GREENWASHING

GREENWASHING

Greenwashing ovvero strategia di comunicazione o di marketing perseguita da aziende, istituzioni, enti che presentano come ecosostenibili le proprie attività, cercando di occultarne l’impatto ambientale negativo.

Direi che accade sempre più spesso, tu cosa ne pensi?

Torniamo a Trieste dove si è svolta la ventesima edizione di International Talent Support, lanciato nel 2002 e divenuto una piattaforma per mostrare e supportare i giovani talenti.

La storica location al Salone degli Incanti nel cuore di Trieste, è stata teatro della presentazione di “The First Exhibition: 20 years of contemporary fashion evolution”, mostra che gode del patrocinio del ministero dei Beni culturali e che sarà aperta al pubblico a primavera del 2023.

In giuria Orsola De Castro definita da molti come la pioniera dell’upcycling

La sua agenda di questi giorni mostra un programma Utopia prosecuzione costantemente aggiornata delle tematiche bandiera di Fashion Revolution di cui è co-fondatrice.

Invece di far sentire le persone in colpa, le aiutiamo a riconoscere che hanno il potere di fare qualcosa per apportare un cambiamento positivo.

Trovo che questo sia un ottimo punto di partenza, in generale.

Il Greenwashing non riguarda soltanto il settore della moda.

Possiamo citare esempi clamorosi anche nella musica, o nel marketing: pubblicità ingannevoli e ecologismo di facciata.

Per non parlare del controsenso in termini: siamo al punto in cui ci vengono dati consigli che rasentano il ridicolo per ridurre l’utilizzo della corrente elettrica nell’illusoria ipotesi di poter ridurre le bollette diventate ormai insostenibili, ma allo stesso tempo in Gazzetta Ufficiale vengono pubblicati gli incentivi per le auto elettriche

E come dovremmo ricaricarle, poi, di grazia?

ANGELO MORIONDO DOODLE

ANGELO MORIONDO DOODLE

 

Il doodle di oggi è dedicato a Angelo Moriondo in occasione della sua data di nascita e dunque non possiamo non ricordarlo anche qui!

Questo video dell’Economy Times illustra la storia di Angelo Moriondo a grandi linee

 

Io mi sono immediatamente focalizzata sulla data: 1884.

1884 che è la data di pubblicazione del brevetto sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia

1884 che è la data nella quale proprio i torinesi, che già annoverano il Bicerin tra le loro specialità, gustarono il primo caffè espresso al mondo.

1884 che è anche la data in cui viene stabilito il meridiano 1 cioè il meridiano di Greenwich.

Ma che corrisponde anche a 100 anni esatti prima di quello che per me è il glorioso e emblematica anno 1984

Per tornare a caffè, Bicerin e cioccolato però, va riconosciuto a Angelo Moriondo il gusto per le cose BUONE, dato che dopo il caffè ha fondato la cioccolateria Moriondo e Gariglio
Ciò che mi ha colpita, è l’insegna storica, che indica “confetteria” esattamente come Il caffè al Bicerin

I torinesi, abituati a caffè e cioccolato, ci vengono simpaticamente descritti da The Economic Times come impazienti rispetto ai tempi della torrefazione.

Ma proprio per questo primeggiare nell’arte della torrefazione, qualcuno sostiene che Torino è la vera capitale italiana del caffè … come dice il proverbio … non c’è due senza tre, no?

Ecco la locandina del prossimo Turin Coffee: salone del caffè a Torino che si svolgerà nei giorni 11 e 12 giugno, sulla quale campeggia “Torino capitale del caffè.”

Trieste, Napoli o Torino dunque?

FONDO EMERGENZE EMITTENTI LOCALI

FONDO EMERGENZE EMITTENTI LOCALI

Se dico “fondo emergenze” tu a cosa pensi?
Io lo associo al pensiero di un aiuto speciale, a una sorta di protezione che permetta di far fronte ad una situazione finanziaria delicata e difficoltosa.

In questo periodo varie parole stanno assumendo significati nuovi e legati al contesto attuale: bonus, ristori …
La Treccani definisce fondo un
insieme dei mezzi monetari che si detiene in un dato periodo per uno scopo determinato.

Fondo emergenze emittenti locali” ecco io mi ero immaginata qualcosa di un po’ diverso rispetto a quanto comunicato dal Mise, che in effetti scrive la dicitura esattamente tra virgolette sotto al titolo:
Fondo emittenti locali – Contributo straordinario per la trasmissione di messaggi di comunicazione istituzionali (emergenza sanitaria).

Il decreto 12 ottobre sulla Gazzetta Ufficiale spiega ampiamente che:
le emittenti radiotelevisive locali beneficiarie si impegnano a trasmettere all’interno dei propri spazi informativi i messaggi di comunicazione istituzionale relativi all’emergenza sanitaria che saranno resi disponibili tramite la piattaforma messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico.

Vale la pena anche leggere l’allegato: un tariffario con cifre variabili secondo il numero di passaggi da trasmettere ad orari prestabiliti. 

Sono perplessa, quanto siamo lontani dal paragone con l’acquisto di spazi pubblicitari?
Sì, lo so, è brutto fare questi discorsi quando ci sono di mezzo questioni morali, ma io davvero vorrei capire.

Qual è il tuo parere?
Hai mai ascoltato qualcuno di queste trasmissioni? Vengono annunciate come comunicati istituzionali?
Davvero non basta la RAI?

Perché questo “aiuto condizionato” quando da mesi già ogni tg diffonde ampiamente notizie e interviste ai membri del governo, per non parlare della quantità di programmi dedicati e talk show?

Forse sono io che sbaglio, tu correggimi sempre.

LA RANA È BOLLITA?

LA RANA È BOLLITA?

In questi giorni in cui siamo sottoposti a centrifughe di informazioni sparate a velocità accelerata, ci si ritrova a pensare anche a quanti diritti sanciti dalla nostra Costituzione sono stati sospesi dai decreti con quella sigla finora inusuale: DPCM.
La nostra Costituzione in effetti non prevede la dichiarazione dello stato di emergenza, e rimanda semplicemente al Codice della Protezione Civile, a tale Codice infatti si fa riferimento nella ormai famigerata pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 31 gennaio.
I nostri padri costituenti non ritennero opportuno inserire clausole di emergenza ritenendo che l’eventuale conferimento di pieni poteri ad un organo specifico, oppure la legittimazione della limitazione, o addirittura della sospensione dei diritti dei cittadini, avrebbero potuto rappresentare un pericolo nel caso di possibili rischi di dittatura.
Emergenza è per definizione una circostanza imprevista, un concetto dunque che di fatto rimanda ad un momento critico, ad una particolare condizione che richiede intervento immediato.
Indubbiamente quella che stiamo vivendo è una serie di eventi del tutto incomparabili e sarebbe opportuno cercare di mantenersi focalizzati sui punti fermi: cioè i dati certi.
Costa solo qualche secondo andare a leggere dalle fonti ufficiali.
Ciò che è reale e corretto aiuta chiunque a fare le proprie riflessioni al riparo della grancassa di alcuni media che alimentano panico e conseguenti comportamenti fuori luogo e, dal verso opposto, contribuisce a rispondere alla domanda del titolo.
La rana bollita è il famigerato principio metaforico di Noam Chomsky secondo il quale se
Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita. Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.
Questo pentolone ha una ulteriore caratteristica inquietante: le sue dimensioni. Coinvolge tutto il mondo.
“Essere bolliti” ha però anche un altro senso gergale, almeno a quello possiamo senza dubbio porre rimedio.

 

 

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