I GIORNI DI VETRO

I GIORNI DI VETRO

I giorni di vetro scritto da Nicoletta Verna per Einaudi è stato un libro per me tagliente, se mi concedi il gioco di parole.

Ho trovato questa lettura a tratti disturbante.

Ciononostante sono grata a Monica perché probabilmente, di mia iniziativa avrei accampato scuse dirottando il mio interesse altrove.

Il romanzo parte dall’omicidio di Matteotti e ripercorre il successivo evolversi degli eventi fino ad arrivare alla Liberazione.

Castrocaro costituisce il centro di tutto, anzi “l’epicentro.”

Al termine del libro, l’autrice informa che i personaggi e le vicende sono di fantasia, ma rimane la Storia, quella che tutti conosciamo, ad incombere.

E se le vite narrate ne I giorni di vetro non hanno riscontri reali, io non ho potuto non leggere con la consapevolezza di quante cose terribili siano comunque accadute a tante persone.

Questo pensiero ha fatto sì che per buona parte del libro io temessi di scoprire cosa sarebbe accaduto nella pagina successiva.

Purtroppo sono incapace di liberarmi dall’angoscia che provoca la crudeltà

Allo stesso tempo però sentivo il bisogno di continuare a leggere, sperando che le mie paure fossero sbagliate.

Il libro di Nicoletta Verna non lascia indifferenti, una lettura divisiva anche rispetto alle opinioni contrastanti tra i lettori.

Pensando al titolo: I giorni di vetro, tu cosa immagini?

Ti è mai capitato di patire mentre leggi?

Ma ben più spaventoso è assistere alla leggerezza con la quale la guerra entra a far parte dei progetti di tutti gli stati: corsa al riarmo, toni sempre più accesi.

Tutto ciò che è stato, viene dimenticato, calpestato, azzerato.

Come se la sofferenza, le vite spezzate, l’orrore, fossero evanescenti, una bolla da soffiare via.

“La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste, e come niente … puf! Sparisce”.
Verbal Kint (Kevin Spacey)

ANCHE BRIAN MAY NON CI DORME LA NOTTE

ANCHE BRIAN MAY NON CI DORME LA NOTTE

Sì lo so, questo non è molto keep calm, ma leggere che anche Brian May non ci dorme la notte mi ha fatto sentire un filo meno aliena.

Durante un’intervista per la presentazione del libro Islands in Infinity: Galaxies in 3-D back a Radio Times, Brian May ha parlato a cuore aperto manifestando uno stato d’animo nel quale personalmente mi ritrovo.

Mi sento scoraggiato dal mondo degli esseri umani.”

Mi tiene sveglio la notte. La crudeltà, l’ignoranza, le bugie, la riscrittura della storia. Penso che la comprensione e l’amore per l’arte e la musica rendano impossibile essere il tipo di persona che vuole uscire e essere crudele con gli altri.”

Direi che c’è di cui riflettere.

Viviamo in un’epoca di vuoto pneumatico? Di assenza di comprensione e amore per l’arte in tutte le sue forme?

Io questo non lo so, ma è evidente che siamo più indirizzati alla distruzione piuttosto che alla creazione.

C’è così tanta sofferenza nel mondo, perché dovremmo volerla aumentare?”

Ecco, ottima domanda.

Perché?

Perché non dire basta?

Abbiamo perso la capacità di discutere e rispettare il punto di vista degli altri, abbiamo una polarizzazione terribile.”

Una polarizzazione e aggiungerei forme croniche di individualismo ed egoismo.

Se le persone passassero più tempo a guardare le stelle e a fare musica, niente di tutto questo sarebbe possibile.”

Utopia

Purtroppo sì, però lo sai che io tengo molto al concetto del rivedere le stelle.E tu? Dormi la notte?

LA LEVATRICE

LA LEVATRICE

Sono molto grata a Monica per la lettura di La Levatrice di Bibbiana Cau edito da Nord.

L’autrice, dal nome piuttosto singolare, è al suo esordio letterario ma soprattutto ha lavorato per molti anni come ostetrica.

Questo aspetto a mio avviso emerge forte e chiaro dalla lettura, non tanto per la cognizione di causa quanto per la sensibile visione rispetto al valore della vita.

Il cognome invece ci porta dritti in Sardegna trasportandoci nel tempo ma anche nella natura preziosa e spontanea, ricca di profumi, fiori e piante del tutto caratteristici.

La Levatrice ci mostra la guerra dal lato che non si vuole mai mostrare.

La Levatrice ci mostra anche la condizione della donna e la contrapposizione tra posizioni opposte e antagoniste composte da ambivalenze fatte di lati oscuri e sete di giustizia allo stesso tempo.

Triste denominatore comune: gli ostacoli che le donne, ognuna all’interno della propria generazione, incontrano ogni volta che si battono per sconfinare dagli ambiti all’interno dei quali sono relegate.

Mi complimento con l’autrice perché questo libro scuote, alcuni passaggi sono durissimi, sebbene il buio non possa mai calare sulla forza dell’amore vero e puro.

Tante sono le riflessioni che tuttora conservo tra i miei pensieri.

Se lo hai letto, o lo leggerai, mi farà piacere conoscere le tue impressioni.

Nel frattempo, a proposito di ostetricia, cosa ti è stato raccontato sulla tua nascita?Io sono homemade 🙂 già sai …

EVERYBODY SCREAM

EVERYBODY SCREAM

Everybody scream è l’album di Florence + The machine uscito il 31 Ottobre.

Con questo disco proseguiamo il nostro intreccio tra musica e Halloween

Avevamo chiacchierato di You make me feel like it’s Halloween  dei Muse e di Danse Macabre dei Duran.

Florence + The Machine è il gruppo di Florence Welch

Sul loro sito campeggia il logo che vedi nella foto, questa è stata la presentazione.

Secondo te cosa rappresenta?

Everybody scream

Indubbiamente tutto il lavoro è colmo di simboli, anche piuttosto forti, un po’ come il video che parte dalla Natura e da un luogo meraviglioso, che per certi versi mi ha fatto ripensare a The Witches Seed

Streghe ma non solo.

Sofferenza, eccesso, pop barocco, horror, radici, folk, rosso, danza viscerale, urla, coralità, anima, veleno, trasformazione, simbiosi, interiorità.

La canzone si conclude così:
The witchcraft, the medicine, the spells, and the injections
The harvest, the needle, protect me from evil
The magic and the misery, madness and the mystery

La stregoneria, la medicina, gli incantesimi e le iniezioni.
Il raccolto, l’ago, proteggimi dal male.
La magia e la miseria, la follia e il mistero.

Magia e miseria.
Io la leggo come una contrapposizione, come se la magia fosse ricchezza.

Follia e mistero.
Volendo considerarli come opposti, la ragione può essere dunque mistero?

Everybody scream … urlano tutti?

Ti lascio una frase della canzone You can have it all:
Dug a hole in the garden and buried a scream
And it from it, grew a bright red tree
Shining with jagged leaves
And when the wind blows, you can hear it

Ho scavato una buca nel giardino e ho seppellito un urlo.
E da esso è cresciuto un albero rosso brillante,
che risplende con foglie frastagliate.
E quando soffia il vento, puoi sentirlo.

Tu hai mai seppellito un urlo?

Everybody scream

BEATRIX

BEATRIX

Beatrix è un horror soprannaturale scritto da Cristiano Venturelli.

Guarda come è bello il suo sito: a me le onde del mare sono piaciute moltissimo.

Ti ho già parlato di Cristiano a proposito di un altro suo libro: Echi dall’ignoto

Cristiano è una persona molto cordiale e disponibile e con l’entusiasmo di chi ama ciò che scrive mi ha regalato l’opportunità di leggere anche Beatrix.

L’autore chiede quale potere può racchiudere uno sguardo?

Lascio a te le ipotesi, curiosa di scoprire se per te avere un potere equivale a qualcosa di positivo o di negativo?

Ci sono sempre due facce: il bene e il male.

Lupo bianco o lupo nero? Ricordi di quando abbiamo parlato dell’esperimento di Stanford?

E se i poteri fossero di natura soprannaturale, se fossero qualcosa che non appartiene alla natura umana, tu li temeresti o ne subiresti il fascino?

Sai che io non svelo mai completamente gli elementi sorprendenti di ciascun libro, proprio per lasciare la scoperta così come è stata sorprendente per me.

Ma ti dirò che Beatrix è un condensato di sfaccettature che uniscono anime opposte: mammastrega … diversità, magia ma anche sofferenza.

Ti faccio una domanda: se dico sofferenza, qual è la prima cosa alla quale pensi?

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