Johann Wolfang Goethe ci ha lasciato questa riflessione:
Non si arriva mai tanto lontano come quando non si sa più dove si va.

Sei d’accordo?

Spesso mi torna in mente Shrek e il regno di Molto Molto Lontano.

Faraway

Anche Jessica cita Shrek ma per un motivo diverso, l’ho colto comunque come un segno, una specie di affinità.

In particolare ho apprezzato i passaggi in cui il libro si sofferma sulla descrizione dell’ambiente con l’attenzione di chi ne ha a cuore l’importanza.

Jessica tiene poi il punto fermo sulla forza al femminile, declinata nelle varianti in cui può fare la differenza.

Lei stessa descrive un buon libro come un ponte verso altri mondi e un modo per vivere più di una vita contemporaneamente.

Ti lascio una delle sue presentazioni sottoscrivendo il messaggio:

Jessica invece mi ha lasciata in attesa di scoprire come proseguirà la storia: il suo Faraway è concepito per essere il primo capitolo di una saga.

Quindi non allontaniamoci troppo, teniamoci in contatto 😉

#FarawaySaga

TRA LE DITA DEI SOGNI

TRA LE DITA DEI SOGNI

Tra le dita dei sogni è il dono che ho ricevuto da Anna Calisti grazie a Manuale di Mari

La copertina del libro mostra una rosa rossa e Rosa Rossa è lo pseudonimo dell’autrice che in questo libro ha letteralmente messo il suo cuore.

E io con il cuore la ringrazio molto.

Le poesie di Anna dipingono l’Amore in tutte le sue forme, in tutte le sue sfaccettature, anche quelle dolorose, ognuna proprio come un petalo di rosa: delicato, profumato, colorato e vellutato.

Anna è nata lo stesso anno di mia mamma, ma prima ancora di scoprirlo mi ero già affezionata a lei.

In questo commento mi ha parlato di come sua madre preparava il caffè sulla stufa a legna, mi immagini, vero, mentre leggo con gli occhi a cuore?!

Per lo stesso motivo, la poesia di Anna che preferisco è Ricordi: mi ha trasmesso tutta la forza delle sue radici alle quali tengo moltissimo.

Il mondo in una piazza, la vita che scorre, un viaggio nel tempo.

Tra le dita dei sogni un titolo che ha la capacità di far pensare ai sogni in modo tangibile, di poterli toccare.

Ci stiamo avvicinando al periodo magico del Natale: c’è un sogno che tu vorresti poter sfiorare?

A proposito di sogni, intesi non come desideri ma proprio come fenomeni psichici legati al sonno, per me rappresentano da sempre un’intensa voglia di riuscire a trovare eventuali messaggi che contengono.

Tu cosa ne pensi?

Secondo te c’è un preciso motivo dietro a ciò che la nostra fase R.E.M. ci mostra?

Riesci a interpretare i tuoi sogni?

RETURN TO TIFFANY

RETURN TO TIFFANY

Return to Tiffany è la collezione iconica della Maison Tiffany.

Le origini risalgono al 1966, quando Tiffany iniziò a vendere per la prima volta dei portachiavi con l’ormai famosa frase “Please Return to Tiffany & Co. New York.”

Ai portachiavi veniva assegnato un numero di registrazione unico, che assicurava a Tiffany & Co la possibilità di risalire al proprietario qualora le chiavi fossero state smarrite.

Ecco perché restituire a Tiffany: perché il prestigioso negozio della Fifth Avenue avrebbe potuto ricongiungere i dati attraverso un preciso e riservato numero di serie.

Nei cinquanta anni che sono trascorsi, la collezione Return to Tiffany ha lasciato il segno come simbolo della tradizione artigianale, pilastro fondamentale di Tiffany.

Una pubblicità di Tiffany mostrava il regalo perfetto per San Valentino: un cartellino Return to Tiffany a forma di cuore in oro giallo 14 carati, al prezzo di 11 dollari …

Nel corso del tempo, ci sono state varie evoluzioni: nel 1980, Tiffany ha debuttato con il primo gioiello che incorporava la targhetta Return to Tiffany, un ciondolo a forma di cuore in oro giallo su una collana.

La collezione si è ampliata fino a diventare un assortimento di anelli, bracciali e orecchini, ognuno con la propria personalità, tutti incisi con l’emblema che ricorda l’impareggiabile stile Tiffany

Ti è mai capitato di perdere qualcosa?

Mi piacerebbe che mi raccontassi che lo hai ritrovato o che ti è stato restituito da qualche anima buona.

Secondo l’articolo 928 del Codice Civile la consegna dell’oggetto ritrovato deve essere resa noto per mezzo di pubblicazione per due domeniche successive e deve restare affissa per tre giorni ogni volta.

Sembrano concetti arcaici, ora che qualsiasi tipo di informazione viene diffusa online.

In Giappone hanno un nome particolare per gli oggetti persi o dimenticati: WASUREMONO 忘れ物.

Non lo trovi carino?

Per loro poi la restituzione è una questione importantissima, sono estremamente precisi e accurati.

Gli oggetti più comunemente dimenticati sono:

. cellulare

. borsa 

. abbonamento

. portafoglio

. ombrello

. chiavi

. sigaretta elettronica

 

Le chiavi dunque arrivano molto dopo un oggetto che nel 1966 non esisteva: il cellulare, eppure Tiffany continua a rappresentare un po’ “il cuore di New York.” O no?

IL BROLO DI MARTA

IL BROLO DI MARTA

Ringrazio sentitamente Beatrice Tognarelli e Manuale di Mari per avermi donato l’opportunità di leggere Il Brolo di Marta

Ammetto che, la prima volta che ho letto il titolo di questo libro, mi sono chiesta cosa fosse un brolo.

Tu lo sai?
Dalle nostre parti non si chiama così, noi diciamo semplicemente orto, oppure in gergo “vigna” anche se non poi in realtà non c’è nessuna pianta di vite.

Quindi: al primo step de Il Brolo di Marta ho imparato qualcosa di nuovo.

Ma la sorpresa più bella è stata questa dedica meravigliosa

E io ho ascoltato il cuore dell’autrice e ho percepito un profondo amore per le radici, con riferimento sia alla terra che alla famiglia, e questo come sai è un elemento al quale io tengo particolarmente.

Tu hai la fortuna di avere un orto?

Mio padre ha sempre curato orti: a casa nostra avevamo solo una striscia di terra, ma lui aiutava anche da altre parti, permettendoci di mangiare verdure fresche e genuine.

Questo invece è il mini orto che mio suocero ci ha regalato per la cucina, anche se in casa purtroppo le piante soffrono.

A proposito di cucina, mi sono piaciute le ricette che Il Brolo di Marta racchiude.

Così come le particolari “introduzioni” di ogni capitolo.

Ho anche trovato con piacere vari riferimenti al caffè, tra i quali questo

L’odore del caffè inebriò la stanza, lo versò nella tazza, e si mise alla finestra a degustarlo, chiuse gli occhi, mentre le giungeva il fruscio della vegetazione, soave suono della campagna.

Che suono arriva dalla tua finestra mentre bevi il caffè?

Archivi

Pin It on Pinterest